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CULTURA & SOCIETA'

«La (nuova) partita di Domenico De Siano e Annalisa Iaccarino»

di Graziano Petrucci

L’esclusione del Senatore Domenico De Siano dalla competizione elettorale del prossimo 25 settembre, e le sue telefonate a Berlusconi cui non seguono risposte a causa di un probabile “cordone di sicurezza” intorno al Cavaliere, fa riflettere su un dato importante. Quanto vale, in termini di rappresentanza e rappresentatività, anche dal punto di vista economico oltre che politico, il territorio dell’isola d’Ischia per la politica nazionale? Se ha un valore, in parte riconosciuto, e questo finora è “passato” per le persone, sia di Centrodestra sia di Centrosinistra, che nel bene o nel male sono venute ed hanno riprodotto l’isola d’Ischia, Capri e Procida insieme alla circoscrizione di Napoli nelle Istituzioni, l’estromissione di De Siano che cosa significa? Il discorso è abbastanza ampio e complesso per poterlo affrontare in uno spazio ristretto, tuttavia si possono sostenere alcuni punti per impostare un ragionamento o, comunque, un diverso punto di vista. Innanzitutto, va chiarito che cosa s’intende quando si parla di rappresentanza e di rappresentatività. La rappresentanza è un concetto giuridico. Si tratta di un attributo convenzionalmente legato agli organi che si formano attraverso il meccanismo delle elezioni. Una finzione, insomma, necessaria al funzionamento di una democrazia di grandi dimensioni che implica una sorta di obbligo per i rappresentanti i quali “devono” rappresentare i propri elettori. La rappresentatività, invece, è un concetto politologico e dipende dalla “capacità” dei rappresentanti di tradurre le richieste dei cittadini ovvero di rendere “presente” la volontà di chi ha scelto quel rappresentante. Siamo sul piano dell’effettività ossia dell’essere (presenti), e come affermava il costituzionalista Temistocle Martines, la rappresentanza senza la rappresentatività è priva di effettività e rischia di trasformarsi in un guscio vuoto. Continuando, spostandoci di piano, se Domenico De Siano si fosse fidato del “suo” partito con il beneficio del dubbio, molto probabilmente avrebbe potuto accettare di passare il testimone di Coordinatore Regionale dopo la formazione delle liste e, dunque, in seguito alla data del voto. Il fatto che abbia acconsentito a fare un passo di lato prima del 25 settembre per lasciare spazio a Fulvio Martusciello, nuovo Coordinatore di Forza Italia per la Campania, potrebbe indicare forse che le frizioni all’interno tra le correnti erano ormai divenute insostenibili nel qual caso la promessa candidatura – non mantenuta – come capolista “blindato” sarebbe stata la giusta buona uscita e il riconoscimento di una militanza di lungo corso. Al netto di ciò che ha realizzato il Senatore De Siano in questi anni per le isole, e più ampiamente per la circoscrizione in cui è stato eletto, il discorso è prettamente politico e deve collegarsi ai nuovi equilibri creati anche dalla marginalizzazione – voluta o autonoma – della figura di Silvio Berlusconi all’interno di Forza Italia. Un elemento su cui il Senatore isolano probabilmente ha già avviato una riflessione dichiarando che non è troppo lontano dall’ipotesi di lasciare quello che finora è stato il suo partito, nel frattempo divenuto – come ha ribadito – una “specie di succursale della Lega”. Un altro dato che si può inserire nel ragionamento riguarda la “familiarità” con il territorio, in particolare sulle isole, che De Siano ha (non) costruito e (non) creato in questi anni di militanza. L’impressione che accomuna molti ha sempre percorso la via che non basta “venire da Ischia” per avere il supporto degli elettori isolani, e perciò la costruzione di una roccaforte o comunque la creazione di un centro nevralgico di relazioni politiche, economiche e produttive, sull’isola nell’impegno di De Siano ha sempre avuto un ruolo marginale. Basti pensare a come Forza Italia, in modo graduale, è scomparsa dai Consigli Comunali dei Comuni oppure all’inevitabile sfilacciamento tra questo partito e il territorio a causa dell’assenza di un “seguito” di militanti, uomini e donne, – mettendo da parte le adesioni iniziali di Davide Conte e Mariagrazia Di Scala – in grado di diventare lo zoccolo duro della rappresentanza. La poca presenza o, per alcuni, l’invisibilità del già Coordinatore di Forza Italia nello spazio che ha (non) disegnato per decenni ha generato il mostro della confusione, almeno in questa parte di Centrodestra isolano, dando modo ad altri partiti e persone di giocare a volte fuori casa per venire ad attingere linfa (cioè voti) dall’isola d’Ischia. Lo stesso discorso si potrebbe fare riguardo all’assenza del Pd sull’isola. Una falla che sarà quasi contenuta dall’azione di Giosi Ferrandino. Il quale, negli anni, al contrario di De Siano, ha saputo tessere insieme un gruppo di persone e divenire al tempo stesso punto di riferimento – seppur a bassa intensità – per quanti gli hanno riconosciuto un’incisiva capacità d’intervento nell’ambito del possibile, sebbene spesso in forma nascosta rispetto alle dinamiche di un livello locale certamente da migliorare. Una mancata aderenza all’isola, l’assenza dell’elemento della “familiarità” da parte di De Siano, quest’ultimo l’ha pagato in modo salato. Per intenderci, fermo restando le dinamiche dei partiti, le correnti e le distanze formalizzate in gradi e livelli (dal locale passando per quello regionale fino ad arrivare alla politica nazionale) se fosse stato supportato da dieci o venti mila preferenze – solo dall’isola – o da un’ampia schiera di sostenitori, una qualsiasi nuova corrente ne avrebbe dovuto tenere conto per forza. Queste considerazioni sintetiche dovrebbero indurre alla riflessione, anche il quasi già Senatore di Forza Italia De Siano, che a questo punto ha davanti a sé un nuovo scenario politico in cui poter esprimere una rinnovata posizione magari all’interno di una nuova compagine o alleanza. Il ragionamento però si collega, non per via diretta, alla candidatura di Annalisa Iaccarino che è stata presentata nell’accordo di “Noi Moderati” composta da “Italia al Centro” di Toti, “Noi con l’Italia” di Maurizio Lupi e “Coraggio Italia, Unione di Centro” di Brugnaro. Dal terremoto del 2017 molti hanno notato il suo “essere” presente sul territorio dell’isola, spesso facendosi portavoce d’interessi e istanze in particolare delle persone colpite dal terremoto. Il discorso non riguarda l’essere stata scelta come capolista nelle liste per il Senato in Campania 2 – che comprende i territori di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno – e tra i primi quattro in Campania 1, ma va commentato nella misura dell’effettività, vale a dire della capacità di mettere insieme rappresentanza e rappresentatività in uno spazio in cui, purtroppo, a oggi, non sono presenti persone di Ischia cui delegare gli interessi isolani. Il punto, all’opposto, riguarda la previsione di astensione – che secondo alcuni sondaggi ruota intorno al 28% – alle politiche del 25 settembre. Considerando poi il taglio dei parlamentari, la partita si fa ancora più dura per l’interesse isolano, aumentando il rischio, già attuale per a verità, di perdere quasi ogni collegamento “diretto” con la politica nazionale. Con il risultato della retrocessione di Ischia a semplice “campo di raccolta voti” dal quale, senza un rinnovato slancio politico, sarà difficile venir fuori.

Pagina Fb Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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Brigida

Dato che sono anni che chiedo una lista delle cose fatto dal Senatore e nessuno mi risponde… forse Lei lo sa? Come tutti gli altri rappresentanti isolani che – a parte Maria Grazia Di Scala che almeno ci ha provato!!! – non ci sono risultati che si possano menzionare a loro favore.
Quindi, o ci sono o non ci sono candidati isolani, poi noi non cambia nulla. Mettere poi una persona indagata è il colmo ma da anni “se non lo sono non li vogliamo”, vero!?

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