LE OPINIONI

IL COMMENTO Ischia e il peccato dell’indifferenza

DI LUIGI DELLA MONICA

In un commento di un follower sulla bacheca facebook di questo giornale ricevo una critica un po’ ambigua al mio ultimo articolo (Ischia 2.0), in cui sostanzialmente mi si imputava lo scrivere sterile e fine a se stesso. Incasso il colpo, perché il mio scopo, caro lettore, non è scrivere per apparire, ma per essere vivo, per lasciare un memoriale a mio figlio, come diceva Don Massimino Lauro più in là sarà il mio momento, per dimostrargli che non ho taciuto, quando tutti ritenevano che il silenzio fosse la migliore medicina. Lo stesso silenzio del dolce calmo mare che il Signore ha voluto donarci in queste feste di Natale, che sembra durerà almeno fino alla Befana. Quel silenzio che ormai sta diventando una regola, su di un’isola ferita a lutto, ma che deve trovare la strada per il suo risorgimento. Solo questo ho osato dire, ma non mi sono permesso di dubitare, pontificare o fare il filosofo sulla pelle degli altri. Certamente sarei stato tentato anche io di tacere, ma il conformismo, purtroppo, mi sta stretto e chi scrive, non tanto per scrivere, ha il dovere di esprimere il proprio pensiero, per stimolare le altrui coscienze dal sonno del dolce naufragare nel mare della indifferenza.

Il figlio di un noto professionista ischitano, che non cito per evitare accuse di celebrazioni di amici, passeggiando per Ischia Ponte, accanto alla preziosa libreria “Imagenanaria”, ai piedi dell’orologio del museo del mare, un ragazzino di appena una decina d’anni faceva notare a tutta la comitiva che vi era sterco di cane sulla statua di legno, raffigurante “Gesù”. Io voglio immaginare che si tratti di un effetto ottico molto sgradevole che impedisca ai passanti di scorgere la realtà, ma vi posso assicurare che vedendo a distanza ravvicinata si capisce che un padrone di cane, un animale di media taglia, abbia accondisceso alla pratica del suo compagno a quattro zampe di accovacciarsi e porre il proprio posteriore contro la statua, tollerando che le deiezioni si spalmassero contro l’effige sacra per la cristianità, non curandosi neppure di rimuoverle con apposita paletta e sacchetto. Al cospetto di cotanta indifferenza, scusate, ma mi vengono i conati di vomito ed il profondo disprezzo per l’indifferenza. Io credo che la nostra isola si trovi esattamente nelle condizioni di quella statua: innocente e finalizzata nella sua bellezza a trasferire felicità ai suoi abitanti, ma macchiata nell’orgoglio, nella dignità e nella sua identità dalla indifferenza.

Ho notato, girando in lungo e largo, sia per motivi di lavoro, sia familiari, che al di là del Castiglione si oltrepassa un muro invisibile di mestizia ed amarezza, a differenza del comune portuale che timidamente e compostamente diffonde una certa gaiezza, tipica delle festività natalizie. Si vedono rari turisti extracampani e per lo più famiglie isolane a riposo per la chiusura stagionale degli alberghi. Per il 2023 avrei il sogno di accantonare non il lutto e\o la tristezza degli sfollati, delle persone che incolpevolmente il 26 novembre 2022 hanno perduto identità, serenità e speranza, ma l’indifferenza. Questo male assoluto del 21^ secolo che a mio sommesso avviso è più mortifero e pestilenziale dell’alluvione in sé, che porta ad alcuni a fare spallucce per quanto accaduto ed altri a rimanere insensibili alla forza di cambiamento che ci dovrà essere a tutti i costi. Appena sceso dall’auto, una signora, mamma di bimbi che non conoscevo, vedendo che mio figlio stava per capitombolare con la sua biciclettina sul manto stradale disconnesso si è avvicinata spontaneamente e con soccorso materno ha guidato il bimbo, poiché io e la mamma eravamo impicciati con i bagagli. Queste sono le 68mila persone che dovrebbero abitare l’isola da Ischia Ponte a Punta Imperatore, il figlio del noto Professionista, i cui genitori sono stati bravi ad educarlo al bello ed alla sensibilità, non gli indifferenti alla statua imbrattata di nostro Signore. Riprendiamoci per il 2023 il nostro senso di umanità ed evitiamo di dividerci in lotte fratricide.

I nostri fratelli di Casamicciola hanno un problema grande, grande assai, ma a parte non dimenticare dobbiamo, almeno per coloro che non sono stati scalfiti dalla tragedia, esortarli a credere nell’aiuto e nel modo di chiedere aiuto. Il follower mi ammoniva ricordando che è complicatissimo ripartire da zero, ma altrettanto difficile è pensare che in terraferma ci vogliano aiutare solo perché siamo isolani in quanto tali, perché noi stessi siamo indifferenti alle conquiste reali e sostanziali per il miglioramento della vita. Dovevamo attendere la frana per il massivo ripascimento degli arenili. Nessun lettore si è reso conto dello scenario istituzionale positivo che si apre per la riforma costituzionale del disagio di insularità? Non si scrive, perché il silenzio deve indurre il suo artefice il Sindaco Francesco Del Deo a non montarsi la testa per un suo merito…Magari qualcuno si arrovella l’animo per non essere stato lui ad avere l’idea e portarla a compimento… Ancora, l’opinione pubblica è rimasta indifferente al durissimo attacco che l’ANM – Associazione Nazionale Magistrati – ha direzionato alla proroga della Sede Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli, ritendendola diseconomica e nemica dell’efficienza giudiziaria. Giacchè trattasi di affare privato di avvocati, di soloni, di professoroni di diritto che se la cantano e suonano da soli, si rimane in silenzio.

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Forse vi è nostalgia di quei tempi andati dove lo Stato di Polizia reprimeva il dissenso, mentre una Guerra di Resistenza ci ha donato un ordinamento democratico, quello stesso che ci permette di scrivere e di pensare liberamente, nonché di ricevere critiche dai singoli followers della pagina facebook del giornale.

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Il dibattito è cosa sana, buona e giusta, ma l’indifferenza, ovvero il qualunquismo, tirato in ballo da altro tastierista del PC versus Graziano Petrucci sono veleni da curare con gli antidoti della scrittura. Alberto Sordi, nel film “Dove vai in Vacanza”, sul finire degli anni 70’, nella satira alla “Biennale di Venezia” vista con gli occhi di un fruttarolo dei mercati generali di Roma, genitore di ragazzi viziati dall’amore dei sacrifici familiari, ad un certo punto rimaneva sgomento alla reazione dei visitatori che ammiravano come opera d’arte la moglie, la quale stanca per il cammino e la pinguedine si sedeva davanti ad una parete bianca. Il cittadino comune e componente della parte sana ed onesta dell’isola che ha avuto il torto incolpevole di perdere tutti i suoi beni materiali – cosa che accadrà nel seguito del film, quando lo stesso Alberto Sordi troverà tutti i suoi mobili gettati nell’immondizia dai figli – dovrà reagire da solo e con tutto il suo orgoglio contro il vecchio sistema di vita dell’indifferenza, quella stessa che potrebbe guidare gli esperti – i figli nella finzione sordiana – della terraferma a spazzare tutte gli insediamenti abitativi nella zona rossa, essendo dotati di poteri speciali, in mancanza di soluzioni correttive, progetti esecutivi che dovranno provenire ed essere chiari dagli stessi isolani.

In conclusione, pur rispettando i critici al mio operato giornalistico ed a quello dei miei colleghi, ribadisco che alla tragedia bisogna reagire presentando idee circostanziate di riforma del territorio ai commissari e\o subcommissari, ma che provengano direttamente dalla popolazione sinistrata e non dall’alto dei cieli e delle stanze dei bottoni ministeriali. Quelle stesse stanze avevano deciso di spazzare via il Tribunale, di minare le basi logistiche dell’unico nosocomio isolano ed ancora oggi non hanno installato un polo di cure oncologiche sull’isola. Accogliamo critiche, ma costruttive e migliorative, ma scrivere, tanto per scrivere è una dietrologia di pensiero che non mi appartiene e non è accettabile nemmeno per gli altri editorialisti. Buon 2023 a tutti.

* AVVOCATO

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Chris

Wir, Chris und Ian aus Berlin/Deutschland, verfolgen jeden Tag die Nachrichten, hier, bei IlGolfo2424.it! Dieses schreckliche Unglück hat uns bestürtzt, letztendlich wollten wir ja eigentlich am 4. Januar 2023 für 3 Monate Quartier in Panza beziehen. Leider ereigneten sich im Dezember in unserer Familie zwei Todesfälle innerhalb von 2 Tagen. Die Reise mußten wir leider stornieren. Wir hoffen aber, 2023 unsere geliebte Insel wieder besuchen zu können, am liebsten möchten wir für immer bei euch bleiben. Ja, es müsste Vieles auf Ischia verändert werden, um die Insel attraktiver zu machen. Meine Vorschläge hierzu hatte ich bereits 2019 an Herrn del Deo, Herrn Ferrandino und dem Bürgermeister von Neapel mitgeteilt. Ebenso dem Busunternehmen, dass ich dringend dazu aufgefordert hatte, viel mehr neue, modernere Busse zur Verfügung zu stellen, die “Schrottbusse” aus dem Verkehr zu nehmen (Unfallgefahr). Eine Antwort habe ich auf meine Briefe nie erhalten! Die Inselbewohner sollten umdenken. Es sind zu viele Kraftfahrzeuge auf dem kleinen Eiland unterwegs. Die Orte verlieren dadurch für Touristen den Reiz, werden zu Gefahrenquellen. Es fehlen die Fußwege. Da, wo es sie gibt, werden sie als Parkplätze genutzt, die Gäste müssen dann auf den befahrenen Straßen laufen, auch in den Altstädten. Die Romantik ist damit passee. Viel gibt es zu überdenken, gerne würden wir dabei mithelfen. Leider sind die 6 Bürgermeister (wieso 6 ???) nicht interessiert an Meinungen von außen. Schade.
Herzliche Grüße von Chris und Ian, die zwei Berliner, die Ischia sehr, sehr lieben.

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