LE OPINIONI

IL COMMENTO Cosa sarà e a chi tocca

DI BENEDETTO MANNA

La settimana in corso è iniziata alle ore 20.10 del 20 maggio con la SCOSSA DI MAGNITUDO (forza di un terremoto) 4,4 GRADI RICHTER, quando le ONDE SISMICHE IN AREA CAMPI FLEGREI si sono a dismisura allargate da Pozzuoli fino a travolgere il capoluogo Napoli. La scossa, percepita forte perché superficiale, ma non particolarmente intensa, è stata accompagnata da un potente rombo, un boato che ha meso tutti in allerta e che ha accelerato la sensazione di pericolo. Una terza violenta scossa, alle ore 22.46 (3,9 gradi) ha squassato i Campi Flegrei. Dopodiché tutto è tornato alla ribalta a livello nazionale, internazionale, oltre che far RICORDARE A NOI ISOLANI L’ORIGINE VULCANICA DEL TERRITORIO ABITATO. Il fenomeno, che si è ripetuto dopo quello simile del 27 settembre scorso (di magnitudo leggermente inferiore 4,2 gradi), come è ben noto, è legato al TASSO DI SOLLEVAMENTO DEL SUOLO, nel corso di una CRISI BRADISISMICA, generata dal movimento della crosta terrestre, che determina appunto il terremoto. L’evento di lunedì fa parte di uno SCIAME SISMICO COSTITUITO DA 170 EVENTI SISMICI (scosse), che risulta il più lungo e intenso da 40 anni a questa parte. ESSO È ATTUALMENTE IN ATTO, in quanto continua ad esserci il sollevamento del suolo, che, secondo l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV fondato nel 1841 con i laboratori oggi a Fuorigrotta), è di VENTI MILLIMETRI AL MESE. Si rileva al momento che le scosse dello sciame sismico, pur proseguendo, si stanno diradando e diventano sempre più deboli. Per COMUNICARE ESAURITO IL FENOMENO occorre, secondo il Capitolo 4 della Convenzione tra il Dipartimento della Protezione Civile e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che intercorrano 3 ore dall’ultimo evento registrato con magnitudo uguale o maggiore di zero. Ci si augura che possa avvenire ciò al più presto. Pesano però su tale aspettativa le parole del direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, che prevede l’accadimento di altri terremoti nel presente e nel futuro. Ciò in quanto il valore medio della velocità di sollevamento, nell’area di massima deformazione (Rione Terra), continua ad essere di circa 20 millimetri al mese.È proprio tale correlazione con la crisi bradisismica la foriera degli eventi sismici scongiurati e temuti ed è quanto si è osservato negli ULTIMI 40 GIORNI CON UNA DEFORMAZIONE DEL SUOLO, da far ipotizzare una sismicità che sarebbe continuata con eventi di magnitudo importanti. Operativamente è impossibile fare previsioni sui terremoti e sulla possibile evoluzione della situazione.

Non si hanno i segnali che permettano di capire se e per quanto tempo lo sciame proseguirà, né se a questo sciame sismico potranno seguirne altri. Quindi per delineare un quadro veritiero bisogna affermare che lo sciame è ancora in corso ed è costituito da un numero molto elevato di scosse (terremoti), tra le quali potrebbero ancora figurare quelle di magnitudo pari a quella registrata lunedì. Però bisogna aggiungere, anche per tranquillizzare un po’, che dal punto di vista sismico SI TRATTA DI SCOSSE DI MAGNITUDO MEDIE, non di quelle alte. Sono quelle tipiche dell’area flegrea, che vengono solo percepite dai cittadini molto forti perché sono superficiali. L’innalzamento e l’abbassamento del terreno nei Campi Flegrei è documentato dall’Osservatorio Vesuviano – INVG fin dagli inizi del secolo scorso. Facendo un CONFRONTO CON QUANTO AVVENUTO 40 ANNI FA TRA L’82 E L’84, periodo nel quale si assiste all’avvio di un innalzamento, dopo circa 8 decenni di subsidenza (abbassamento), il bradisismo fu molto più veloce rispetto all’attuale che va avanti lentamente dal 2006 e ha avuto un’accelerazione più recentemente (dal 2012). Il terreno si sollevò fino a raggiungere i 9 centimetri al mese. In poco meno di due anni il suolo si innalzò di 1,80 metri. In tale circostanza l’evento massimo di magnitudo fu, secondo l’archivio storico, di 4,2 gradi l’8 dicembre 1984, pur in presenza di un tasso di sismicità, cioè il numero delle scosse di terremoti intercorse, superiore all’attuale, pari a oltre 500 eventi sismici al giorno. Mentre il MESE DI MAGGIO IN CORSO, che sarà probabilmente il mese con più eventi sismici della crisi bradisismica attuale, presenta finora un numero totale pari a 1083 (dato aggiornato alle ore 20 del 21 maggio sul portale Gossip dell’INGV), seguendo aprile con 1252, marzo con 461, febbraio con 387, gennaio con 245. Per tutto il 2024 e il 2023 gli eventi registrati sono rispettivamente 3428 (con dato aggiornato ore 20 del 21 maggio) e 6066, quando nei soli anni 2021, 2020 e 2019 erano per ciascuno anno 2232, 1520 e 799.I sistemi sofisticati di oggi ci permettono delle MISURE ESTREMAMENTE ACCURATE DELLA MAGNITUDO DURATA, cioè calcolata misurando l’intervallo di inizio e fine scossa direttamente al computer, mentre all’epoca avveniva a mano, sulla carta termica e usando un righello. Quindi è molto probabile che durante la crisi 82 – 84 le magnitudo siano state sottostimate e che magnitudo 4,4 o lievemente superiori siano state ampiamente raggiunte. NELL’84 PERÒ IL BRADISISMO SI FERMÒ, come ci si augurerebbe che si fermasse anche ora. Tutto dipende dall’energia sviluppata dal magma. LA MAGNITUDO DEI TERREMOTI È LEGATA A QUANTO È GRANDE LA FAGLIA; per avere un terremoto forte, bisogna avere una faglia molto grande.

Quadro sismico Campi Flegrei

Per esempio, i terremoti dell’Appennino hanno faglie di alcuni chilometri, e raggiungono la magnitudo 6. Ai Campi Flegrei NON PUÒ ESSERCI UN TERREMOTO DA UNA FAGLIA PIÙ GRANDE DELLA CALDERA, cioè in essa non sono presenti faglie di dimensioni tali da innescare un sisma che i sismologi, nell’ipotesi più pessimistica (calcolando un unico terremoto scaturito dall’attivazione di tutte le faglie esistenti), hanno valutato pari, COME MASSIMO POSSIBILE, a una MAGNITUDO DURATA 5. Tuttavia, non è solo il sollevamento o la sismicità un parametro essenziale per valutare una diversa evoluzione della caldera. Tra gli eventi associati alla crisi bradisismica vi è la RISALITA DI GAS DALLE PROFONDITÀ DELLA TERRA. Le misure geochimiche avvengono attraverso un sistema di monitoraggio a terra e amare che trasmette i dati in tempo reale con la rete Global Navigation Satellite System (GNSS).Grazie ai sensori presenti nella Solfatara e nelle fumarole nella zona delle Fumose, vicino a Baia sommersa, si confermano i trend di aumento del riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale e dei flussi dei fluidi emessi pari a 4500 tonnellate di CO2 al giorno nel sistema delle solfatare in località Pisciarelli. I dati della rete geochimica non hanno mostrato variazioni significative. NESSUN ELEMENTO, INSOMMA, EVIDENZIA RISALITA DI MAGMA o suggerisce significative evoluzioni a breve termine con una possibile eruzione. I DATI MONITORATI NON INDICANO UNA FASE PRE-ERUTTIVA. Se fosse direttamente il magma a spingere da sotto per farsi strada, con il suo imponente rigonfiamento crostale, allora ci sarebbe davvero da mettersi in allarme e ripassare i piani di evacuazione, pere essere sicuri di allontanarsi in fretta e bene. Se, invece, a spingere sono principalmente i fluidi emanati dal profondo e raccolti alla testa della colonna magmatica, allora il bradisismo può rientrare, sia con un recupero del rigonfiamento, sia restando le cose così come sono adesso. Però come surricordato il corteo sismico può essere alimentato ancora per molto tempo.

Terremoti dei Campi Flegrei

LE CASE E LE STRUTTURE AI CAMPI FLEGREI NON SONO TUTTE PRONTE A REGGERE SISMI VIOLENTI, ma nemmeno più modesti e ripetuti: PROBLEMA GENERALE DI TUTTA LA REGIONE, ISCHIA E CAPOLUOGO COMPRESI. I Campi Flegrei sono il NOSTRO SUPERVULCANO, più pericoloso del Vesuvio (che negli ultimi 15 mila anni ha eruttato 70 volte). Il nostro supervulcano è un pentolone sotterraneo colmo di magma ribollente, in grado di sprigionare eruzioni esplosive, COSTITUITO DA 29 VULCANI E CENTRI ERUTTIVI. Esso è stato nascosto prevalentemente da una città di quasi 80.000 abitanti. La camera magmatica flegrea dovrebbe essere ubicata sotto la città di Pozzuoli, a circa 4000- 5000 m. di profondità che rende difficile prevedere il punto di un’eruzione, potendo avvisarlo in anticipo solo 72 ore prima (secondo gli attuali sistemi di allerta). Come si comprende è un panorama complicato in UN’AREA CON MEZZO MILIONE DI CITTADINI A RISCHIO, i quali non avrebbero dovuto essere disposti a costruire ovunque, con amministratori inclini a far rispettare le regole. In più lo Stato dovrebbe tener in maggior conto le regioni a rischio in maniera adeguata. Era proprio il caso di cancellare ilSisma bonus? Sarà giunto il momento di rendersi CONSAPEVOLI CHE SI VIVE SOPRA UN VULCANO PERICOLOSO per costruire bene (al netto di eruzioni esplosive per le quali bisogna solo andarsene), apprendere una cultura del rischio sulla base di piani di evacuazione aggiornati. “COSA SARÀ” e “A CHI TOCCA”, parafrasando Lucio Dalla e Ernest Hemingway, per essere responsabili non delegando.

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