CULTURA & SOCIETA'

Il terremoto dell’isola d’Ischia e l’antica saggezza napoletana.

«Chi teneva perdette, chi nun teneva guadagnaje»

DI VITALE PITONE

C’è una verità cinica, quasi spietata, in questo antico detto napoletano. Una verità che si materializza ogni volta che la terra trema e la storia si spacca in due.

Se il terremoto dell’Isola d’Ischia ha colpito più comunità, è soprattutto Casamicciola Terme, tra i sei comuni dell’isola, ad aver pagato il prezzo più alto della devastazione. È qui che il proverbio sembra risuonare con la forza di un verdetto.

Il cataclisma cancella tutto in pochi secondi.

Chi aveva faticato una vita per costruirsi una casa, un’attività, una famiglia o un futuro, può ritrovarsi improvvisamente con le mani piene soltanto di polvere e macerie. Ha perso tutto.

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Ma il dramma vero, quello che questo antico detto fotografa con una lucidità quasi millenaria, può iniziare proprio dopo.

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Tra le crepe della distruzione, nelle difficoltà della ricostruzione e nel caos dell’emergenza, possono insinuarsi speculatori e sciacalli, pronti a trasformare il dolore collettivo in un’opportunità privata.

C’è chi, sulle macerie, sul caos e sulla sofferenza degli altri, riesce a costruire fortune.

E allora il terremoto non distrugge soltanto case, attività e patrimoni: rischia di spostare anche le ricchezze, aggravando disuguaglianze che già esistevano.

Casamicciola Terme, con le sue ferite, le sue vittime, le sue macerie e la sua memoria, diventa così il simbolo più drammatico del terremoto che ha colpito l’Isola d’Ischia.

La terra che trema dovrebbe rendere tutti uguali davanti alla tragedia.

Ma la realtà può essere diversa: chi era onesto può ritrovarsi più povero, mentre chi sa muoversi nel fango della ricostruzione può diventare incredibilmente più ricco.

È questa la domanda che ci lascia quell’antica saggezza napoletana:

«Chi teneva perdette, chi nun teneva guadagnaje».

Una frase antica, ma che davanti alle macerie di Casamicciola Terme sembra ancora parlare al nostro presente.

Voi cosa ne pensate?

Questo detto è ancora tragicamente attuale?

Per questo è fondamentale vigilare con attenzione, attraverso controlli puntuali e verifiche rigorose, affinché ogni intervento di ricostruzione sia trasparente e realmente destinato alla comunità.

A chi di dovere spetta il compito di controllare, verificare e garantire legalità e trasparenza, perché dalle macerie non nascano nuove ingiustizie.

REFERENTE ISOLANO FUTURO NAZIONALE

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Un commento

  1. L’altra cosa importante che non è stata messa a fuoco è la riduzione della popolazione: nel 2011 i residenti erano quasi 8.400, ora si è scesi a 7.334.
    Una riduzione del 12%: Casamicciola muore.

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