LE OPINIONI

IL COMMENTO Ischia in time lapse

DI RAFFAELE MIRELLI

A poche settimane dalla primavera, Ischia si risveglia lentamente per rimettersi in carreggiata: pian piano cominceranno i “lavori”, quelli di restauro, di ripresa, di apertura. Casamicciola intanto resta la stessa. I segnali di ripresa sono lenti e ancora si dibatte sul da farsi. Il tempo scorre, arrivano i primi annunci per reclutare personale di settore. Le strade sono ancora in costruzione, divieti, semafori, carreggiate occupate da transenne, demolizioni. Intanto il sole inizia a prolungare la permanenza nei celi del Sud. Qualcuno propone idee per una rinascita, altri le stroncano per non cambiare l’ordine delle cose: non conviene. a promozione – parziale – dell’isola nelle fiere turistiche è cominciata: questa è Ischia e lasciatevela bastare. L’assegno di disoccupazione inizia a perdere colpi sui conti bancari, i bonus iniziano a trasformarsi in malus.

Si ricomincia, con tutto l’entusiasmo di ogni anno e con la lunga e solita infinta serie di problematiche sulle quali si scrive da anni: traffico, viabilità, numeri e previsioni, Pasqua, problemi con il turismo di prossimità, stranieri sì, stranieri no, low cost (a breve scoppierà la polemica), matrimoni, caciara, rifiuti. Bandiere blu e bandiere bianche. Orari di lavoro interminabili, nessun giorno di pausa, assunzioni a tempo “indefinito”, non c’è personale e così all’infinito. Si prosegue con le imminenti elezioni del Comune di Forio e di Casamicciola: ma non vi preoccupate, la solita staffetta avrà luogo, il solito passaggio di consegne. Le offese, i giornali che sostengono una fazione, il tizio e il caio che sostiene l’altra. Siamo pronti, rieccoci nella routine. This is Ischia!

Ma non bisogna essere sempre disfattisti, pensate che il nostro territorio sia semplicemente vittima di un mercato a tempo determinato, una piccola schiavitù necessaria? Non ci sono le basi per un cambiamento. Perché i ragazzi e le ragazze scappano e – in parte – anche le persone adulte? Le soluzioni ci sono e sono tante, mettiamole in campo. Facciamo, diciamo, andate. Comincia l’estate. Siamo troppo impegnati, anche se le attività cominciano a macinare ottimi numeri. Forse meglio dell’anno scorso. Ma c’è chi si lamenta. Sarà vero? Il caldo, le discoteche aperte e il casino, la riva destra che fa a pugni con la riva sinistra. Turismo di élite. Gli eventi. Si lavora troppo, abbiamo bisogno di una pausa. Il cambiamento, però, c’è stato. Chiudiamo, ormai è settembre e abbiamo lavorato bene. Richiesta disoccupazione, vacanza, nulla a pretendere. È autunno: “Ho paura!” Se piove tanto saremo sottoposti allo stress di un’isola che soffre, che bisogna curare. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche. Le case sono ancora li, le scarpe sono ancora sotto le macerie, sotto il fango, non abbiamo più le scarpe. Rientriamo in casa. Ma dov’è casa? Commemoriamo. Riuniamoci. Aspettiamo. Versiamo lacrime.

Natale, la famiglia, il freddo, accendiamo i riscaldamenti, non conviene. Compra una stufa a pellet. No, il pellet è aumentato. Il metano conviene. No, non conviene. Il Natale è passato. Chiudiamo di nuovo. I soldi non bastano. Ritorniamo in casa, non usciamo. Ma la casa non c’è. È demolita. Teniamo duro arriverà l’estate. Piove, ancora troppo, chiediamo aiuto. Il ministro, la ministra: rilanciamo l’isola, lavorate, fate soldi, spiccioli. Manifesto di Ischia a Milano, a Roma, a Cagliari, che bello.

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Teniamo duro arriverà l’estate. E allora promozione: fiera, low cost. Stranieri sì, stranieri no. Casamicciola è sempre la stessa. Allora this is Ischia, and this is Casamicciola.

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Effettivamente non è semplice comprendere che cosa ci giri per la testa.

Ci facciamo bastare tutto, per barattare il finto benessere estivo, quello che finalmente ci intrattiene e non ci fa pensare alla sostanza, a tutto quello che lasciamo. Barattiamo – di nuovo – un voto con un tombino, un posto di lavoro, in un luogo dove il tombino non serve, il lavoro non c’è. Barattiamo la nostra vita con finte distrazioni, perdiamo di vista gli obiettivi. Eppure, si potrebbe cominciare già da ora a spezzare questa lunga e immensa catena di ripetizione, di vite fatte in serie, seriali, che si ripetono. Il tempo non esiste, è una ripetizione. Le nostre vite sono infinite, non bisogna preoccuparsi: qualcuno interromperà questo scorrimento asfissiante e ci risveglierà dal sonno e dal letargo invernale. Non essere disfattista, promuovi il territorio. “Io amo la mia isola, Ischia è bellissima!”. E si ricomincia, così, senza nemmeno accorgersene.

* FILOSOFO

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