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CRONACA

Free Market, l’accusa spara le ultime “cartucce”

Con l’udienza di ieri va esaurendosi la lista dei testimoni del pubblico ministero nel processo relativo alla gestione degli eventi fieristici nel Comune di Barano

A cinque anni dall’inizio del dibattimento, il processo Free Market sta quasi per concludere la lunga lista dei testimoni indicati dal pubblico ministero. Ieri, durante un’udienza piuttosto interlocutoria, è stato infatti ascoltato un teste chiamato a riferire prevalentemente su uno dei due filoni principali in cui è di fatto diviso il processo, quello dell’organizzazione degli eventi e dei mercati in località Testaccio a Barano. La deposizione è stata relativamente breve: incentrata sulla costituzione della società “Testaccio Grandi Eventi”, oltre che del funzionamento degli eventi fieristici, ma si è trattato di una deposizione che non ha aggiunto elementi rilevanti a quanto già si sapeva, anche perché il teste, un commercialista parente di uno degli imputati, ha potuto riferire informazioni quasi esclusivamente “de relato”, cioè non per esperienza diretta, quindi con valore probatorio piuttosto relativo.

Gli eventi fieristici erano quelli che, secondo l’accusa, sarebbero stati al centro di un “sistema” di gestione da cui diversi imputati avrebbero tratto ingiusto vantaggio patrimoniale, consistente nella divisione degli utili derivanti dall’organizzazione delle fiere e dei mercati in questione. Su tale ipotesi accusatoria sono stati ascoltati moltissimi testimoni in una lunga serie di udienze, testi scelti soprattutto tra le forze dell’ordine che condussero le indagini e i venditori ambulanti che partecipavano ai mercatini organizzati sul territorio baranese. Tredici sono gli imputati, a vario titolo ritenuti responsabili, tra l’altro, di più episodi di peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e truffa in danno del Comune di Barano. Le attività investigative iniziarono grazie alla denuncia di Alessandro Slama nei confronti del tenente della polizia municipale di Barano Antonio Stanziola, denuncia che diede origine a un’indagine sempre più ampia, arrivata a coinvolgere un gran numero di personaggi di Barano: Paolino Buono, Salvatore Di Costanzo, Alexandra Eugenia Di Meglio, Ottavio Di Meglio, Maria Grazia Di Scala, Ernesto Napolano, Ciro Pinelli, Raffaele Piro, Antonio Schiano, Antonio Scordo, Antonio Stanziola, Antonio Vuoso e Giorgio Vuoso.

L’inchiesta, oltre alla presunta gestione illecita dell’attività mercatale nelle varie zone del comune di Barano negli anni tra il 2012 e il 2013, si occupò di alcune vicende relative all’hotel Casa Bianca ai Maronti, per la quale l’accusa ipotizzò una presunta illecita strategia per ottenere indebiti vantaggi nella vendita dell’immobile situato presso la nota spiaggia. Anche a tale filone processuale sono state dedicate numerose udienze, compresa quella dello scorso febbraio. La prossima udienza è stata fissata per il 17 maggio: non è ancora noto se vi sarà ancora qualche residuo testimone indicato dall’accusa, o se inizieranno a deporre i testi della difesa.

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