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CRONACA

I NUMERI DELL’ASSOCIAZIONE INGEGNERI Il Covid e l’isola “incontaminata” rispetto alla Campania

Siamo oramai giunti alla quella che può considerarsi la fine della seconda ondata ed inizio della terza, a differenza della fine della prima ondata, caratterizzata da un periodo di circa un mese a contagio nullo a separazione tra la prima e la seconda ondata, il periodo di “calma” tra le due ondate successive (seconda e terza) è stato contraddistinto da un numero costante di nuovi contagiati forse dovuto alle diverse misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi della pandemia. In particolare il lockdown severo adottato nella prima ondata aveva di fatto ridotto quasi a zero la presenza del virus sul territorio nazionale e complice il clima estivo per circa un mese abbiamo avuto un periodo di apparente quiete, la seconda ondata contrassegnata da numeri del tutto differenti rispetto alla prima dovuti anche al numero maggiore di tamponi effettuati è stata differenziata da misure meno stringenti che hanno limitato in maniera differente la propagazione del virus. A livello regionale, la maggiore diffusione del virus è stata registrata non solo in termini di positivi, parametro fortemente condizionato dal numero di tamponi effettuato, ma dal numero di ospedalizzati e terapie intensive di gran lunga maggiore rispetto alla prima ondata.

La situazione in Campania

L’andamento ischitano ha seguito quello campano con un numero di contagi nella seconda ondata circa dieci volte superiore alla prima ed un numero di ospedalizzati doppi, costanti le terapie intensive. Il periodo di maggior diffusione del virus è stato registrato tra gli inizi di novembre fino alla metà di dicembre, subito dopo sia in Campania che sul territorio ischitano i contagi sono cominciati a diminuire. Dalla metà di dicembre agli inizi di febbraio i contagi si sono mantenuti costanti in leggera decrescita con rapporti nuovi positivi / tamponi effettuati sempre al disotto del 10%, i valori ischitani hanno ondeggiato intorno alla quota cento casi. I comuni isolani con maggior numero di contagi sono stati Ischia e Forio, mentre nella prima ondata il virus si era sviluppato principalmente nella parte Nord Est dell’isola dovuto essenzialmente a cluster familiari residenti nella zona. Il confronto tra l’andamento regionale e isolano trova molte analogie in termini diffusione del virus sul territorio, si nota però una più rapida diminuzione dei casi a livello ischitano nella fase post picco rispetto all’andamento campano, inoltre seppur di poco in questi ultimi mesi il numero dei contagiati, sta calando in controtendenza con i dati campani che vedono una leggera crescita con rapporti nuovi positivi / contagiati che stanno raggiungendo il 13%. Dalla lettura dei dati forniti dall’ASL Napoli 2 pare che l’isola stia viaggiando a differente velocità rispetto all’andamento Campano e Nazionale, ma è ancora troppo presto per dirlo, bisogna sottolineare che il confronto tra i dati campani ed ischitani ha mostrato per Ischia un leggero ritardo di circa una settimana rispetto all’andamento campano, le prossime settimane potranno confermare o meno la controtendenza registrata, è necessaria ancora tanta prudenza e pazienza dovremo convivere ancora con il virus fino a che il piano vaccinale non darà i suoi frutti.

ASSOCIAZIONE INGEGNERI ISOLA D’ISCHIA

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