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Porto di Lacco Ameno, il Tar decide sulla concessione

Trattazione scritta per la vertenza che oppone la società che gestisce il molo turistico al Comune, che l’estate scorsa revocò il diritto per mancato pagamento del canone annuo

Era in programma ieri l’udienza di merito davanti dal Tar per decidere sul ricorso della Marina di Capitello contro la revoca della concessione del molo turistico di Lacco Ameno. La revoca, come si ricorderà, fu disposta dal Comune durante l’estate scorsa, al culmine di una serie di schermaglie originate dal mancato pagamento del canone annuale di 170mila euro da parte della società amministrata da Giuseppe Perrella. Tuttavia le parti non hanno richiesto la discussione in udienza “da remoto”, e dunque la trattazione del processo sarà esclusivamente in forma scritta, attraverso l’esame della documentazione prodotta dai rispettivi legali di fiducia.

Foto Roberto Savio

In caso di sentenza sul merito della faccenda, essa potrebbe arrivare nel giro di una decina di giorni o anche meno. C’è però una variabile che potrebbe far slittare l’intera trattazione della questione: alcuni giorni fa i legali della società concessionaria del porto di Lacco hanno presentato un’istanza di rinvio al Tar. L’istanza si basa sull’esigenza di visionare l’ulteriore documentazione prodotta dal Comune di Lacco Ameno ai giudici amministrativi. Tale documentazione sarebbe costituita dalla decisione del Tribunale di Napoli il mese scorso, quando il giudice ha revocato il decreto emesso “inaudita altera parte” lo scorso 31 luglio, che a sua volta aveva sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo con cui il Comune chiedeva il versamento del canone annuale della stagione 2019 da parte della società Marina di Capitello Scarl. Una decisione che aveva segnato un punto “pesante” a favore del Comune, visto che le motivazioni della decisione avevano smontato le argomentazioni poste alla base della richiesta di sospensione dell’esecutività del decreto ingiuntivo, di fatto rendendolo nuovamente esecutivo.

Tuttavia il Comune di Lacco Ameno si è opposto alla richiesta di rinvio: secondo l’ente di Piazza Santa Restituta, la società come parte in causa del procedimento in cui è scaturita la decisione del giudice civile che rendeva esecutiva l’ingiunzione, aveva tempo fino al 31 dicembre (venti giorni prima dell’udienza di merito) per studiare tale verdetto e fare le proprie mosse, come ad esempio produrre una memoria di replica. Non si trattava, cioè, di una novità, o di un elemento sconosciuto per la Scarl, che come parte del procedimento non aveva bisogno di notifiche.

Dunque, il Tar potrebbe anche decidere in queste ore, optando per il rinvio della trattazione. Una possibilità che il Comune vorrebbe evitare, in quanto ha il forte interesse verso una sollecita decisione della questione. Se la revoca della concessione fosse riconosciuta legittima sin da ora, l’ente potrebbe immediatamente riprendere in mano direttamente la gestione del molo, che grazie alla sospensiva è rimasto alla Scarl. Al contrario, la società potrebbe invece trarre beneficio, di fatto, da un eventuale rinvio, magari a medio termine, riuscendo quindi a mantenere la gestione della struttura portuale fino alla scadenza naturale prevista (giugno). Ovviamente il Tar potrebbe anche decidere per un rinvio a breve termine. La controversia, nemmeno tanto indirettamente, coinvolge anche il nuovo assetto politico del Comune del Fungo, in quanto l’amministrazione Pascale intende riprendere quanto prima il controllo diretto dell’importante struttura, finora amministrata dalla società ritenuta vicina al senatore De Siano, leader dell’opposizione.

La tensione tra le parti era iniziata al principio dell’estate quando, constatato il mancato pagamento del canone, il Comune aveva sollecitato il concessionario, che lo scorso luglio aveva avviato la procedura di definizione bonaria della controversia. Soluzione respinta dal Comune, che richiese il pagamento integrale dell’intero canone annuale di 170mila euro, facendo poi seguire nuova richiesta tramite Decreto ingiuntivo. L’esecutività di quest’ultimo era stata appunto sospesa dal Tribunale lo scorso 31 luglio. Intanto, il 23 luglio l’amministrazione aveva avviato la procedura preordinata alla revoca dell’affidamento, che si è poi conclusa il 14 agosto con la revoca, disposta con provvedimento del dirigente del settore lavori pubblici, proprio in piena stagione turistica. Successivamente il Tar accolse il ricorso cautelare proposto dalla società, “congelando” la revoca, per poi fissare a gennaio la trattazione di merito della controversia.

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