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LE STORIE DI SANDRA Gabriele Sogliuzzo

DI SANDRA MALATESTA

I nostri artigiani sono stati bravi e fantasiosi e, soprattutto hanno fatto sacrifici per giungere ad avere una propria attività. Come si usa dire “Non hanno avuto niente da nessuno”. Il nostro Gabriele Sogliuzzo a cui oggi dedico il mio resoconto, non ha avuto un’ infanzia bella e dolce, avendo perso la sua mamma quando aveva appena 2 anni. Per fortuna aveva una sorella maggiore già grandicelladi 18 anni di nome Angela, che lo aiutò a crescere. Gabriele era nato il 2 agosto del 1923, da Natalina Corsi e Gaetano Sogliuzzo in un periodo storico non facile essendo finita la prima guerra mondiale da appena 5 anni. Il lavoro a Ischia era poco e molti giovani emigravano. Anche Gabriele, ad appena 18 anni, decise di emigrare in Germania dove lavorava suo padre per imparare il suo mestiere, quello di “ciabattino” come si chiamavano allora i calzolai. Finita la seconda guerra mondiale, Gabriele decise di tornare a Ischia avendo incontrato l’amore in Angela Esposito che era di Ceppaloni, un paesino vicino Benevento. Erano tanto innamorati e dal loro matrimonio nacquero tre figli, Natalina, Gaetano e Maria Rosaria, tre ragazzi amati e felici perché sia Gabriele che la moglie erano dolci con loro.

Quando un bambino cresce senza mamma come successe a Gabriele, da grande avrà tanta voglia di non far mancare presenza e amore ai propri figli. Fu quindi un padre amorevole e io ne so qualcosa, avendo avuta come cara amica la dolce Natalina Sogliuzzo, dal viso bello e dal sorriso timido e delicato. Io e Natalina ci siamo volute tanto bene, e da poco quando l’ho chiamata, sentendo la sua voce, ho provato una forte emozione. Siamo state amiche che si aiutavano e si coprivano sempre e soprattutto a scuola. Devo dirlo e ridirlo, io dalle mie dolci amiche ho imparato la calma e la voglia di essere contenta con poco, ma, soprattutto di ridere spesso. Gabriele era bravo nel suo lavoro e faceva sandali originali. In estate aveva clienti da tutte le parti d’Italia. Purtroppo quello che chiamiamo un brutto male, lo portò via ad appena 68 anni.

Quell’inizio della nostra salita di San Pietro era piena di botteghe, di forni, di macellerie. Eravamo fortunati ad avere quegli artigiani dolci e preparati. A scuola anni fa mi capitò un’alunna Sogliuzzo Angela, e guardandola capii che era la figlia di Gaetano. Era dolce e cara come Natalina e tutta la famiglia e oggi so che è mamma di una bimba. Gaetano e Maria Rosaria erano dell’età di Patrizia e di Marina e quindi noi tre con loro tre proprio come amici fraterni.Gabriele Sogliuzzo dal viso tondo e sorridente è stato non solo un bravo artigiano, ma soprattutto una brava e onestà persona e oggi avrebbe 8 nipoti e 10 pronipoti e sono sicura che passerebbe tutto il suo tempo con loro

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