LE OPINIONI

IL COMMENTO L’isola e l’addio alla plastica, un’operazione virtuosa

DI SABRINA RICCIARDI

‘Sostenibilità’: questa parola deve essere posta alla base di ogni attività compiuta dall’essere umano. Questo concetto è stato usato per la prima volta, nel 1987, all’interno del rapporto Brundtland allorquando si riunì, appunto, la relativa commissione. Questo concetto indica quel ‘processo che soddisfa i bisogni del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri’.

In effetti, la sostenibilità non dobbiamo vederla legata solo a quelli che sono i temi ambientali ma è legata all’uomo, alla cultura, all’eticità ed al trasporto. Viene fuori un concetto fondamentale: la sostenibilità consiste nel non alterare le risorse e l’equilibrio del pianeta al fine di non consegnare ai propri figli un pianeta con caratteristiche peggiori rispetto a quelle in cui si sta vivendo. Al giorno d’oggi l’uomo sta alterando l’ambiente, come è dimostrato anche dai fenomeni metereologici estremi, diretta conseguenza dell’attività antropica. Non a caso l’alterazione dei cicli naturali – basti pensare alle ultime estate roventi – dipendono proprio dall’intervento umano. Quando parliamo di degrado ambientale non dobbiamo pensare solo all’inquinamento dell’atmosfera, ma anche a tutte le conseguenze che si riversano sulle attività produttive. È quanto mai palese che il concetto di sostenibilità debba dunque entrare a far parte del nostro linguaggio comune. Soprattutto in Campania stiamo vivendo un biocidio: basti pensare che ogni giorno nella Terra dei Fuochi vengono smaltite 30mila tonnellate di rifiuti tossici industriali, spesso attraverso repentini roghi.

Recentemente la Commissione Europea ha chiesto alla Corte di Giustizia di condannare il Belpaese a una multa di 56 milioni di euro vista l’omissione con cui si è attivata nel gestire il fenomeno delle discariche illegali e della gestione dei rifiuti. Stando al rapporto di Legambiente “Ecomafia 2007”, il giro d’affari in questione smuove ogni anno almeno 23 miliardi di euro l’anno. Le regioni ove si registrano il maggior numero di reati ambientali sono la Campania, la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Ma se la terraferma è inquinata, anche le acque non ridono. E forse non se ne parla abbastanza. Stando a numerose inchieste il mar Mediterraneo e lo Jonio sono stati infangati dalla presenza di centinaia di navi fatte affondare con ordigni a base di uranio impoverito, fosforo, iprite al fine di seppellire negli abissi tonnellate di rifiuti radioattivi. Ma anche il golfo di Napoli (e dunque le isole) non possono ridere: subito dopo la seconda guerra mondiale gli Americani si chiesero come smaltire i loro arsenali chimici, le loro bombe, i loro armamenti. La risposta non tardò ad arrivare e di lì a poco il golfo, e non solo, si trasformò in una vera e propria pattumiera radioattiva. Ma probabilmente c’è un materiale che più di tutti sta creando danni irreparabili all’ambiente, ed è la plastica e il monouso in generale. Quante volte abbiamo visto ai TG le immagini strazianti di cetacei o animali marini morti per aver ingerito questo materiale!? Tante, tantissime! Senza considerare le microplastiche inghiottite da tutti i pesci che vivono nei nostri mari e che magari muoiono senza che magari lo sappiamo nemmeno. La plastica è il cancro della natura, dell’ambiente, della vita, del futuro.

A tal proposito ho appreso con grande soddisfazione la presa di posizione di Ischia: ho letto di una bozza di ordinanza che prevede il divieto” in tutto il territorio isolano, comprese le spiagge e tutta la fascia costiera, dell’uso, della detenzione, della commercializzazione e dell’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica (bicchieri, piatti, posate, nonché contenitori monouso utilizzati nella ristorazione e negli esercizi ricettivi, compresi i servizi di cosiddetto “take away”, ecc)”. E considerando che l’isola gode di un’area marina protetta, direi che è il minimo. La tutela dell’ambiente è la priorità del Movimento 5 Stelle, e lo dimostrano le tante battaglie a tutela del mare e del nostro territorio. Del resto il nostro Ministro Costa è un grande sostenitore della battaglia plastic free. Detto questo, spero solo che non si faccia come per il precedente bando ai detersivi e detergenti non biodegradabili, cui non sono seguiti accurati controlli, tant’è che sugli scaffali continuano a comparire tutti i tipi di saponi. Dunque, da parte nostra – e magari mi terrà aggiornata l’attuale validissima candidata Sindaco di Casamicciola Caterina Iacono, e i gruppi locali – ci sarà massima attenzione e seguiremo gli esiti di questo provvedimento che non dovrà essere solo per strizzare gli occhi alla stampa. Ma sono sicura, e spero, che non sarà così.

* SENATRICE MOVIMENTO 5 STELLE

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