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Inchiesta progressioni verticali alla Polizia Municipale Lacco Ameno, ascoltato nuovamente il comandante Monti, l’agente Pisani e tre testimoni del comitato di Santa Restituta. Si alimenta così l’indagine in salsa lacchese che ha portato ad un bando contestato e ricco di ombre e sospetti sui quali ha messo l’occhio anche la procura

Il clima negli uffici del Palazzo di Santa Restituta è teso, lo scontro consumatosi ufficialmente sulle progressioni verticali nell’ambito della Polizia Municipale di Lacco Ameno, è ormai giunto ad un punto di non ritorno. Al Commissariato di Polizia di Ischia, guidato dal Vicequestore Ciro Re, c’è ormai un via vai di soggetti ritenuti “informati dei fatti” ed i protocolli di integrazioni di esposti e di denuncia si susseguono a ritmo incessante. Quasi da rendere ,ormai, necessaria la calendarizzazione delle “audizioni”. Considerazioni a parte, l’ultima informativa resa muove sull’ennesima diatriba registratasi in comune sul tema . Ben cinque le persone interrogate ed ascoltate dalle autorità :il comandante Monti, l’agente Pisani e tre testimoni del comitato di Santa Restituta .

IL FATTO. DOPO IL TAR UN NUOVO SCONTRO IN MUNICIPIO

La tensione si sarebbe acuita, se possibile, proprio all’indomani della Pronuncia del TAR Campania che aveva negato la sospensiva in favore di Loredana Pisani, la candidata che si era rivolta alla magistratura amministrativa dopo essere stata esclusa dalla progressione verticale ai vertici del Comando Vigili di Lacco Ameno, in favore dell’unica candidata ammessa Valeria Chiocca, anche essa rivoltasi al TAR. La procedura muoveva per l’annullamentoprevia sospensione dell’efficacia, avverso e per l’annullamento previa sospensiva ed adozione delle più opportune misureCautelari di tutte le procedure e le attività istituzionali riguardanti le “progressione ordinaria tra le aree riservata alpersonale in servizio nel V settore Polizia Municipale,per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di 1posto area dei Funzionari, con profilo professionale Funzionario di Polizia Municipale”.La Pisani con i suoi legali aveva chiesto l’annullamento o comunque, la sospensiva che aveva portato alla composizione della progressione edancora della determina della Galano N. 260 del 03 aprile 2024 recante nomina della CommissioneEsaminatrice,dal cui novero era stato escluso Raffaele Monti. Determina poi revocata in un giro di orologio, in autotutela, dalla stessa Galano prima che la ricorrente si rivolgesse al tribunale, oltre che del “Regolamento per le progressioni tra leAree” n. 160 del18 dicembre 2023.Il ricorso con istanza di misure cautelari monocratiche era stato respinto. Il Presidente Santino Scudeller ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 8 maggio 2024.Ricordiamo che il ricorso era stato presentato appena il 4 aprile.Stante la perniciosità della controversia, il giudice si è espresso rapidamente pubblicando la sua decisone sabato 6 aprile ed ha fissato la trattazione in tempi altrettanto celeri.

Il Sindaco Pascale, quello stesso giorno, avrebbe raggiunto gli uffici del comandante Monti “incalzandolo” affinché lo stesso andasse avanti nella procedura convocando la commissione e dando seguito al bando per la nomina Chiocca. Un incontro non proprio dai toni pacati ed urbani, poco istituzionali. Le urla dicono i ben informati sarebbero state ben udibili. Tanto che il comandate Monti avrebbe indicato a sostegno della sua versione ben tre testimoni, tre soggetti interni al Municipio, appartenenti anche al Comitato di Santa Restituta.

NUOVA SFILATA IN COMMISSARIATO

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Nei giorni scorsi, anche abbastanza a lungo, sarebbe stato ascoltato il comandante Raffaele Monti con Loredana Pisani e tre ragazzi del comitato di Santa Restituta che in parte avevano sentito le urla del sindaco Giacomo Pascale che sabato si è recato presso gli uffici del comandante Raffaele Monti per chiedere “perentoriamente la prosecuzione dell’istruttoria per la progressione verticale all’interno del comando vigili”. Pascale avrebbe avuto toni non proprio concilianti, per quanto ci è dato apprendere del tipo: “Tu non hai capito niente, si deve andare avanti e tu devi procedere con la commissione”. Ricevendo ovviamente il netto rifiuto del Monti. Gli inquirenti puntano a verificare se la gran parte delle informazioni ottenute siano fondanti per le ipotesi di reato già formulate alla Procura. Tornando a Monti ed ai tre testimoni di Santa Restituta c’è da che gli investigatori hanno accolto la richiesta “doverosa” di valutare “con l’urgenza del caso” la loro deposizione. Questo per rendere nei limiti previsti dalla legge informazioni sulle vicende del presunto “divisa gate” di esponenti politici e del mondo degli elmetti bianchi.

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LE IPOTESI DI REATO E LE “AUDIZONI”

Deposizioni che sono state ritenute “necessarie alle valutazioni riservate” degli 007 di Ciro Re che successivamente le hanno indirizzate in Procura. Nel frattempo, emerge che il via vai dagli uffici di via delle Terme sta diventando ormai il remake di un film dal finale potenzialmente “pericoloso” in attesa delle deduzioni dell’autorità giudiziaria. Per ora, come abbiamo avuto già modo di anticipare dalle pagine del nostro giornale, emergono nuovi e significativi sviluppi: sul tavolo della Procura della Repubblica di Napoli è giunta una dettagliata informativa tra le cui ipotesi di reato formulate vi sono l’abuso d’ufficio e la tentata estorsione. Il soggetto verso il quale sono indirizzate le predette ipotesi è uno solo, le parti offese sarebbero due. E’ lecito immaginare che si parli del sindaco Giacomo Pascale con la candidata ammessa Valeria Chiocca da una parte e dell’attuale comandante della polizia municipale Raffaele Monti, con la candidata esclusa Loredana Pisani dall’altra. In questa vicenda in chiaro scuro sono subito emersi agli occhi degli inquirenti le nomine prima rese e poi saltate, come il caso della Commissione di esame prima nominata senza Monti e poi revocata e rinominata con Monti, i voti mancanti in commissione e i bandi di gara a molte apparsi preconfezionati. In particolare, Raffaele Monti sarebbe già stato ascoltato in altre due occasioni e oggetto delle sue dichiarazioni ci sarebbero stati sempre i contenuti di colloqui non proprio urbani svoltisi nella sede comunale, con sindaco ed esponenti dell’attuale amministrazione comunale e di altri soggetti cui fa riferimento proprio la progressione verticale. Monti, tra l’altro anche in quel caso, avrebbe riferito agli investigatori che nel corso dello scontro-incontro, sarebbe stato invitato a non andare al braccio di ferro in questa vicenda, per evitare denunce ed accuse che potevano essere mosse nei suoi confronti per vicende dai toni torbidi e dai rapporti poco edificanti nell’approccio uomo-donna. Ad essere già ascoltati dai poliziotti sarebbero stati anche Ciro Calise e Carla Tufano che non hanno votato la delibera di giunta sul PIAO,il Piano Integrato Attività e Organizzazione 2024-2026 a cui ha fatto seguito l’avviso di selezione per la progressione ordinaria tra le aree riservata al personale in servizio nel V Settore.

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