CRONACA

Il 2022 dei carabinieri nel napoletano, oltre tremila arresti

Ecco i numeri del Comando Provinciale svelati ieri mattina nel corso della conferenza stampa di fine anno svoltasi ieri presso la Caserma Pastrengo di via Morgantini

Oltre 3mila arresti (3.090) e quasi 14mila (13.926) persone denunciate in stato di libertà: sono i numeri del 2022 del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli svelati ieri mattina, alla Caserma Pastrengo di via Morgantini, nel corso della conferenza stampa di fine anno per tracciare il bilancio sulle attività svolte dai militari dell’Arma su tutto il territorio partenopeo. Dal contrasto alla criminalità organizzata alla caccia ai latitanti, dalla lotta al traffico degli stupefacenti ai controlli sui percettori del reddito di cittadinanza, passando anche per campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere e l’uso delle armi e per il pronto intervento che in alcune circostanza ha consentito di salvare vite umane. Tutto questo senza dimenticare il ruolo che i carabinieri hanno svolto anche durante l’emergenza ischitana dopo l’alluvione di Casamicciola: un impiego che non si è risparmiato durante la ricerca dei dispersi e che è tuttora in corso nel sostenere la popolazione dopo la tragedia.

Tra le operazioni ricordate ci sono innanzitutto quelle anticamorra. L’ultima, ieri, ha visto in manette 33 persone a Caivano, in un’area considerata la piazza di spaccio più grande d’Europa. L’ennesima stangata al clan Sautto Ciccarelli, inferta da magistratura e carabinieri. Arresti che fanno il paio con le 34 misure cautelari eseguite in costiera sorrentina, mentre risale allo scorso 7 dicembre il fermo di 3 elementi di spicco del clan Mazzarella. Un durissimo colpo ai clan era stato inflitto pure il 28 novembre con la cattura di 63 persone legate al cartello camorristico De Luca Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale. Un’operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia partenopea ed eseguita nell’area est di Napoli dai carabinieri con la collaborazione della polizia. Andando ancora indietro nel tempo (3 novembre) si possono ricordare le 25 misure cautelari eseguite nell’agro nolano nei confronti di esponenti del clan Sangermano.

Ad ottobre furono invece in 11 a finire in manette nell’operazione con la Dda che ha fatto luce sulle estorsioni messe in atto nell’area di Fuorigrotta dal sodalizio dei Baratto-Volpe. Nel 2022 sono stati 15 i latitanti arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli: ricercati in Italia e all’estero, i fuggitivi sono stati assicurati alla giustizia anche grazie al monitoraggio del web, il cosiddetto web patrolling, che ha supportato le tradizionali indagini sul campo. Il risultato più importante è senza dubbio l’arresto di Bruno Carbone, narcotrafficante internazionale, latitante dal 2013 e localizzato a Dubai. Un’operazione congiunta con altre forze di polizia che ha permesso la cattura di Carbone sulla cui testa pende una condanna a 20 anni di reclusione.

Per quanto riguarda il monitoraggio degli enti locali è arrivata dal Comando provinciale di Napoli l’indicazione sulla cui base la Prefettura ha sciolto quest’anno i comuni di Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e San Giuseppe Vesuviano. Ben 34 invece le misure interdittive che sempre la Prefettura ha inteso applicare, ancora su suggerimento dei militari partenopei, e che hanno limitato la capacità giuridica di società imprenditoriali. Per quanto riguarda l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti, i numeri parlano di 900 soggetti arrestati o denunciati per detenzione o spaccio di droga.

Tra questi figurano anche 15 i baby pusher, mentre sono 2.170 gli “acquirenti” segnalati, moltissimi dei quali al di sotto della soglia della maggiore età. Nel corso del 2022 nel napoletano i carabinieri hanno sequestrato più di 14 tonnellate di droga destinate al “mercato”: 677 chili di cocaina, 8 di eroina, 3.615 chili di hashish e oltre 10 tonnellate di cannabis e marijuana. Tra le campagne di sensibilizzazione da ricordare quella contro l’uso e abuso di armi, rivolta soprattutto ai più giovani. Un’iniziativa nata a causa dalla recrudescenza del fenomeno: dallo scorso primo gennaio, infatti, i carabinieri hanno sequestrato (non solo ad esponenti della criminalità organizzata) più di 670 armi, 2 al giorno. Sono 66 gli arresti per porto di armi (4 minorenni) e 274 i denunciati nel cui conto spiccano 44 ragazzini under 18. Grande attenzione ovviamente anche al fenomeno della violenza di genere.
Quasi 2000 le persone arrestate o denunciate per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenza sessuale e femminicido: una media, per difetto, di 6 al giorno. In chiusura i controlli sui percettori del reddito di cittadinanza all’interno di un’inchiesta suddivisa in tre tranche che ha consentito di individuare migliaia di “furbetti”: nel complesso sono state riscontrate 4.307 posizioni irregolari e sono 1.556 le persone denunciate. Il buco nel bilancio statale è di quasi 15 milioni di euro.

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