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CRONACA

La lunga storia del depuratore di Casamicciola e Lacco Ameno

Il progetto di tre strutture al servizio dell’isola che parte da lontano. E che pure ancora oggi, a distanza di decenni, resta mera utopia

DELL’ING. GIUSEPPE CONTE

Negli anni ’50 la problematica dei reflui era trascurabile. Successivamente, a seguito dell’incremento turistico e della crescita della popolazione locale non corrispose un’adeguata e programmata organizzazione del territorio ed un conseguente sviluppo dei sottoservizi, tra i quali la rete fognaria. L’esigenza della depurazione delle acque dell’isola d’Ischia nasce a partire dagli anni ’70, in Campania, in seguito all’epidemia del colera. Dopo la bocciatura di alcune proposte, come quella che voleva la costruzione di un unico depurare che servisse tutta l’isola, il CAFI prima e il CISI poi, subentrati alla Cassa per il Mezzogiorno, proposero la costruzione dei cosiddetti “depuratori medi”, ovvero di un depuratore ogni 2 comuni (Casamicciola Terme e Lacco Ameno, Forio e Serrara Fontana, Ischia e Barano).

Tale proposta venne adottata anche dal Commissariato di governo, istituito dal Ministero degli Interni a far data dal 1999, per la tutela delle acque della regione Campania al quale fu affidata la gestione della depurazione. I territori comunali di Casamicciola Terme e Lacco Ameno si sviluppano in area limitata a monte da una struttura collinare, a valle dal mare; il territorio abitato è costituito da un centro urbano principale e da alcuni centri abitati distribuiti nel territorio in siti quote diverse. Considerati i fatti naturali che condizionano Casamicciola e Lacco Ameno, è difficile trovare un giusto collocamento dell’impianto di depurazione unico per i due comuni. La fognatura per le situazioni piano altimetriche del territorio ha un disegno univoco per lo scorrimento delle acque di fogna dalle colline a monte verso il litorale marino di valle; l’esistente rete costruita con vari separati interventi, confluisce sulla strada litoranea ex ANAS. Tutti i progetti approvati dai Comune di Casamicciola e Lacco Ameno hanno proposto un disegno di rete affluente verso un collettore unico posizionato lungo la strada litoranea ex ANAS.

Attualmente i comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno sono dotati di due condotte sottomarine in prossimità delle quali sono state allocate delle vasche di pretrattamento a 3 fasi in cui confluiscono i reflui: in via S. Girardi nel piazzale antistante il bar “Topless” per il comune di Casamicciola Terme, in località Capitello per il comune di lacco Ameno. La normativa vigente (europea) prevede che il trattamento delle acque inquinanti sia totale ovvero trattamento primario, sedimentazione, ossidazione. La collocazione di un impianto di depurazione nel territorio comunale, a servizio anche delle acque di fogna del Comune di Lacco Ameno, non trova facile ubicazione sia per la vigente normativa sia per la notevole consistenza di opere di adduzione all’eventuale impianto e di derivazione verso lo scarico sottomarino, tenuto conto che il collettore è necessariamente posizionato lungo il litorale.2 La soluzione migliore, la più semplice, potrebbe essere l’utilizzo della struttura dell’impianto di trattamento primario di Casamicciola Terme che è assoggettabile ad ampliamenti con opportuni interventi mirati anche alla salvaguardia ambientale dell’intera zona. Infatti l’impianto di trattamento primario del comune è ubicato a valle della strada litoranea ex ANAS (zona bar Tropless) a distanza di un chilometro dal confine Casamicciola – Lacco Ameno. L’area impianto e le strutture murarie sono protette dalle scogliere e dalle strutture del Porto. Alla luce di quanto sopra, tenuto conto che la condotta sottomarina è già stata calcolata e viene attualmente utilizzata a servizio dell’impianto di trattamento primario, il depuratore, a servizio dei due comuni, potrebbe essere costruito presso l’area Topless mediante un opportuno ampliamento dello stesso impianto di trattamento primario. Il collettore al servizio dell’abitato di Lacco Ameno dovrebbe essere ristrutturato e integrato, unitamente alle centrali di sollevamento, di cui alcune già presenti e funzionanti lungo lo sviluppo del collettore. La rete fognaria non avrebbe nessuna variante, essendo come premesso tributaria dell’unico collettore costiero posato lungo la strada ex ANAS.

Inoltre, nel disegno e nel funzionamento delle reti si acquisisce una economia di strutture rete, venendo ad essere la raccolta di acque inquinanti di quota parte del territorio comunale di Lacco Ameno (specie dell’aria termale) per situazioni piano altimetriche naturali tributarie della rete fognaria di Casamicciola Terme. L’esistente impianto di trattamento primario in Lacco Ameno, opportunamente rivisitato, acquisirebbe la triplice funzione: 1) sede del sollevamento da Lacco Ameno a Casamicciola Terme; 2) scarico in mare con trattamento primario per fuori servizio dell’impianto di depurazione unico di Casamicciola Terme;3) trattamento primario delle prime acque di fogne. Invece, la zona prescelta dall’Arcadis per la costruzione del depuratore, ubicata presso parcheggio ex Anas, non è soggetta ad alcuna protezione dal mare, ed è posta parallelamente alla strada litoranea a poca distanza da Piazza Marina e dallo sbarco degli aliscafi e dei traghetti; la condotta sottomarina non risulta calcolata insieme al T/90. Inoltre, l’imbatto ambientale è certamente maggiore rispetto a quello rappresentato dall’ampliamento dell’impianto di trattamento primario che è posto al disotto del livello stradale. Sarebbe opportuno conoscere quali sono stati i motivi che hanno indotto l’Arcadis, e quindi la Regione Campania, a scegliere simile ubicazione per la costruzione del depuratore a servizio dei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno. E se esistono, è necessario conoscere i vari Studi di Fattibilità effettuati dall’Arcadis e il Documento Preliminare alla Progettazione predisposto dal Responsabile Unico del Procedimento che hanno determinato simile scelta e per quali motivi dal 2010 non si è prodotta alcuna progettazione utilizzando un importante finanziamento, superiore a trenta milioni di euro concesso dalla comunità europea per depurare le acque dell’isola d’Ischia.

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