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I signori della truffa, svuotato conto corrente svizzero di un ischitano

In tre sono stati denunciati all’a.g. dai carabinieri della Stazione di Ischia: gli indagati dovranno rispondere di furto aggravato, accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica aggravata e riciclaggio. Tutto nasce dal furto della chiavetta e dall’accesso all’home banking della vittima, con una serie di bonifici: tutti i dettagli dell’intricata vicenda

Una vicenda che ha dell’incredibile e che ha portato a un’indagine che è andata avanti per diverso tempo anche perché ha dovuto fare i conti anche con le formalità da espletare quando si approda pure all’estero. I carabinieri della Stazione di Ischia, coordinati dal luogotenente Michele Cimmino, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di denaro e di beni per equivalente, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di tre indagati, ritenuti a vario titolo responsabili di “furto aggravato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica aggravata e riciclaggio”. L’attività investigativa ha avuto inizio nel dicembre 2018, con la denuncia sporta da un 66enne ischitano, G.G.A, che dopo aver trascorso un lungo periodo di degenza in ospedale, si accorse della sottrazione dell’intera somma di denaro che era depositata sul proprio conto corrente svizzero. I successivi accertamenti bancari e patrimoniali, eseguiti anche in collaborazione con la polizia svizzera attraverso la rogatoria internazionale (che ha fatto perdere diverso tempo e questo forse ha anche salvato gli indagati dall’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare) hanno consentito di riassumere le varie tappe della vicenda.

Di fatto uno degli indagati, dopo aver sottratto le chiavette per l’accesso all’home banking di proprietà del denunciante, si è introdotto abusivamente nel relativo sistema informatico e ha disposto vari bonifici in favore di conti correnti italiani e svizzeri per € 162.000,00. Gli altri due indagati in concorso tra loro, dopo aver ricevuto un bonifico su un conto corrente italiano, hanno eseguito altre operazioni bancarie ed economiche al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza illecita delle somme. Nel corso dell’operazione, sono stati eseguiti tre decreti di perquisizione personale e domiciliare, estesi anche nei confronti di società riconducibili agli indagati.

Per ricostruire in ogni caso al meglio la vicenda, è il caso di fare un salto indietro e tornare proprio alla denuncia di tre anni fa di G.G.A. che scriveva quanto segue: “Sono titolare del c/c XXXXXX presso la UBS Switzerland filiale di XXXX sul quale ho fatto accreditare gli stipendi e gli altri emolumenti di quando ho lavorato per diversi anni ( circa 10 anni) in Svizzera. Il conto presentava alla data del 30/11/2017 un saldo creditore di € 167.087,48. Circa un mese fa ho contattato la banca per chiedere della carta di credito e delle credenziali di accesso on line al conto che non trovavo ed anche per lamentarmi che non ricevevo da tempo comunicazioni relative al mio conto.

L’impiegato contattato telefonicamente mi ha riferito tra l’altro che il conto presentava un saldo di € 4.769.81 per movimenti di addebito effettuati on line; ho richiesto gli estratti conto che vi allego dai quali ho appreso che sono state effettuate le seguenti operazioni on line a mia insaputa e cioè: a) in data 15/12/2017 è stato effettuato un ordine di addebito di € 27.000.00 con la indicazione V.M. acconto acquisto auto. Il nominativo è a me sconosciuto; b) in data 19/12/2017 è stato effettuato un ordine di addebito di € 25.000,00 sempre a nome di V.M. saldo acquisto auto; c) in data 08/02/2018 è stato effettuato un addebito di €15.000,00 con la indicazione Ordine e-banking A.D.P., persona a me sconosciuta; d) in data 22/03/2018 è stato effettuato un addebito di € 15.000.00 con la indicazione Ordine e-mail V.I. Ischia, persona a me sconosciuta; e) in data 13/04/2018 è stato effettuato un addebito di € 20.000,00 con la indicazione Ordine banking D.P., come già detto persona a me sconosciuta; f) in data 30/04/2018 è stato effettuato un addebito di € 20.000,00 con la indicazione Ordine e-banking A., persona a me sconosciuta; g) in data 14/05/2018 è stato effettuato un addebito di € 20.000,00 con la indicazione Ordine e-banking A., come detto persona a me sconosciuta; h) in data 28/05/2018 è stato effettuato un addebito di € 20.000,00 con la indicazione Ordine e-banking A., tale ordine è stato poi riaccreditato in data 05/06/2018 con la causale Dati beneficiario errati e riaddebitato in data 08/06/2018 con la causale Ordine e-banking A.D.P.”.

La banca peraltro comunicava a G.G.A. anche che era stato chiesto il cambio di indirizzo della corrispondenza, e per questo motivo l’uomo non ricevendo più comunicazioni ed estratti conti periodici non poteva rendersi conto dell’ingente somma di denaro che gli era stata sottratta. Il 66enne aggiungeva poi: “Devo, ancora, precisare, che non sono coniugato e da oltre 5 anni ho una relazione, con la sig.ra H.N, nata in Ucraina la quale viene da me assicurata quale donna per le pulizie, che ha nella sua disponibilità le chiavi del mio appartamento. Preciso ancora che verso in cattive condizioni di salute e che sono stato costretto a diversi ricoveri ospedalieri. Uno l’anno scorso nel mese di settembre all’Ospedale Cardarelli di Napoli a seguito di un infarto cardiaco, un altro presso l’Ospedale locale di Lacco Ameno nel mese di novembre e dicembre 2017 per circa 15 giorni complessivi e durante questo periodo la sig.ra N. mi ha amorevolmente assistito. Ho incaricato tramite mio fratello un avvocato in Svizzera per essere assistito anche per eventuali errori o colpe della banca”. A distanza di quasi tre anni la svolta, e adesso in tre dovranno rispondere alla giustizia delle loro malefatte.

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