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CULTURA & SOCIETA'

IL RICORDO Vito Magnanimo, il Re del cilindro

Ho conosciuto il Direttore di macchina Vito Magnanimo una decina di anni fa, quando la mia scuola, l’Istituto Cristofaro Mennella, lo scelse come docente pratico di Macchine per un corso post-diploma riservato ai futuri ufficiali della marina mercantile. Da allora, il Direttore è divenuto un importante riferimento per l’Istituto. Ero io ad invitarlo a partecipare a tutti gli eventi di rilievo o a tenere delle lezioni e lui non si sottraeva mai. I giovani Direttori di macchina, che pure intervenivano numerosi, nutrivano grande rispetto e, chi più chi meno, in fondo tutti erano “passati” per lui. Il Re del cilindro, come era giustamente soprannominato, risolveva problemi, problemi di macchine, e lo faceva come nessun altro, individuando un difetto dall’ascolto di un rumore sospetto, prevedendo avarie dall’analisi attenta dei parametri del moto, insomma “a mani nude”. Oggi l’elettronica, pur avendo reso più complesso l’apparato propulsivo, in realtà ha semplificato di molto il lavoro del Direttore ed è forse per questo che tutti i Direttori consideravano Vito Magnanimo un essere mitologico.

A dir la verità, questa cosa è successa anche a me e cercherò di spiegarvene il motivo.

Come saprete – oggi – si cerca prioritariamente di far acquisire agli studenti delle competenze che consentano loro di affrontare situazioni problematiche, e per far questo lo studente viene addestrato con “compiti di realtà”, il che significa sostanzialmente metterlo di fronte ad un problema pratico. In effetti, da diverso tempo ormai, ci si è resi conto della inadeguatezza di un’istruzione esclusivamente o prettamente teorica e si è cercato di avvicinare scuola e impresa. L’introduzione dell’alternanza scuola lavoro (oggi PCTO) è uno dei modi utilizzati per ridurre la distanza. Ed in questo, il ruolo del Direttore Magnanimo all’interno del nostro Istituto è stato fondamentale. Ricordo, e le foto che allego ne sono una testimonianza, che un giorno invitai il Direttore a tenere una lezione ai miei alunni. Ebbene, si presentò con dei doni per noi, in particolare ci donò uno strumento che, montato sulla testata di un cilindro di un motore, rileva le pressioni agenti durante il ciclo di funzionamento. Tenne quindi una lezione, che posso senz’altro definire “magistralis”. E questo non tanto per la spiegazione in sé, che pure fu chiara ed esauriente, quanto per il modo con cui fu condotta. Innanzi tutto con garbo, professionalità e rigore. Ma, ed è questo l’aspetto che voglio rimarcare, senza screditare o sottovalutare l’aspetto teorico.

Anzi! È una caratteristica – questa – dei grandi professionisti: essere cioè in grado di risolvere problemi, senza megalomanie, senza guardare con sufficienza i “teorici”, senza sottovalutarne il lavoro. Di questo la scuola ha bisogno: non di chi viene per dire che il mondo “fuori” è diverso, che le cose che si studiano in classe non servono. La scuola ha bisogno di persone, come il Direttore Vito Magnanimo, che ci invitino a studiare, perché la capacità di risolvere problemi non è figlia del solo fare pratico.

E se noi oggi siamo insegnanti e studenti migliori, in una parola se siamo una Scuola migliore, è perché sulla nostra strada abbiamo incontrato persone come il Re del cilindro. Grazie Direttore!

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Giuseppe Varletta

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Docente di Macchine

Istituto Nautico “Cristofaro Mennella”

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