CRONACA

Nuovi piani speditivi, “riapre” Piazza Bagni

Riviste interdizioni e limitazioni dopo la verbalizzazione degli esiti dei sopralluoghi e delle attività dei centri di competenza. Le novità presentate ieri pomeriggio al Monfalcone dal commissario Legnini che ha incontrato comitati e cittadini

Tutto pronto per la ridefinizione delle zone di interdizione  a Casamicciola nel post 26 novembre. Obiettivo, centrato, è stato rivedere le aree a rischio e tirare fuori da queste il versante sud della Zona Bagni, la foce di ogni canale o alveo,la cui articolata composizione, caratterizza il Monte Epomeo. È qui, a Piazza Bagni, a valle di Casamicciola Terme, il paese più colpito che, in queste settimane, il lavoro di tecnici, esperti e centri di competenza , si è concentrato per poter portare fuori dalla zona di massimo rischio il sito. Ciò in vista della stagione estiva e della necessità di rispondere alle tante istanze, civili, politiche ed istituzionali in tal senso. Il Commissario Giovanni Legnini ha, infatti, illustrato le modifiche al piano speditivo di protezione civile e, a seguire, per esaminare la situazione di Piazza Bagni definita “l’area più controversa”. Ieri, nel solito incontro di aggiornamento ai rappresentanti dei Comitati dei Cittadini e Associazioni dell’isola di Ischia, ci si è soffermati sul dettaglio dei sopralluoghi conclusi nel sito di preminente interesse commissariale, anche con l’ausilio di elicotteri e droni che hanno sorvolato fino a mercoledì il cratere alluvionale. L’incontro si è tenuto presso la sala del Ristorante Monfalcone in Corso Manzi. Dopo gli studi che hanno portato alla divisone del paese in diverse aree di rischio e soprattutto nella macro area di interdizione “A1”, con il supporto delle Università e dei Centri di ricerca, hanno infatti messo nero su bianco l’esito delle attività sul campo per aggiornare e modificare la zonizzazione approvata a fine 2022.Piazza Bagni risultava, tra mille contraddizoni, a metà tra le area A1 “rosso paura” e le “aree verdi vivete come se nulla fosse”.

Le variazioni sono conseguenti all’attività svolta con il supporto delle varie università e la supervisione dei professori Pasquale Versace, Francesco Maria Guadagno, Domenico Pianese e Silvestri. Venerdì 3 marzo nuovo summit per discutere delle tematiche legate al sisma

Le variazioni ai piani speditivi di protezione civile sono conseguenti, in ogni caso, alla verbalizzazione degli esiti delle verifiche effettuate dai centri di competenza con i supporto delle varie università e la supervisione dei Professor Pasquale Versace, Francesco Maria Guadagno, Domenico Pianese e Silvestri. Le verifiche fondano sulle situazioni in cui versano i centri urbani, gli immobili che ne fanno parte, anche tenendo conto delle attività di riduzione del rischio residuo. Il tentativo degli esperti è stato quello di spiegare e di chiarire cosa sia, davvero, e nel concreto il “rischio residuo”. Un’impresa ardua, quanto demagogica per chiunque. “Rischio residuo” resta per ora un modo di dire. Gran parte degli interventi di revisione e controllo si è concentrato soprattutto sulle attività produttive, gli alberghi e le terme. I sopralluoghi sono stati tesi a stabilirne il grado di inagibilità o di non funzionalità conseguente all’evento calamitoso. Le modifiche possibili e la ridefinizione di alcune zone, ufficialmente, afferiscono proprio all’impatto di mitigazione avuto dagli interventi che hanno avuto e stanno avendo corso nell’area colpita al fine di “mitigare il rischio residuo e poi alla luce di una brochure del territorio sempre più dettagliata”. Gianluca Loffredo dixit.

Il quadro cognitivo di diagnosi con la rielaborazione di informazioni e dati, secondo il vice commissario e coordinatore del gruppo di lavoro ha consentito di rimodulare la classificazione di rischio della zona di Piazza Bagni per “poter consentire alle attività produttive ma anche alle abitazioni di poter ritornare ad una certa normalità”. Sul grado di sicurezza che si potrà raggiungere, con i detriti ancora ammassati a monte (la cosiddetta zona rossa a monte) e che incombono sull’area dei Bagni da “riaprire” non ci sono ancora dati. Il tipo di zona cambia, ma non significa che qui il rischio sarà nullo. Esiste una valutazione di rischio idraulico che non può essere annullato. Piazza Bagni, che di fatto divide la zona alta di Casamicciola da quella sul fronte litoraneo, sarà comparata ad altre zone del paese che hanno visto, comunque, degli effetti, ma non tali da isolarli. Considerazione che invece non vale, ancora, per il resto del territorio. Nel corso dell’incontro di ieri, Legnini ha poi annunciato che venerdì 3 marzo tecnici e comitati si incontreranno per discutere delle problematiche connesse al sisma mentre dopo una settimana esatta ci sarà un nuovo summit per fare il punto sulla situazione legata alla frana.

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