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Free Market, cambia il collegio: il processo slitta a gennaio

Le parti hanno ottenuto un termine a difesa per articolare una nuova lista di testimoni

Nulla di fatto nell’udienza in programma ieri mattina nell’ambito del processo originato dall’inchiesta Free Market. Uno degli imputati, Antonio Stanziola, aveva fatto pervenire un certificato medico mediante il quale chiedeva un rinvio dell’udienza, per potervi assistere personalmente come aveva sempre fatto finora, ma l’istanza era stata rigettata come richiesto dal pm. Tuttavia, vista la modifica della composizione del collegio intervenuta qualche mese fa, le difese non hanno prestato il consenso all’acquisizione dell’istruttoria dibattimentale finora svolta. Alla luce della recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, le parti devono indicare specificamente le ragioni del mancato consenso, ma al contempo hanno ottenuto dal collegio presieduto dal dottor Pellecchia un termine a difesa per articolare una nuova lista di testimoni. Di conseguenza l’udienza è stata aggiornata a fine gennaio. In aula erano comunque presenti i vari testi che avrebbero dovuto deporre ieri: Luigi Di Costanzo, Mattia Florio, dell’utc di Barano, gli architetti Francesco Mazzella e Tobia Di Ronza, Ciro Di Meglio del Comune di Ischia e due mercatali frequentatori dei mercatini baranesi. In ogni caso, anche se la trattazione era stata fissata come primo processo della giornata, tutto è slittato di circa quaranta giorni.

Come i lettori ricordano, sono tredici gli imputati di questo processo, a vario titolo ritenuti responsabili, tra l’altro, di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e truffa in danno del Comune di Barano. Le attività investigative iniziarono grazie alla denuncia di Alessandro Slama nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola, denuncia che diede origine a un’indagine sempre più ampia, arrivata a coinvolgere un gran numero di personaggi di Barano: Paolino Buono, Salvatore Di Costanzo, Alexandra Eugenia Di Meglio, Ottavio Di Meglio, Maria Grazia Di Scala, Ernesto Napolano, Ciro Pinelli, Raffaele Piro, Antonio Schiano, Antonio Scordo, Antonio Stanziola, Antonio Vuoso e Giorgio Vuoso. L’inchiesta, oltre alla presunta gestione illecita dell’attività mercatale nelle varie zone del comune di Barano negli anni tra il 2012 e il 2013, alla quale finora sono state dedicate molte udienze con moltissimi testimoni chiamati a deporre (soprattutto tra le forze dell’ordine che condussero le indagini e tra i venditori ambulanti che partecipavano ai citati mercatini organizzati sul territorio del Comune di Barano) si occupò anche delle vicende relative all’hotel Casa Bianca ai Maronti, per la quale l’accusa ipotizzò una presunta illecita strategia per ottenere indebiti vantaggi nella vendita dell’immobile situato presso la nota spiaggia.

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