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Frana, i detriti lasciano l’isola: ecco le prime partenze

Finiranno nelle discariche ubicate in terraferma, alle 4 il primo carico di “terra buona” con il mezzo della Traspemar. Alla Guardia Costiera il compito di vigiliare sul materiale imbarcato

DI IDA TROFA

Depositi alluvionali. I primi detriti andranno nelle discariche di Quarto nell’area denominata Liccarblock. E’ partita ieri l’operazione smaltimento. Quella poco virtuosa ed a cifre blu che corre sulle vie del mare con i traghetti battenti bandiera rossa di Traspemar dell’armatore Marrazzo. Il carico inaugurale è stato previsto in partenza con la prima corsa notturna delle 4 e proprio dal porto di Casamicciola Terme. La Capitaneria di Porto con gli uomini del Capo Paolo Avallone si stanno accertando che i cassoni destinati allo scalo portualesiano caricati attingendo solo terriccio e materiali lapidei non contaminati, compatibili con le certificati prescritte.Le “terre buone”. I carichi sono iniziati a partire da ieri mattina nei depositi temporanei (autorizzati?) del Complesso Pio Monte della Misericordia in Corso Luigi Manzi.I primi fondi stanziati dal Governo di Giorgia Meloni e dal Governatore Vincenzo De Luca, da soli,i famigerati 6 milioni di euro della prima ora, da soli non basterebbero per traghettarli, via mare, lontano dall’isola. Tutto, mentre, proprio per questo, restano ferme le attività di rimozione dei fanghi alluvionali.

Stiamo studiando e valutando insieme alle agenzie competenti operazioni virtuose per lo smaltimento ed il riutilizzo dei detriti. Parliamo di migliaia e migliaia di viaggi. Si stimano 12.000 container” aveva detto di recente il commissario per la protezione civile e l’emergenza di Ischia, Giovanni Legnini sottolinenando come “la cosa più semplice ma più dannosa per l’ambiente sarebbe quella di traghettarli lontano dall’isola. Abbiamo individuato tre nuovi siti di stoccaggio. Si attendono le autorizzazioni alle ordinanze dei sindaci, nel mentre continuano le operazioni dei Vigili del Fuoco. Sono 2/3 giorni di attività da fare”. 12 mila container. 4 milioni ed 800 mila euro solo di trasporto via mare con viaggi ordinari, il doppio, ovvero 9milioni e 600mila euro con trasporto battente bandiera rossa. Solo andata, senza considerare l’eventuale ritorno su Ischia. Lo Stato di Emergenza è anche questo. E’ lo Stato che finanzia lo Stato ed anche le sue ramificazioni periferiche più distorte.

FOTO FRANCO TRANI

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Beta

Non sarebbe più “razionale” che invece lascino l’isola i detriti contaminati?
Per gli alti costi di trasporto sarebbe ovvio mantenere quelli non contaminati che possono essere riutilizzati in loco e non il contrario.
Soldi, soldi, soldi…ad Ischia non è solo una canzone!

SalMattera

Altri soldi per società molto chiacchierate……

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