CULTURA & SOCIETA'

LE STORIE DI SANDRA Il canalone e quei ricordi

DI SANDRA MALATESTA

Vi ricordate il ponte sul quale passavamo quando si allagavano i canaloni? Un’amica mi ha mandato questa foto e ho provato tanta emozione. Il fatto è che una volta tornati da scuola spesso giocavamo lì sopra. I grandi volevano passare e noi bambini, scocciati, ci facevamo da parte. Il guaio era che per arrivare al ponte da dove stavamo noi ci voleva uno grande che ci prendeva in braccio oppure avere stivaloni alti fino al ginocchio ma quelli li tenevano i pescatori. Allora ricordo bene che la mattina quando il mare arrivava a Via Roma, molti grandi o pescatori che avevano gli stivaloni facevano avanti e indietro con noi bambini in braccio. Io mi sentivo al sicuro tra quelle braccia e anche alta alta. Appena mi metteva a terra correvo sul ponte. Da bambina capivo e non capivo l’utilità di quel ponte mi piaceva quasi come se fosse un gioco o una specie di giostra. Quando l’acqua del canalone si ritirava il ponte veniva messo sotto al marciapiede in senso verticale e noi ancora più felici perché lo sentivamo più nostro senza i grandi che ci scocciava. Ricordo che un giorno giocammo a pallone lasciandolo da una parte all’altra e prendendolo senza farlo cadere.

Successe che passò un signore e non ricordo chi era, che fu colpito dal pallone sulla giacca. Fu cattivo. Prese il pallone e lo lanciò con una grande forza esagerata e mi colpì in pieno viso. Cominciai a piangere e subito mio zio Gigino usci dal negozio e mi fece andare dentro da lui a bere. Ma noi eravamo terribili e dispettosi e, se ricordo bene, Gaetano Impagliazzo corse dietro a quel signore gli diede un calcio e scappò via.Io fui contenta ma oggi direi che non si doveva reagire alla violenza con violenza. Ma eravamo bambini e Gaetano mi vide piangere di dolore e volle difendermi.Certo che quel signore non diede un bell’esempio e lo ricordo con quella rabbia a lanciarmi forte il pallone. Mi chiedo spesso chi fosse e so che sicuramente non era uno felice perché uno felice non fa male ai bambini. Avrebbe potuto sgridarmi e io avrei chiesto scusa. Insomma vedendo la foto tutto è ricomparso avanti ai miei occhi..ciao amici miei buonanotte e una preghiera per Peppe e Maria che tante volte sono passati su quel ponte.

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