CULTURA & SOCIETA'

LE STORIE DI SANDRA Quel fascino intatto del mese di gennaio

Questa riflessione la dedico a Gennaio il mese in cui il vento da terra asciugava subito i panni, il pantano si riempiva spesso e le nostre nonne parlavano con le amiche senza uscire di casa ma da un balcone all’altro. Nessuna nonna viveva sola e veniva accudita come una regina. Le mamme in cucina pulivano verdure per fare spesso minestroni o brodi se riuscivano ad avere un osso dal macellaio. Da ogni balcone un profumo e i focolari erano sempre accesi. Poi verso la metà di gennaio si cominciava la raccolta delle cose da bruciare per il falò di Sant’Antuono del 17. Via Francesco Buonocore riusciva a farlo sempre più grande perché Silcc (la nonna di Ilaria Mosè e di altri nipoti) era vivace e svelta e poi si aiutavano molto anche con Elena la nonna di Lello Maisto con la mamma di Mimma Russano con quella di Titti Furia con i Tortora i De Simone insomma erano tanti. Anche Culetta conservava molte cassette di legno vecchio. Dalla parte nostra Mariuccella con Peppina, Memena, mia mamma e le mie zie, Elisa e tanti altri bambini e bambine collaboravano.

Ogni giorno la catasta cresceva e l’attesa rendeva viva l’atmosfera. Tutti intorno a quelle enormi cataste con le facce rosse rosse e a correre da un lato all’altro per guardare i falò. Era una festa eppure se ci penso era solo un grande falò e mi dico che in fondo l’uomo è felice con poco, ma se scopre il troppo diventa avido. Verso la fine del falò quando era rimasta cenere calda e viva noi bambini buttavano dentro tante nocciole per farle arrostite e aspettavamo che uno dei pescatori con una specie di rastrello tirava via le nocciole e noi a lanciarci come chissà che stavamo per avere. Ma era divertente andare sul muretto dello spiazzale e ognuno con la sua pietra spaccare le nocciole e mangiarle calde calde. Il mese di Gennaio era bello anche perché poi si chiudeva con la festa di San Ciro giorno 31 e già giorni prima le mamme ci portavano dalle sarte per farci cucire dei bei vestitini nuovi perché si doveva fare bella figura. Ma fino a 10 anni io ho messo l’abito della prima comunione per seguire insieme alle amiche la processione. E quella sera del 31 la zona di San Ciro era piena piena di bancarelle di torrone, noccioline, castagne del prete, giocattoli e..le temute palle di Za Za che si lanciavano tenendo un elastico nel dito medio, mettendo in mano quella terribile cosa è poi lasciandola con violenza per colpire.

Faceva veramente male e ogni tanto si vedevano gruppi di ragazzi scappare inseguiti da chi voleva colpirli. Insomma io che amo Ischia posso dire che ogni mese per noi bambini era bello e particolare…Ischia è un paradiso che però adesso ha bisogno di essere un poco rinforzato in tutto il suo bellissimo territorio.

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