CULTURA & SOCIETA'

Musica: tanti applausi per l’Ischia gospel explosion

Sabato scorso nella Chiesa dello Spirito Santo il concerto dei due cori gospel, Ischia e Modica, diretti dal Maestro Pitino

Un bello spettacolo davvero quello che ha visto protagonisti sabato sera scorso l’ Ischia Gospel Choir (fondato nel 2016) e il Modica Gospel Choir (fondato nel 2018) che, diretti dal direttore nazionale Aurelio Pitino (Torino) e accompagnati al piano dal M° Giorgio Rizza (Modica, RG), si sono esibiti nella Chiesa Collegata dello Spirito Santo, in occasione dei festeggiamenti del Patrono San Giovan Giuseppe della Croce dando vita alla 1ª Edizione del Festival Nazionale di Musica Gospel «Ischia Gospel Explosion!». Chiesa gremita di fedeli e curiosi che hanno voluto trascorrere un paio d’ore all’insegna della Gioia, dei Valori, della Fede, dell’Amore, ma soprattutto della Musica! E’ stato il maestro Pitino a spiegare la genesi di questo coro, la sua prima volta a Ischia nel 2016, convocato da Luigi Trani per un laboratorio di canto, «il gruppo – ha raccontato Pitino – era entusiasta e pensammo che sarebbe stato bello fare un coro. Provvidenziale, lo scorso anno, l’incontro con Don Carlo Candido,  che ci ha ospitati nella Chiesa dell’Addolorata dove, ogni mercoledì, ci siamo dedicati alle prove. Il nostro scopo è quello di andare a portare il Vangelo ovunque e noi lo facciamo con il canto. Questo genere piace molto ai giovani e trasmettere il messaggio di Dio con questa musica è importante». Così è iniziato il concerto con alcune delle canzoni gospel più conosciute al mondo applauditissime dal pubblico presente. «All’inizio – racconta Marianna in rappresentanza del coro ischitano – ne eravamo in 17, poi abbiamo subito un piccolo calo, ma quando lo spirito santo ci mette nel cuore un desiderio, è difficile spegnerlo e quindi abbiamo continuato nonostante tutto. Nell’ oscurità di questo inverno ci siamo detti di svegliarci dal torpore spirituale. Vogliamo che l’ isola si alzi e noi vogliamo alzarci in piedi per cantare le lodi di Dio». Il concerto non poteva che terminare con il famosissimo “Oh happy day” e con un invito a tutti quelli che vogliano cimentarsi in questo genere musicale davvero particolare

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