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L’Arpac conferma: «I divieti di balneazione forse collegati alle piogge» 

In programma nuovi prelievi e nuove analisi per la prossima settimana: il sospetto è che le acque piovane possano aver attivato i cosiddetti “tubi di troppo pieno” con scarichi in mare di acque fognarie

Sono gli stessi tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Campania ad ipotizzare che cosa sia potuto succedere per rendere le acque del mare di Lacco Ameno e Forio ‘Non balneabili’. “I divieti temporanei possono essere, come prima ipotesi, correlati alle piogge che hanno caratterizzato i primi giorni di settembre mettendo in risalto, ancora una volta, la criticità infrastrutturale costituita dalla rete fognaria di tipo misto”, spiega l’Arcpac.

E continuando: “Infatti, nei sistemi misti, sono convogliate le acque piovane con quelle fognarie. Questo porta all’attivazione dei cosiddetti “tubi di troppo pieno”, ovvero degli sfoghi che scaricano direttamente in mare le acque in eccesso presenti nelle tubature o nei collettori dove normalmente scorrono le acque di fogna e che vengono inondati dalle acque di pioggia nel momento in cui si verifica un temporale”. Nei prossimi giorni, in ogni caso, per confermare o smentire i campionamenti e le successive analisi effettuate lunedì scorso 2 settembre, ci saranno dei nuovi controlli. Fino al 30 settembre l’agenzia regionale ha già stabilito il programma dei campionamenti che saranno effettuati nelle acque del mare della Campania, compresa dell’isola di Ischia. Durante la prima settimana di questo mese sono stati prelevati, con i mezzi nautici di proprietà dell’Agenzia regionale, 220 campioni. In totale sono 2354 i prelievi eseguiti dall’inizio della stagione balneare. Rispetto ai mesi precedenti sono aumentati gli esiti sfavorevoli delle analisi microbiologiche sugli indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali). In questi primi giorni di settembre i divieti temporanei hanno interessato un totale di 15 acque di balneazione, quasi tutte in provincia di Napoli.

I superamenti dei limiti di legge hanno riguardato l’isola di Ischia in alcune aree dei comuni di  Lacco Ameno (acque di balneazione denominate “Santa Restituta” e “Fundera”), Forio (“Chiaia” e “Citara”); inoltre la Penisola sorrentina nei comuni di   Sorrento (“Capo Sorrento”), Massa Lubrense (“San Montano”),  Vico Equense (“Vico Equense”) e Sant’Agnello (“Punta San Francesco”); infine l’area flegrea nei comuni di Bacoli (“Spiaggia Romana-Colonia Vescovile”) e Pozzuoli (“Lido di Licola”, “Stabilimento Balneare”, “Stazione Marina di Licola”, “Effluente nord Depuratore di Cuma” e “Collettore di Cuma” sia nel punto routinario che in quello di studio). Ma i controlli dell’agenzia regionale dopo la scoperta di valori negativi per le acque di Forio e Lacco Ameno, non si fermano. “Allo scopo di individuare le possibili cause di inquinamento sono in corso degli approfondimenti con le Amministrazioni comunali competenti. In queste acque di balneazione sono stati già effettuati alcuni prelievi aggiuntivi e altri sono stati programmati”, confermano i tecnici dell’Arpac. E chiariscono: “Per quel che concerne l’isola di Ischia, il comune di Vico Equense e quello di Sapri, i divieti temporanei possono essere, come prima ipotesi, correlati alle piogge che hanno caratterizzato i primi giorni di settembre”.  

Getta acqua sul fuoco anche il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale che si dice “ottimista”. “Da uomo di mare – ha detto – sono convinto che questo episodio si sia verificato in seguito alle piogge. Nel contempo sono anche sicuro che il maestrale ci ha messo il suo. Ovviamente da sindaco metto da parte le mie convinzioni e mi attengo a ciò che mi dicono i tecnici. Aspetto, quindi, le controanalisi”. Saranno proprio le controanalisi a confermare o smentire i dati riscontrati lunedì scorso quando nelle acque che cingono le spiagge di Citara, Chiaia, Santa Restituta e di Fundera è stata riscontrata una carica batterica superiore ai limiti consentiti. In particolare dalle analisi è emerso che la presenza di batteri di Escherichia Coli nello specchio d’acqua di Citara pari a 831 MPN (Most Probable Number -Numero Più Probabile) /100ml rispetto al valore limite di 500 (il 5 agosto risultava pari a 10). Dati negativi registrati anche alla Chiaia dove oltre ad un eccesso di Escherichia Coli (2005 rispetto al limite di 500), anche il valore degli Enterococchi intestinali è molto alto in confronto al limite (504MPN/100ml rispetto a 200). Lo stop alla balneazione non ha colpito solo Forio. A finire nel mirino dei tecnici dell’Arpac anche le acque di Lacco Ameno. Ed in particolare nello specchio d’acqua di Santa Restituta (da Punta di Montevico a Porto di Lacco Ameno) è di 1445 il valore di Escherichia Coli. Nel tratto marino di Fundera (dal Fungo all’Eliporto) Escherichia Coli pari a 2005 sul limite di 500, mentre gli Enterococchi intestinali risultano pari a 945 rispetto a 200. Sono batteri che testimoniano la presenza di scarichi di acque nere. “Non creiamo allarmismi”, sottolinea Giacomo Pascale. “Durante questa stagione, così come per quella precedente, – chiarisce il sindaco di Lacco Ameno – le acque del mare dell’isola sono state eccellenti. Ed anche l’Arpac ce lo ha confermato. Lo scorso anno, sempre nei primi giorni di settembre, è successo un episodio simile. Aspettiamo, quindi, le controanalisi”.  

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Un commento

  1. Se piove non va bene, se non piove lo stesso non va bene.
    L’importante ( come dice Modugno) che non piove sul nostro amor. 🙂 🙂 🙂

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