ELEZIONI 2023POLITICAPRIMO PIANO

Nostalgia elettorale

Liste che si presentano a sette giorni dal voto (Casamicciola) o classico appuntamento che addirittura salta (Forio). E le piazze scompaiono ancor più di quanto accaduto in passato. Così la marcia di avvicinamento alle urne è da andamento lento. E tra social, liste broadcast ed happening vari, solo il porta a porta dei candidati resiste al “nuovo che avanza”

Entra nel vivo la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Casamicciola e Forio. Considerato che ad oggi mancherà una settimana alla chiusura delle ostilità, già l’attacco di questo pezzo sembra davvero surreale. Perché, di fatto, la battaglia si concluderà senza avere nemmeno celebrato il suo inizio. La marcia di avvicinamento all’appuntamento con le urne nel Comune termale ed in quello del Torrione ha confermato il trend degli ultimi anni, riuscendo nell’impresa di andare addirittura oltre. Ci sono due esempi lampanti, che la dicono davvero lunga. Guardiamo i due principali competitor casamicciolesi: Giosi Ferrandino presenterà soltanto oggi pomeriggio la sua lista “Casamicciola al Centro”, Peppe Silvitelli farà lo stesso domani mattina. Insomma tutto questo nell’imminenza del voto, roba che una quindicina di anni fa sarebbe sembrata pura follia. E a Forio le cose non vanno meglio, anzi: se nel 2018 sia Francesco Del Deo che Stani Verde decisero di riempire il Cinema delle Vittorie per aprire le danze (e per giunta con debito anticipo) stavolta sembra proprio che la presentazione ufficiale non ci sarà né per Pasquale Capuano (che rimpiazza il “Papa”, che ha esaurito il suo secondo mandato e non è più ricandidabile) né tantomeno per lo stesso Verde che tenta nuovamente la scalata alla poltrona più ambita del palazzo municipale di via Genovino. Stani, in realtà, era orientato ad utilizzare nuovamente il Cinema foriano per un incontro con gli elettori (domenica mattina alle 11) ma poi l’appuntamento inizialmente annunciato è stato annullato.

E’ il segno dei tempi che cambiano, sicuramente anche delle nuove tecnologie che azzerano le distanze e facilitano le “comunicazioni” con il potenziale elettorato, ma anche del fatto che lo scollamento tra cittadini e politica è sempre più palbabile, anche a livello locale. Insomma, anche chi una volta prendeva parte in maniera sentita e partecipata a qualche appuntamento elettorale, se oggi deve farlo lo fa per non fare un torto all’amico o parente candidato ma certo non fa i salti di gioia. E nemmeno i buffet e gli open bar riescono ad avere l’effetto traino di un tempo. In fondo, come dicono molte vecchie volpi della politica, un comizio fatto bene non porta un voto in più ma un comizio fatto male rischia di farti perdere consensi. E allora, si interroga qualcuno, vale la pena rischiare? Nel mezzo, poi, ci sono la croce e delizia del nuovo millennio, ossia i sempre più gettonati social network. Che per i candidati sono diventati lo strumento prediletto per veicolare messaggi, iniziative, appelli, filmati e chi più ne ha più ne metta. L’importante è esserci, costi quel che costi, e fa niente se ogni tanto ci si fa prendere dall’euforia e si spara qualche cazzata. Poi c’è la caccia ai “like”: devi per forza averne almeno uno in più del tuo rivale e fa niente se a cliccare l’agognato “mi piace” sia qualche profilo fake, qualche cittadino indiano o pakistano o soggetti che vivono e risiedono a Bolzano, Pordenone o Canicattì. Tutto fa brodo, peccato che poi quando ci si reca nelle urne e soprattutto quando arriva il risultato finale ci si rende conto che parliamo di un qualcosa di effimero. Insomma, se la matematica di prassi non è un’opinione, quando ci sono di mezzo le elezioni lo diventa. Un like non significa un voto, chiedetelo a chi in un passato più e meno recente lo ha provato sulla sua pelle, rimanendo scottato.

Per il resto, cosa aspettarci dall’ultima settimana? Certamente, visto l’andazzo, non i fuochi d’artificio. A Casamicciola, visto che c’è stata una presentazione, tutto lascia supporre che Ferrandino e Silvitelli opteranno pure per una chiusura. A Forio, rischiamo di non vedere neppure quella. E a proposito dei comizi che citavamo poco fa, la domanda è la seguente: ci saranno oppure no? La speranza è che alla fine un pizzico di nostalgia possa avvolgere i competitor, in modo tale che gli stessi ci regalino un po’ di profumo di sana campagna elettorale old style. Il resto sono eventi consolidati e qualche novità: gli incontri con i cittadini più o meno informali, le immancabili parate dei politici regionali e nazionali a sostegno di questo e quel candidato (che non fanno mai male) più ad esempio la novità dei flash mob nelle strade e nelle piazze, inaugurate con successo dal candidato sindaco foriano Stani Verde. Resistono anche i santini ed i facsimile, anche se il nuovo che avanza li rende molto più pratici nella versione digitale, da sparare anche nelle maledette liste broadcast di whatsapp, di quelle che se non usate con parsimonia causano pure gli improperi di chi magari riceve messaggi pure alle due di notte. E poi ci sono gli amanti della tradizione, quelli che cercano ancora il voto girando casa per casa, porta a porta. Mettendoci la faccia e magari, quando serve, beccandosi pure qualche critica e la lamentela del cittadino. Il progresso ha le sue regole, ma forse per essere vincenti in una elezione (specie amministrativa) questa rimane la ricetta migliore.

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