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Pascale & De Siano, una poltrona per due

Manca un anno alle elezioni amministrative nel Comune del Fungo, ma si fanno sempre più pressanti le voci di una candidatura del senatore. Ma una cosa è certa: l’attuale primo cittadino non resterà a guardare. E allora…

Si fanno sempre più insistenti le voci, anche molto accreditate, che vogliono il senatore Domenico De Siano in corsa per tornare a rivestire la fascia tricolore nel suo paese d’origine. Dal palazzo municipale di Piazza Santa Restituta, dove nel 1980 fu eletto consigliere comunale a soli 21 anni, fino agli scranni del Parlamento, passando per innumerevoli cariche istituzionali intermedie, l’imprenditore lacchese sembra determinato a voler essere eletto sindaco per la terza volta, dopo i due mandati consecutivi in cui guidò il paese dal 1997 al 2007. Forse per qualunque “comune mortale” un’ipotesi del genere, quella del “ritorno a Itaca” dopo le avventure vissute lontano dall’isola tra i marosi della politica provinciale, regionale e nazionale, sembrerebbe un controsenso, un capriccio illogico.

C’è chi tira in ballo una presunta “gelosia” del senatore verso la sempre crescente popolarità del “Barone” Giacomo Pascale, capace di arrivare a fare ombra al primo, ma ci sentiamo di respingere questa ipotesi, magari ritenendo più plausibile quella che vuole De Siano costituzionalmente più affezionato al luogo dove, dopo tutto, è radicata la maggior parte delle aziende del suo impero, recentemente estesosi anche alla Costiera Amalfitana. E tornare a occuparsi dell’amministrazione del territorio che rappresenta ancora la “capitale” di tale impero economico, potrebbe essere una delle esigenze alla base della decisione. Ma probabilmente sono pochi quelli che conoscono le reali motivazioni che ci sono dietro quella “voglia matta” di riprendere il controllo diretto di Lacco Ameno. Diretto, perché come tutti sanno, pur dopo aver ceduto la poltrona di sindaco, di fatto il senatore ha mantenuto comunque salde le redini della politica lacchese tramite un avveduto gioco di pesi, contrappesi e alleanze, al punto da farlo considerare il vero deus ex machina del paese del Fungo, a prescindere da chi, volta per volta, veniva eletto come inquilino della Torre dell’Orologio. In effetti in passato si è spesso verificata qualche transizione non proprio pacifica, perché come si ricorderà il mandato di Tuta Irace non finì pacificamente, né tantomeno quello di Carmine Monti. Ma stavolta l’intenzione del ritorno da parte del Senatore implica automaticamente l’uscita di scena dell’attuale primo cittadino, Giacomo Pascale, che di fronte a una candidatura di De Siano sarebbe obbligato ragionevolmente a un passo indietro.

E qui che si arriva allo snodo cruciale della questione. Manca meno di un anno alle elezioni a Lacco Ameno, e se è vero che i giochi quasi sempre si delineano completamente soltanto nelle ultime settimane, se non giorni, è anche vero che a Lacco i pezzi sullo scacchiere non sono poi tantissimi come invece accade in un comune, ad esempio, come quello di Ischia. Il passo indietro del Barone potrebbe essere barattato con l’appoggio del senatore per una candidatura di Pascale alle elezioni regionali, anch’esse fissate al 2020. Qui però la “casella” sarebbe già occupata dall’onorevole Maria Grazia Di Scala, altra esponente di primo piano di Forza Italia, sulla quale convoglierebbero i voti del partito, compresi quelli dei maggiorenti azzurri della Campania. Dunque, l’uscita di scena di Pascale, sempre rimanendo all’interno dello scenario da noi delineato, non sarebbe bilanciata dalla contropartita di un ruolo istituzionale regionale. Contemporaneamente, riesce difficile immaginare una semplice sostituzione del Barone sullo scacchiere, da riporre in panchina sostanzialmente senza ruoli di rilievo. E qui potrebbe delinearsi un altro scenario, molto più impegnativo da immaginare e difficile da verificarsi ma non del tutto impossibile. È noto che Pascale in questo quadriennio ha stabilito una rete di contatti sul territorio e ai vari livelli istituzionali, ma ha saputo anche guadagnarsi la stima di una cerchia di fedelissimi e di vari cittadini. Su tali premesse potrebbe innestarsi una candidatura “autonoma” di Pascale, a prescindere da quella, ventilata da più parti, del Senatore. Assurdo?

Forse, eppure la politica isolana insegna che le “vie elettorali” tracciano spesso sentieri inediti, perfino a Lacco Ameno, dove pure l’era-De Siano dura da oltre vent’anni. Pensiamo ad esempio a uno dei “grandi elettori” storici del paese del Fungo, quell’Aniello Silvio che dopo essere sempre stato uno dei protagonisti delle campagne elettorali lacchesi, nell’ultimo appuntamento con le urne rimase sostanzialmente fermo ai box, senza prendere il “via” alla competizione che poi laureò il Barone a sindaco. Il suo ragguardevole seguito, unito a quello che Pascale ha saputo costruirsi negli ultimi anni, potrebbe quantomeno mutare in modo rilevante gli equilibri, sin qui pressoché statici, del piccolo comune. Da qui a dire che una simile formazione potrebbe prevalere sulla “corazzata” del senatore, ce ne passa, è vero. Ma quando si crea un nuovo “polo”, anche di una certa consistenza, la sua forza di gravità potrebbe essere tale da determinare attrazioni verso altri gruppi d’opposizione al momento “dormienti”. Non va certo dimenticato l’ex sindaco Carmine Monti, attuale leader dell’opposizione consiliare. Ma in un ipotetico scontro De Siano-Pascale anche lui potrebbe trovare una nuova collocazione sullo scacchiere. Fantapolitica? Chissà..

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