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LE OPINIONI

IL COMMENTO Ischia e la chimera delle bandiere blu 2022

DI LUIGI DELLA MONICA

Sfuma anche quest’anno il tanto agognato sogno dell’impiantare l’asta della bandiera blu sul suolo ischitano, eccezion fatta per la conferma del porto turistico “Cala degli Aragonesi” a Casamicciola, a cui rivolgo i miei sinceri complimenti.

Non è un problema di limpidezza del mare isolano, che l’Arpac, quale unico ente certificatore pubblico e sicuramente composto da personale qualificato e coscienzioso, ci conferma essere in ottima salute. Mi rammarico per Sant’Angelo perché è doloroso essersi accorti della rottura del collettore fognario solo per l’intervento dell’Arpac…ma…”adda passa a nuttat” diceva il Grande Eduardo. Il Grande Fratello della ong “Fondazione per l’educazione ambientale” che ha sede in Danimarca ha detto no, per Ischia, la località turistica più inserita nel 2022 fra le ricerche “google” e la seconda nel 2021, dopo Sorrento, che non godrà del meritato vessillo bianco e blu. Ricordo agli isolani che ci sta anche un richiamo all’Unesco in questa fondazione, ma non voglio essere banale, sia per rispetto ai lettori, sia per ossequio al Giornale che ospita le mie parole. Ho la massima deferenza verso questi Organismi internazionali e non voglio ammantare di sterile campanilismo, (filo ischitanismo perdonatemi il termine inventato), ma devo segnalare per amore di verità che con i miei occhi ho visto nelle foto allegate che in un sito bandiera blu 2022, di cui celo la identità, per evitare rogne a me ed al coordinatore, i parametri erano scandalosamente assenti.

Dico soltanto che si trovava nel Sud Italia, purtroppo. Se i parametri devono essere oltre alla incontaminata chiarezza delle acque rivierasche posso dirvi che da vicino quelle schiume di sale erano marroncine e che il sito informazioni era vuoto e soprattutto che ci faceva quello scarico di acque reflue a cielo aperto? Quanto alla cortesia, alla educazione, del personale di accoglienza degli ospiti sono rimasto basito da diverse frasi rivolte dai presunti receptionists del lido: “forse non ci sta posto perché siete venuti con un quarto d’ora di ritardo” – avevo un bambino di 4 anni e facevano 30 gradi di temperatura –, ma alla fine, grazie a Dio, ci hanno accontentato; una nostra compagna di viaggio era vegetariana ed allergica al pomodoro, ma non è riuscita a deglutire un pasto decente; ci hanno chiesto scusa, perché non si aspettavano un afflusso così elevato di persone. Io direi che trattasi di roba da Sant’Uffizio, se vi fosse un Tribunale deputato a condannare per stregoneria gli operatori turistici. Unica caratteristica della spiaggia in linea con la “bandiera blu” un cassettone diviso in quattro settori per il conferimento dei rifiuti differenziati, ma sulla battigia, la postazione dedicata al bagnino dedicata al soggetto deputato per legge con brevetto di salvamento della FIN – Federazione Italiana Nuoto – era sostituito da due ragazzotti minorenni peraltro molto vicini alla figura di Don Armando ne “Così parlò Bellavista” (metà uomini e metà sedia). Forse gli ispettori della Danimarca sono stati un po’ avari con Ischia, ma questo non deve portare i soliti tromboni a gloriarsi che della bandiera blu Ischia non abbia bisogno, perché è bella.

La bellezza è sicuramente un valore superiore, indiscutibile ed unico dell’isola Verde, ma non è un brand in assenza di servizi di qualità e non ci si può illudere che la bellezza sia da sola attrattiva in assenza dell’appetibilità turistico-ricettiva che suscita l’abbinamento di una località con la bandiera blu. In altri termini, Ischia, come gli altri cinque comuni, deve alzare la testa e battere il pugno in ogni sede legale e competente per ottenere la chimera della bandiera blu. Io sono frequentatore delle chiare e fresche e dolci acque di Ischia Ponte, ma per me l’isola è da valorizzare in tutti e per tutti i 44km di coste! Io desidero una bandiera blu per ogni punto di balneazione, da punta Imperatore alla Spiaggia del Lido… La cosa che mi angoscia è che forse molti isolani, pur consapevoli come me della pulizia del mare nostro, non ritengono che la bandiera blu sia necessaria. Questo è un errore storico fortissimo, che non possiamo e dobbiamo permetterci. Io mi sono trovato per caso in questa spiaggia del Sud, ma i ritengo che, al di là delle fiere dedicate agli scambi commerciali interturistici, sia arrivato il momento di prendere buon esempio da aree come il Salento (non è il luogo citato sopra), zeppa di Bandiere Blu, che in nemmeno un trentennio sono diventate una meta gettonatissima e ricercatissima di soggiorno, quando negli anni’80, viceversa, erano solo limitate alle frequentazioni dei paesani dell’entro terra e delle città pugliesi.

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Non sarebbe il caso di dedicare ad un gruppo di operatori del settore qualificati, ad una delegazione di esperti dell’isola, composta da pubblici amministratori e rappresentanti delle categorie produttive, apposite missioni di viaggio per investigare con i propri occhi, senza il sentito dire, o il preconcetto superficiale della bellezza dell’isola come unico vero strumento di marketing, la comprensione e la conoscenza approfondita del segreto della riuscita commerciale e culturale di altre zone italiane, dapprima sprovviste della richiesta turistica di massa? Un fortissimo strumento rievocativo dell’amore per la Puglia è stato il cine turismo, che ci assilla da almeno 15 anni, unito al fatto che i maestri locali sono numerosi e molto vivi.

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Vi ricordate, ad esempio, il gruppo Mediaset creò una fiction dedicata ad un giudice milanese di origini leccesi, impersonato dal mitico e maturo Diego Abbatantuono; per non dimenticare la bravura ed il genio di Sergio Rubini, pugliese fino al midollo osseo.

Capri ha avuto la sua miniserie Rai in tre edizioni, con la monumentale Isa Danieli ed il compianto bravissimo Carlo Croccolo. Ancora, la notte della Taranta pugliese, il cui festival è entrato a pieno titolo nell’immaginario culturale degli stranieri, al pari della tanto sognata Venezia e della Toscana intera. Non mi sembra che la “Ndrezzata” sia conosciuta nel Mondo come la Taranta eppure l’humus culturale è simile. Badate che un noto attore, di origine italiana, tale Stanley Tucci ha ricevuto incarico dalla TV americana CNN di fare un lungo reportage sull’Italia, “Searching for Italy” tappa fissa ovviamente la Puglia, e purtroppo Ischia è stata omessa.

Il motivo non è certo di malafede, ma la memoria dei media è corta e questa brevità di corteccia celebrale non può essere pagata dall’isola, che si appresta ad uscire dalla crisi Covid con le ossa rotte. Signori cari è finito il tempo del collasso estivo (giugno\agosto) e della attesa sonnolente del periodo ottobre-marzo: gli stessi stabilimenti termali dovranno ripensare la chiusura autunnale ed invernale, allestendo aree coperte, perché le terme sono richieste tutto l’anno dalla domanda di turismo mondiale. Non credo che tutti sappiano che la Svizzera ha delle strutture in mezzo alle Alpi aperte tutto l’anno?

Durante la pausa del tempo di mare più proibitivo, che lascia qualche forestiero a terra, bisogna girare l’Italia, ovvero almeno il Mediterraneo, per capire come riconvertire la stagione turistica e modularla su 12 mesi e non soltanto 3 e sicuramente il termalismo risulta una punta dell’iceberg. Proprio adesso che il nome Ischia è il più segnalato su google è il momento di battere il ferro caldo, come calde sono le saune termali, perché una volta che questi curiosi riceveranno una idea distorta della nostra isola, per una amara constatazione che la massificazione la rovina, nel tempo brevissimo del loro soggiorno, ed ovviamente non me lo auguro in nessun modo, le recensioni negative saranno dietro l’angolo. Ischia è bella come una bella donna: se non si cura appassisce, come tutte le leggi di natura ci insegnano.

* AVVOCATO

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Corry54

Molti confondono , spesso, la limpidezza con la purezza dall’inquinamento, Ischia da anni ha sempre le acque poco Pulite sotto tutti gli aspetti, e non capisco il rammarico del giornalista , che Ischia non ha avuto la bandiera blu. Ci sono condotte sottomarine che portano tutti gli scarichi fuori a pochi metri ( 500 m ) dalla battigia e basta un po’ di correnti favorevoli che la massa MARRONE si porta a riva con soddisfazione dei Bagnanti, vedi spiaggia San Pietro, Punta Molino e Mandra, nella zona est, per non parlare di Sant ‘ Angelo e Maronti, e quando spira il maestrale ai Poseidon. E il sig Dalla Monica si preoccupa? de che?

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