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Forio e il golpe mancato, tutti i commenti dei cospiratori

Stani Verde: «Non ho problemi a sfiduciare il sistema-Del Deo»

«Io personalmente sono stato contattato dal gruppo dell’opposizione. Ho accettato di buon grado di incontrarmi con loro e discutere dei problemi. Non nego che se mi avessero proposto di votare la sfiducia, l’avrei votata in qualsiasi luogo, anche in consiglio comunale. Tuttavia, ci tengo a precisare che a quella riunione non era presente un notaio. La mia posizione nei confronti dell’amministrazione è chiara, e quindi non ho alcun problema a sfiduciare il sistema-Del Deo. Ho detto “sistema” perché il mio voto non è contro Francesco Del Deo, ma appunto contro il sistema che ha creato, e che genera terrore sul territorio foriano».

 

Maria Chiara Conti: «L’atteggiamento di Nicolella è incomprensibile»

«Noi ci siamo incontrati perché volevamo semplicemente parlare per capire. Eravamo in otto, e ognuno aveva il suo punto di vista. La sfiducia non era l’oggetto principale della riunione: ci siamo riuniti, infatti, per discutere di alcune delibere sulle quali nutriamo forti dubbi. Ho voluto incontrare gli altri consiglieri per capire che cosa pensano in generale di tutto quello che riguarda la vita politica a Forio. L’atteggiamento di Nicolella è davvero incomprensibile, gliel’ho anche scritto. Mi meraviglio che, da avvocato, dica certe cose. Nicolella dovrebbe sapere che non tutti amano fare le sceneggiate: ognuno ha il suo stile, il suo modo di ragionare. Andare dal notaio per formalizzare atti come la sfiducia è una circostanza prevista dalla legge. Al di là di questo, posso assicurare che alla nostra riunione il notaio non c’era affatto. Per quanto mi riguarda, presto potrei anche decidere di lasciare la politica: sono stanca, e se ciò non bastasse ho dei gravi problemi familiari che potrebbero condurmi ad abbandonare l’agone politico».

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Vito Iacono: «Non ci siamo incontrati per mandare a casa Del Deo»

«Ci siamo riuniti per verificare se c’erano le condizioni per assumere certe decisioni. A riprova di quello che sto affermando, posso confermare che non c’era alcun notaio. Nessuno di noi sapeva che cosa l’altro avrebbe fatto. Non ci siamo incontrati per mandare a casa l’amministrazione, ma per verificare i numeri. Solo successivamente avremmo definito la strategia             e l’opportunità di andare dal notaio. Adesso siamo sette, e sembra che siamo abbastanza compatti. Dopo tutto questo polverone, non so se Salvatore Castaldi confermerà il suo rifiuto: da quello che so, infatti, il sindaco avrebbe minacciato di farci arrestare tutti».

 

Grazia Parpinel: «Possiamo sfiduciare il sindaco anche in consiglio»

«Lo scopo era innanzitutto quello di creare un gruppo che potesse presentarsi unito in consiglio comunale con delle proposte. Tuttavia non possiamo negare che nessuno di noi avrebbe problemi a sfiduciare il sindaco anche in consiglio. A tutti è da tempo nota la mia posizione, e proprio per questo non credo di essere una codarda come ha detto Nicola Nicolella. Credo che lui abbia sbagliato a non partecipare alla riunione: in quella sede, infatti, avrebbe potuto esporre il suo punto di vista, che sarebbe stato sicuramente oggetto della nostra discussione».

 

Giuseppe Colella: «Assurdo minacciare, i veri morti sono loro»

«È successo un putiferio, evidentemente gli interessi sono forti e non si può neanche partecipare a una riunione. Le esternazioni e le azioni di Del Deo sono gravi: assurdo chiamarci “morti di fama” e minacciare un consigliere e dire “ti faccio arrestare”. La democrazia è finita, siamo sotto un regime monarchico. Abbiamo fatto quella riunione nell’interesse del paese, per discutere dei problemi che lo attanagliano. L’unica cosa davvero morta che vedo in questo momento è l’amministrazione comunale. Rispondendo a Nicolella, voglio dirgli che non siamo affatto dei “ciucci”. Mancano pochi mesi alle elezioni: speriamo che l’elettorato decida per una svolta».

 

Domenico Savio: «Liberiamo il paese dagli oppositori della democrazia»

«Liberiamo Forio, alla vigilia della prossima scadenza elettorale, da logiche e dinamiche stritolanti delle più elementari regole del confronto e della democrazia. Nelle scorse ore noi consiglieri di opposizione abbiamo diffuso un durissimo documento contro l’autoritarismo del sindaco Francesco Del Deo. Come già riferito, chiederemo l’immediata indizione del consiglio comunale sulle modalità della gestione della cosa pubblica e sulle problematiche che attanagliano il paese».

 

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