LE OPINIONI

IL COMMENTO Dove va la politicia?

DI MICHELE ROMANO

Un finissimo intellettuale come il Cardinale Ravasi dice che “Odi et amo”, uno dei versi più noti che il poeta Catullo rivolgeva alla sfuggente Lesbia, simboleggia le due pulsioni contrastanti dello spirito del mondo attuale, nel quale i flussi di negatività inquinano, quotidianamente, la convivenza civile, sociale, politica. Tale “humus” lo stiamo sperimentando nella nostra società dove è diventato difficile seguire lo scampato implodere del governo giallo-verde, nel susseguirsi di scelte demografiche, populiste, sovraniste, di incompetenze, di mancanza totale di etica di responsabilità nelle dinamiche socio-economiche, di falsificazioni supportate da vari talk show televisivi, social e da una orientata carta stampata tanto da avvertire la percezione di trovarsi dentro la commedia di Ionesco, dove un numero crescente di individui incarna le sembianze devastanti di rinoceronti che invadono la polis affossando lo spirito riformatore su cui poggi la tenuta democratica dello Stato.

E qui ci dobbiamo interrogare se c’è ancora spazio per mettere in atto un percorso riformatore che tenga a realizzare il rinnovamento più o meno profondo ed equilibrato di una condizione o situazione esistente tale da riconquistare o riconciliare i cittadini con una fiducia democratica. Ci ha provato Matteo Renzi a cambiare la politica con la sua proposta riformista ma è stato annientato dal tsunami del rancore e del qualunquismo rabbioso a cui hanno partecipato anche i “sinistrorsi” chiusi nella loro ottusa autoreferenzialità della “Ditta”. Il risultato è oggi il nostro P.D. che, nonostante l’enfasi del risultato delle primarie e i boati di euforia ingiustificata delle elezioni spagnole, mostra debolezza su tutti i fronti, privo di una visione netta e chiara di alternativa che faccia uscire dalla morta gora in cui è caduta la realtà socio-politica peninsulare. Perché, per costituirla, bisogna acquisire la consapevolezza di essere nel cuore delle tenebre di una crisi radicale del mondo occidentale, delle forme di democrazia con i loro sistemi di stato sociale che le hanno sostenute, dell’aggravarsi di questioni antiche che vanno dal mezzogiorno al lavoro agli scarti umani alla marginalità, dentro una cornice di cinica, disgustosa, degradata indifferenza, giunta ad un punto tale da far scomparire l’essenza della persona espressa da Soren Kierkegaard.

Inoltre, visto che siamo alla vigilia delle elezioni europee, bisogna pensare ai motivi della crisi attuale che può essere superata, soltanto, con la costruzione degli Stati Uniti d’Europa per competere proficuamente con i colossi globali. Da credente della speranza auspichiamo che emergano energie, intuizioni creative, intelligenze, passioni, capaci di offrire un respiro cosmico, riformatore, aperto all’ascolto delle spinte ecologiche dei giovani.

* FILOSOFO

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