POLITICAPRIMO PIANO

Il covid e l’appello di Enzo Ferrandino: «Adesso prudenza e cautela»

Intervista di fine anno col sindaco d’Ischia che si sofferma sull’emergenza pandemica in atto anche sull’isola che ha costretto egli stesso all’isolamento. Poi uno sguardo alle elezioni del 2022, con un’ampia convergenza di uomini e liste, e all’economia del territorio che dopo un 2020 da incubo ha ripreso a “respirare”

L’anno si chiude con un tuo messaggio che invita alla massima prudenza e con sette giorni di isolamento per la positività di un congiunto. L’impressione è che in questo periodo la situazione corra il rischio di deflagrare anche sull’isola: ma è soltanto un’impressione?

«Allora, sicuramente il dato rilevante nel nostro paese – e non mi riferisco soltanto all’Italia ma anche alla Campania, alla vicina città di Napoli e di conseguenza pure alla nostra isola – è che la nuova variante omicron corre molto di più rispetto alle precedenti. Ma c’è il rovescio della medaglia, e cioè che in base alle risultanze delle ultime opere, nonostante Ischia registri un aumento dei contagi, i ricoveri restano stabili. E questa è la dimostrazione tangibile di quanto i vaccini (alla cui somministrazione sull’isola si è sottoposta un’ampia fascia della popolazione) stiano dando una risposta positiva. Guarda, credo che questo possa essere davvero il banco di prova definitivo, quello che può significare l’uscita della pandemia. Se le ospedalizzazioni restano basse, allora possiamo iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel».

Arrivano i brunch di capodanno e certamente anche molte riunioni domestiche a scopo ludico, specie tra i più giovani. E’ un fatto che ci può stare, occorre il giusto mezzo o forse sarebbe il caso di desistere?

«Credo che il quadro delle attuali disposizioni in vigenza, ci indicano in ogni caso la strada della cautela e mi piace pensare che quelli che ci si parano davanti siano gli ultimi sforzi da dover affrontare. Anche in occasione dei brunch di San Silvestro e dei festeggiamenti di fine anno chiedo a tutti di conservare un forte senso di responsabilità. Avremo altre occasioni per divertirci in maniera spensierata, come avveniva fino a due anni fa. Insomma, il decalogo resta lo stesso: siamo tutti cauti, indossiamo sempre la mascherina, cerchiamo di rimanere in ambienti chiusi il meno possibile e osservando tutte le precauzioni del caso. Seguendo questi accorgimenti sarà possibile limitare la diffusione del contagio. Certo, mi rendo conto che è impossibile fare un cenone con i parenti muniti di dispositivi di protezione, ma dobbiamo cercare comunque di vivere queste occasioni di incontro con prudenza e cautela. E consentimi un altro passaggio».

Prego.

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«Posso testimoniare direttamente quanto asserisco. Ho un familiare positivo in casa, che immagino avrà contratto il virus proprio in una delle dinamiche innescatesi in questo periodo di festa».

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Vaccinati, green pass ovunque oppure no, no vax, quarantene light, ultimamente se ne sentono di tutti i colori. Qual è a tuo avviso la strada da percorrere?

«Non ho dubbi e mi ripeto, la strada giusta è quella rappresentata dalle decisioni fin qui assunte a livello regionale e di governo centrale, partendo comunque dal presupposto che la nuova situazione venutasi a creare presenta in ogni caso riferimenti scientifici “ballerini” e allora bisogna essere responsabili nel seguire le disposizioni impartite. Cercando oltretutto di evitare le polemiche, specie quelle sterili, che non giovano a niente e nessuno, altrimenti si scade in quella sorta di anarchia che non porta da nessuna parte. I risultati, peraltro, stanno confortando la linea intrapresa».

A fine 2020 Ischia era al collasso, con una stagione turistica durata pochissimo e migliaia di persone rimaste senza lavoro. Il 2021 si chiude in che modo?

«Beh, troppo facile dire che si chiude meglio di quanto ci potevamo aspettare, però è anche vero che certo non ci mettiamo alle spalle le conseguenze della pandemia che abbiamo affrontato. Faccio un esempio quanto mai attuale: in questo periodo dell’anno eravamo abituati a ospitare sull’isola un cospicuo numero di turisti, in questo 2021-22 le presenze sono e saranno inevitabilmente sotto tono per una serie di prescrizioni di diversa natura, anche per l’impossibilità di organizzare iniziative e feste di piazza che rappresentavano comunque un’attrazione non di poco conto. Mettiamola così, il bilancio parla di un bicchiere pieno a tre quarti, speriamo che il 2022 possa farlo diventare colmo».

L’anno prossimo si torna alle urne, con quale spirito ti approssimi alla competizione elettorale?

«Ci avviciniamo all’appuntamento con spirito positivo, con gli amici dell’amministrazione abbiamo la consapevolezza di aver operato bene nell’interesse della comunità, sappiamo che il lavoro svolto è percepito dalla cittadinanza sebbene ci troviamo in un momento difficile e senza precedenti almeno nei tempi moderni. Abbiamo dovuto fare i conti con due sciagure come il terremoto e la pandemia, eppure quanto prodotto è sotto gli occhi di tutti. E adesso ci sono in cantiere altre iniziative che grazie ai fondi del PNRR porteranno a migliorare l’assetto del nostro territorio».

Quante potrebbero essere le liste a sostegno della tua candidatura?

«Sulle liste ci stiamo lavorando, quel che è certo è che ci sarà un bel numero di raggruppamenti che decideranno di correre insieme all’amministrazione uscente alle prossime elezioni. In questa fase, con gli amici stiamo cercando di dare una connotazione quanto più rispondente possibile alle varie anime della coalizione. Oggi anticipare il numero delle liste è in ogni caso prematuro, ci saranno valutazioni che però andremo a effettuare tra qualche mese».

Non manca chi maliziosamente sostiene che addirittura dobbiate preoccuparvi anche di mettere su una compagine in grado di fungere da avversario. E’ fantapolitica o davvero potrebbe accadere una cosa del genere?

«Io penso che ci sarà un’alternativa alle prossime elezioni e che dunque questa affermazione non sia soltanto fantapolitica, ma qualcosa che assolutamente non risponde al vero. Dobbiamo registrare che in questa consiliatura, specialmente nel momento di maggior emergenza, una serie di circostanze e l’attività frenetica hanno fatto sì che ci fosse una convergenza di alcuni amici che responsabilmente ci hanno dato la loro fiducia dopo che avevano iniziato il percorso sedendo tra i banchi della minoranza. Ma l’anno prossimo ci sarà di certo un’alternativa, su questo non nutro assolutamente dubbi».

Il 2021 è stato anche l’anno che ha visto una donna indossare la fascia tricolore, e mi riferisco a Irene Iacono. Che segnale è, e ovviamente non soltanto in chiave politica?

«Non è la prima volta che sull’isola c’è un sindaco donna, in precedenza era accaduto a Lacco Ameno con Tuta Irace: sicuramente nel caso di specie si tratta di una scelta valida dei cittadini serraresi, che hanno dato la loro fiducia a Irene. Il responso maturato dalle urne è una ulteriore dimostrazione che quando la proposta politica è valida e incarnata da persone affidabili e capaci, l’elettorato sa orientarsi e scegliere bene. E credo che sia quello che è successo a Serrara Fontana».

Il tuo augurio di buon anno ai cittadini ischitani e dell’isola tutta?

«E’ quello di poter tornare quanto prima alla normalità e di poter riassaporare senza timore il poter incontrarsi con amici e conoscenti, scambiarsi la pacca sulla spalla, una stretta di mano. Tutto questo prima rappresentava una banalità, mai come in questi giorni di festa ci accorgiamo quanto sia una tortura doversi salutare incrociando gli sguardi o senza nemmeno sfiorarsi. Ecco, il mio augurio più schietto è quello di ritrovare quelle piccole cose che tanto ci mancano…».

Cinque anni vissuti col piede pigiato sull’acceleratore, in fondo questa è la vita da sindaco, e adesso sette giorni in isolamento, anche se per fortuna le moderne tecnologie consentono di rimanere in contatto con tutto e tutti. Che sensazione si prova?

«Beh, comunque c’è un senso di inquietudine, sono giorni campali con una serie di procedure in atto. E’ vero, non richiedono la presenza fisica del sindaco, ma il poter essere presente nella casa comunale a condividere queste fasi delicate con funzionari e collaboratori è un qualcosa che mi manca e mi mancherà. Ma vale per tutti, in primis per il sottoscritto: bisogna essere cauti e diligenti, aspettiamo l’esito del nuovo tampone e poi ci rimetteremo in pista».

SOMMARIETTI

«Anche in occasione dei brunch di San Silvestro e dei festeggiamenti di fine anno chiedo a tutti un forte senso di responsabilità. Avremo altre occasioni per divertirci in maniera spensierata. Ho un familiare positivo in casa, immagino avrà contratto il virus proprio in una delle dinamiche innescatesi in questo periodo di festa»

«Sulle liste per le prossime elezioni ci stiamo lavorando, saranno in tanti coloro che correranno con l’amministrazione uscente. In questa fase stiamo cercando di dare una connotazione alle varie anime della coalizione, ma sui numeri ci saranno valutazioni che andremo a effettuare tra qualche mese»

«Il mio augurio per il 2022 è di poter tornare alla normalità e riassaporare il poter incontrarsi con gli amici, scambiarsi la pacca sulla spalla, una stretta di mano. Tutto questo rappresentava una banalità, in questi giorni di festa ci accorgiamo quanto sia una tortura doversi salutare incrociando gli sguardi o senza nemmeno sfiorarsi»

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Luigi Boccanfuso

egregio signor sindaco anche se da casa in regime di quarantena,fai una telefonata alla facente funzioni di comandante della polizia locale e invitala a chiudere al traffico i centri storici del Comune perché l’immagine del territorio che offriamo alle poche centinaia di turisti che hanno scelto Ischia per festeggiare il capodanno,è a dir poco sconvolgente…..Il paese non si amministra con le interviste auto celebrative ma con i provvedimenti a tutela del pubblico interesse.

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