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Procida capitale della Cultura, che lo “spettacolo” abbia inizio

150 eventi in 330 giorni, 350 artisti coinvolti, 45 paesi del mondo protagonisti. Ieri mattina la presentazione del catalogo presso la Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia. Le parole (e l’entusiasmo) del sindaco Ambrosino, del direttore Riitano e del governatore Vincenzo De Luca

E’ il giorno della festa, o almeno quello in cui la festa ha inizio. Ieri mattina a Palazzo Santa Lucia a Napoli, presso la Sala De Sanctis, è stato presentato il catalogo di Procida capitale della Cultura 2022. Si parte il 22 gennaio con un programma che di fatto si snoderà in dodici mesi (e che vi riportiamo nel dettaglio in altra parte del giornale). I numeri però dicono e spiegano tutto: 150 eventi in 330 giorni, 350 artisti coinvolti, 45 paesi del mondo coinvolti. E poi: 44 progetti culturali di cui 34 originali, coinvolgimento di 2000 cittadini, rigenerazione di 7 luoghi simbolo dell’isola. Il sindaco Dino Ambrosino prende la parola e fa immediatamente una precisazione: «Essere capitale della Cultura non è soltanto un successo di Procida. Devo ricordare una volta di più che ad esempio con Ischia e Campi Flegrei, ma anche in collaborazione e sinergia con tanti piccoli Comuni abbiamo creato una rete istituzionale che ha vinto con un progetto partecipato. E’ stato poi assolutamente determinante il ruolo che in questo percorso ha avuto la Regione Campania, che ci è stata vicino credendo nel progetto senza esitazioni, e sin da subito. Un progetto incoraggiato dal ministro Dario Franceschini che ha l’effetto anche di dare valore agli piccoli comuni italiani. Grande attenzione anche per i trasporti, sanità, sicurezza (con video sorveglianza) infrastrutture a partire da ingenti investimenti regionali su Palazzo d’Avalos. Insomma, il risultato portato a casa va ben oltre il titolo di capitale della cultura, mi sembra abbastanza ovvio».

Agostino Riitano
Agostino Riitano

Dal canto suo Agostino Riitano, direttore di Procida capitale si sofferma sul tena trainante costituito da quel brand “La cultura non isola” e ai presenti in sala spiega: «La cultura è fatta di legami e relazioni: per Procida, piccola isola del golfo di Napoli, vincere questa sfida ha un po’ ricordato la storia di Davide contro Golia. Il segreto? Abbiamo lavorato a un nuovo modo di intendere la politica culturale, guardandola a possibile modello di sviluppo di un territorio. E poi abbiamo deciso di perseguire una strada che si è rivelata e continuerà a rivelarsi vincente, quella del coinvolgimento diretto dei cittadini. Che non subiscono un progetto o non lo guardano da semplici spettatori, ma ne sono parte integrante». Poi il direttore scende nei dettagli: «L’inaugurazione avrà un grande impatto visivo: sei spettacoli per otto ore di pièce in diretta streaming. Poi SprigionArti, prima collezione site specific in un ex carcere; Biennale dei giovani artisti, mostra sui Greci, opere in forma di concerto a mare, torna il Vento del cinema di Enrico Ghezzi, grande personale di Mimmo Iodice “Abitare il metafisico”, la creazione di una prima orchestra multietnica, happening of human book, ovvero cittadini come libri che raccontano, curare con il mare “il corpo del mare” con una serie di iniziative, Il suono del tempo ovvero previsioni meteo in forma acustica dalla nostra stazione meteorologica». Insomma, quanto basta per capire che certo non ci sarà da annoiarsi.

foto Massimo Pica

Le conclusioni affidate al governatore De Luca: «Procida è un simbolo per promuovere memoria e futuro. Abbiamo fatto prevalere il valore delle idee addirittura della poesia che Procida sprigiona anche contro altre logiche lobbistiche. Il National Geographic ha segnalato l’isola come una tra le 25 mete da visitare nel 2022, sarebbe stato inimmaginabile solo pochi mesi fa». E poi: “In questo momento è Parma la capitale della cultura e non mi pare ci siano state grandi ricadute, noi dobbiamo fare di più. Un tempo Roma era l’impero essere il suo prestigio si estendeva fino a Baia, Pozzuoli in Campi Flegrei riferimento della classe dirigente della grande capitale. C’è tutto questo dietro Procida. In un tempo aspro di volgarità, oppressione e alienazione l’attesa di poesia che c’è intorno a Procida è altro, parla di accoglienza nel Mediterraneo: valori di gentilezza e poesia. Oltre alla poesia c’è anche prosa ed è quello che ci tocca come Regione. Vorrei organizzare due grandi eventi di prestigio mondiale, un evento musicale all’inizio e uno conclusivo».

Serviranno anche trasporti adeguati vista l’importanza dell’evento e il governatore non si sottrae, anzi sull’argomento è abbastanza chiaro: trasporti innanzitutto: «Con Eav abbiamo previsto un potenziamento dal primo aprile al 30 ottobre dei mezzi com 9 autobus elettrici, e il trasporto gratuito, abbiamo implementato anche il trasporto marittimo; con l’Asl Napoli due abbiamo programmato interventi strutturali nell’ospedale di Procida e acquistato un gommone-ambulanza che dimezza il tempo per arrivare sulla terra ferma, avremo un drone per il trasporto di sangue e defibrillatori in tempi immediati; mi piacerebbe che questo fosse noto agli italiani e agli stranieri così possano arrivare e soggiornare in sicurezza». Già, la sicurezza, che per Vincenzo De Luca resta un chiodo fisso, un cavallo di battaglia sul quale si sofferma e batte come un cartello. «La Campania – dice con un pizzico di orgoglio il governatore – è ormai una terra che è capace di assicurare efficienza e sicurezza. Le due variabili che pesano sulla capitale sono il tempo in senso meteorologico e, che dio c’è la mandi buona, il Covid. Seguiremo l’evoluzione della epidemia e garantiremo il massimo controllo. Mi auguro che questo evento spinga tutti a una maggior consapevolezza soprattutto per proteggere i più giovani oggi più esposti: spero che anche questo possa incrementare le vaccinazioni. Ci auguriamo di non dover bruciar questo grande evento». «La Regione investe 3 milioni per trasposti e altrettanti per la sanità per arrivare a un totale finale di dieci milioni. Ora dobbiamo solo partire: abbiamo il dovere di essere fiduciosi e ottimisti». E poi: »Il risultato mi pare eccellente anche se non abbiamo un assessore alla cultura abbiamo però una capitale della cultura. Per Palazzo d’Avalos prevediamo un investimento a parte per ora di un milione e mezzo di euro».

Foto Massimo Pica

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