CRONACA

Ischia, la parola alla difesa: il caro spiagge non abita qui

Nonostante il nome dell’isola sia apparso tra le mete turistiche più costose, la tendenza agli aumenti tariffari ha risparmiato i nostri lidi. Ecco i commenti di alcuni addetti ai lavori

Il cosiddetto caro-ombrelloni ha tenuto banco la scorsa settimana. Da nord a sud, si è registrata una media di aumenti compresa tra il 4 il 10% ma con punte fino al 13% cosa che ha messo il Codacons sul piede di guerra, denunciando il fatto che l’estate 2022 sarà ricordata come la stagione più cara degli ultimi anni.

Eppure, nonostante anche Ischia sia finita nel calderone mediatico, nominata tra le mete balneari più costose, gli addetti ai lavori raccontano una situazione piuttosto diversa: la tendenza in atto non riguarda infatti la nostra isola, in quanto la grande maggioranza degli stabilimenti è riuscita a mantenere invariato il tariffario per il soggiorno in spiaggia.

Paolo Fulceri: «Nonostante la congiuntura e gli aumenti delle materie prime, non abbiamo modificato le tariffe e credo che anche nel resto dell’isola la tendenza sia questa»

«Credo che i prezzi non siano cambiati rispetto agli anni scorsi – spiega Paolo Fulceri, patron del parco termale Negombo con annessa spiaggia in concessione nella baia di San Montano – e se c’è stato qualche piccolo aumento, ritengo sia stato giustificato dalla congiuntura che quotidianamente tocchiamo con mano, a partire dagli aumenti delle materie prime. Tuttavia ribadisco: non credo che le tariffe siano aumentate sull’isola, a dispetto degli aumenti delle forniture. Citare Ischia tra le località più care ritengo faccia parte delle solite chiacchiere strumentali di inizio stagione, volte a colpire il settore. Succede ogni anno, ma le posso assicurare che noi ad esempio non abbiamo ritoccato nessuna tariffa».

Giuseppe La Franca: «A Ischia i prezzi sono invariati per una precisa scelta della Fiba-Confesercenti: vogliamo dimostrare di saper gestire gli arenili. Quello del Codacons è un attacco strumentale, perché si punta a colpire le concessioni, che noi vogliamo siano rinnovate fino al 2034»

Giuseppe La Franca, presidente isolano di Fiba Confesercenti, ribadisce e rivendica tale decisione: «Ischia non ha aumentato assolutamente i prezzi di ombrelloni e lettini. Si tratta di una scelta precisa: come Fiba Confesercenti abbiamo deciso di lasciare immutate le tariffe, nonostante gli aumenti dei costi che dobbiamo affrontare perché vogliamo anche dimostrare alla regione Campania che sappiamo gestire gli arenili pure in condizioni non semplici. Le concessioni demaniali vanno rinnovate fino al 2034 come la legge italiana ha stabilito: se faranno le gare, le spiagge finiranno in mano a grandi gruppi multinazionali che triplicheranno i prezzi. Quello del Codacons è un attacco strumentale contro i balneari, ma noi di Ischia non c’entriamo nulla visto che, come detto, le tariffe non sono state modificate. Attacco strumentale perché in realtà vogliono colpire le concessioni».


Giacomo Pascale: «La valutazione delle tariffe deve comprendere anche tutti gli altri servizi offerti. L’incertezza sul rinnovo delle concessioni a causa della diatriba tra Italia ed Europa in alcuni casi ha frenato gli investimenti, ripercuotendosi sulla qualità dei servizi
»

Molto articolato il parere del sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale: «Le informazioni che ci investono continuamente vanno soppesate e valutate. Al momento per quanto riguarda Ischia non ci sono dati che confermano questi aumenti, anzi, l’isola negli ultimi anni non ha praticato ritocchi di tariffe. Penso inoltre che bisogna andare oltre i titoli e comprendere quale sia la reale natura dei servizi offerti quando si parla di “ombrelloni” e “lettini”, che fra l’altro costituiscono una specialità e una peculiarità tutta italiana, perché inventata proprio sui nostri lidi. Lo stabilimento balneare è un erogatore di servizi: quindi sbagliamo quando ci fermiamo a valutare il costo del solo spazio di ombrellone e sdraio, che potrebbe essere lo stesso a Forte dei Marmi e a Ischia, perché bisogna valutare cosa viene offerto a parità di prezzo. Dunque è necessario approfondire il discorso: se i prezzi aumentano, dovrebbero aumentare anche i servizi offerti. Negli ultimi anni, tra l’altro, in molti casi tali tariffe sono rimaste invariate proprio perché, nell’incertezza del destino delle concessioni demaniali a causa della diatriba tra Italia ed Europa, si è prodotto un imprevisto risultato negativo: gli imprenditori non hanno fatto investimenti. In tal modo le strutture sono invecchiate senza offrire servizi innovativi. A ciò va aggiunto la differente qualità del mare e degli arenili: molti sull’isola continuano a misurare la qualità delle spiagge in metri quadri, ma la qualità di una spiaggia si misura in metri lineari del fronte mare e della qualità dell’acqua in cui ci si tuffa. Come si può ben capire, le variabili per giudicare le tariffe applicate sono davvero tante».

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Dunque, nonostante la tendenza nazionale, con l’aumento delle bollette e dell’inflazione a causa del conflitto ucraino, Ischia è riuscita a non scaricare sui clienti tali costi, o almeno una gran parte: è inevitabile infatti constatare che comunque proprio nei servizi annessi, a partire dalla ristorazione, i prezzi siano diventati sensibilmente più alti, contribuendo a innalzare la spesa complessiva necessaria per godersi una giornata al mare.

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