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Isidoro e la politica, una poltrona… per due

ISCHIA – Prosegue la marcia di avvicinamento al primo significativo appuntamento di questa infuocata campagna elettorale ischitana, quello nel quale i candidati alla carica di sindaco dovranno consegnare le liste che sosterranno le rispettive coalizioni con tanto di candidati al consiglio comunale. Un compito che in questi giorni vede impegnati sia Enzo Ferrandino che Gianluca Trani, supportati ovviamente dai rispettivi “team” di lavoro: ogni minimo dettaglio può essere significativo e fondamentale, ecco perché nulla può e deve essere lasciato al caso. Si avvicina il lungo ponte pasquale, ma c’è da giurare che per i protagonisti della politica ischitana si penserà a ben altro che al tortano ed alle canoniche abbuffate. Qualcosa si muove, insomma, eccome. Partiamo dai comitati elettorali: entrambi i candidati sono pronti a partire ed è proprio il caso di dire che entrambi faranno casa e bottega. Enzo Ferrandino lo ospiterà nel pieno centro di Ischia, a pochi passi dall’attività di famiglia, il bar “La dolce sosta”; Gianluca Trani, invece, ripiegherà sulla soluzione magari più periferica ma nel contempo anche più comoda di Sant’Antuono, in una location attigua al suo studio professionale. Insomma, niente americanate o cose del genere, ognuno ha deciso di giocare… in casa.

Dove puntare i riflettori nel frattempo. La controversia più simpatica è sicuramente quella che si sta verificando in casa Di Meglio, laddove per Di Meglio si intende il nucleo familiare che gestisce la holding della Dimhotels. E tutto ruota intorno a un nome di battesimo: Isidoro. L’ex presidente del consiglio comunale ed assessore della giunta giosiana, l’avvocato, è tra coloro che hanno firmato il documento a sostegno della candidatura di Gianluca Trani. Ma c’è un altro Isidoro, il direttore dell’Aragona Palace, che secondo voci bene attendibili avrebbe addirittura accettato di candidarsi nella lista degli “Sciarappa”, quella che fa capo ai consiglieri Luca Montagna e Christian Ferrandino. Una fuga in avanti che però non sarebbe affatto piaciuta ai vertici della famiglia, che aveva dichiarato nel corso di un summit che chiunque si fosse schierato in questa campagna elettorale non avrebbe ricevuto l’apporto ed il sostegno. Come la mettiamo adesso? Situazione in evoluzione e comunque tutta da seguire, sarebbe sciocco sostenere il contrario. Nel frattempo, forse perché diviso tra due fuochi (Domenico De Siano che lo richiamato al senso di appartenenza o se preferite all’ordine e Giosi Ferrandino che resta uno di quei colpi di fulmine che come il primo amore non si dimenticano mai…), Giorgione Balestrieri potrebbe realmente abdicare e non candidarsi, anche se siamo sempre nel campo delle ipotesi e dei cosiddetti work in progress. Non ha trovato invece riscontro la voce secondo cui un altro epurato di Giosi, l’ex vicesindaco Luigi Boccanfuso, avrebbe trovato il numero di soldati necessario per mettere su la lista “Fratellanza e Lavoro”.

GAETANO FERRANDINO

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