LE OPINIONI

LA RIFLESSIONE Il sindaco Ambrosino e il rischio degli uni contro gli altri

“Gli untori. Prima erano i procidani che venivano dal Nord. Poi i marittimi che sbarcavano dall’estero. Quindi le famiglie che erano state fuori in vacanza. Ma no! Il problema sono le disinfezioni delle scuole, gli avvocati che sono stati in Tribunale, gli ischitani che frequentano le nostre classi, le maestre procidane che insegnano a Ischia. I lombardi nei nostri taxi e i cinesi nei loro negozi. Oggi invece il problema sono gli asiatici che girano per le nostre strade. Come superi un ostacolo, c’è già chi è concentrato su quello successivo. Poteva mai bastare la chiusura della scuola a placare gli animi? No, siamo già oltre… Di questo passo, la comunità non la distrugge il virus, ma il sospetto degli uni contro gli altri”. E’ questa l’amara considerazione postata sui suoi canali social dal sindaco di Procida, Dino Ambrosino, in un momento in cui per ovvi motivi la psicosi coronavirus sta decisamente prendendo il sopravvento.

“C’è chi con la cultura della paura ci sta facendo la campagna elettorale, e chiaramente non la finirà mai di alimentare sospetti. Ma mi rivolgo a tutti gli altri. Ci basta ricordare che da 10 giorni non stiamo seguendo altro? O che ci siamo fatti una cultura medica da poter lavorare in pronto soccorso, che conosciamo tutti i protocolli, che i vigili urbani hanno disposizioni di controllare gli sbarchi ? Che negli aeroporti si verificano i documenti e le provenienze? No, non basta. Perché se non c’è un minimo di fiducia nelle Istituzioni del Paese, in chi sta impegnando le proprie energie per la gestione della crisi, se non c’è un po’ di affidamento degli uni verso gli altri, nessuna risposta che daremo sarà mai sufficiente”.

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