CRONACA

L’area flegrea, il bradisismo e la terra che si solleva

L’area flegrea è soggetta a lenta deformazione del suolo detta “bradisismo” (letteralmente movimento lento del suolo) che avviene con modalità diverse nel tempo, portando sia al sollevamento ed abbassamento dell’area interessata. Esso è legato al vulcanismo consistente in un periodico abbassamento (bradisismo positivo) o innalzamento (bradisismo negativo) del livello del suolo, relativamente lento sulla scala dei tempi umani (normalmente è nell’ordine di 1 cm per anno), ma molto veloce rispetto ai tempi geologici. Non è avvertibile in sé stesso, ma riconoscibile visivamente lungo la riva del mare, mostrando la progressiva emersione o sommersione di edifici, coste, territori.
“Il bradisismo dei Campi Flegrei – spiega Bianco – ci ricorda che è in corso una crisi, i cittadini lo avvertono dalla sismicità, ma il sollevamento della terra e il sisma sono connessi: a mano a mano che la crosta terrestre si solleva e si deforma, tende a rompersi portando al terremoto. A partire da novembre, abbiamo osservato un incremento in velocità di sollevamento un raddoppio passato da 7 millimetri al mese a 15 millimetri al mese nella zona dei Campi Flegrei. L’incremento resta su valori bassi, non certo pari a un centimetro al giorno, ma se c’è un incremento della velocità è ragionevole pensare che poi l’attività sismica si incrementi. Lo osserviamo nel numero di eventi, anche se per fortuna ancora su magnitudo non elevata, il maggiore è stato di 2,7 gradi quindi siamo ancora su bassa energia, ma l’epicentro è superficiale e quindi più avvertiti dai cittadini con il raddoppio del sollevamento passato a un centimetro e mezzo al mese, il Rione Terra si è quindi alzato di tre centimetri: «ma se ci allontaniamo da quella zona – prosegue Bianco – il sollevamento diventa molto inferiore. Negli ultimi giorni sembra che il sollevamento stia diminuendo. Il trend ci sembra in calo e pare che nelle prossime settimane possano calare i 15 millimetri al mese, ma vedremo. Ricordiamoci che le scosse superficiali ai Campi Flegrei sono dovute dall’apporto del sistema idrotermale alla dinamica della rottura. Il sistema idrotermale, non il magma, che c’è sottoterra ha temperatura e pressione che facilitano infatti la fratturazione della parte superficiale della crosta e causa scosse”.

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