CRONACA

Imbarco alle ambulanze, lo staff di Di Maio chiama Rosa Iacono

Nonostante gli incontri e la ribalta nazionale siamo ancora lontani da una risoluzione definitiva del problema

Sembrano non avere fine la serie di vicende che stanno interessando la vicenda delle ambulanze tenute in ostaggio, al porto, dello status di veicoli di soccorso. Se c’è un malato a bordo che non ha la forza di salire nella sala passeggeri non c’è possibilità d’imbarco. Per l’incolumità degli stessi passeggeri. Questa in sintesi la risposta che più volte i comandanti del naviglio che garantisce gli spostamenti tra la terraferma e le isole è stato costretto a pronunciare. Un paradosso figlio di un naviglio non adatto a trasportare persone affette da malattie anche molto gravi.

Ora, dopo la lunga trafila di accuse, appelli e richieste di solidarietà ecco che Rosa Iacono, legale rappresentante dell’Associazione Disabili Isola d’Ischia, riceve la chiamata direttamente dal ministero del Lavoro, lì dove siede Luigi Di Maio, ministro e vice-premier dell’attuale governo giallo-verde.

A chiamare la battagliera Iacono che da sempre si prodiga per il bene dei malati ischitani, è stata la segretaria di Luigi Di Maio che ha chiesto lumi sulla spinosa situazione che ha raggiunto più volte la ribalta nazionale, a causa di un corto circuito di leggi, norme, e inadeguatezze dei trasporti che hanno costretto più volte a incredibili sacrifici i pazienti oncologici non solo dell’isola di Ischia, ma anche di Procida e Capri. 

Soluzione definitiva purtroppo non è stata individuata e Rosa Iacono ha dovuto sottolineare che si è ancora in stallo, in attesa che ci possa essere un segnale forte proprio da quel governo che si sta mostrando sensibile al problema ma che non ha ancora provveduto a una deroga a una norma giusta, pensata per salvaguardare la salute dei passeggeri ma che intanto costringe i più deboli a soffrire doppiamente, non solo per affrontare le proprie terapie sulla terraferma ma anche per poter fare ritorno a casa, con l’unica colpa di abitare su un’isola, alla faccia del diritto alla continuità territoriale che viene sempre meno rispettato.

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