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RACCOLTA DI FIRME FRA I “SENZA DIO” DI ISCHIA CON LA RICHIESTA AL SINDACO

Il piccolo drappello dei “senza Dio” ischitani dichiarati (saranno al massimo una cinquantina), tenta di coalizzarsi il più possibile per chiedere al sindaco Enzo Ferrandino la rimozione subito dalla balconata del Municipio di Ischia dell’artistico presepe realizzato da Antonio Cutaneo  e collocato per le festività natalizie nel luogo meglio visibile  agli ischitani ed ai turisti presenti in questi giorni  e nei prossimi festivi di Natale nella nostra isola. Ormai è “guerra” vera  tra i “senza Dio” locali meglio identificati con l’èetichetta di “non credenti”, atei e roba simile, che si riparano dietro il paravento del concetto della laicità per avversare un’opera  di  valore religioso, estetico ed artistico in cui credono miglia di cittadini che vivono in pace d’animo in questa isola, per molteplici aspetti baciata dal Signore. A condurre l’ inutile e pretestuosa campagna antipresepe, asociale, irrispettosa verso migliaia di suoi concittadini  è l’irrequieto Gianni Vuoso, ossessionato dalle sue convinzioni che lo portano alla fine a credere solo nell’aria che respira e lo circonda, nel  “germoglio” che lo fa andare in… estasi e nel suo colore preferito, il rosso,  con cui si dipinge anima e corpo. Contro il presepe sulla balconata messa a disposizione dell’Amministrazione comunale in carica guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, l’ultima frase lapidale postata su Facebook dal “rosso” Vuoso è la seguente: “Mi auguro che saremo in tanti a chiedere la rimozione del presepe allestito sul balcone del comune d’Ischia”. Secondo Gianni Vuoso e compagnia bella, il presepe realizzato da Antonio Cutaneo, nell’ ambito degli addobbi natalizi 2018 programmati  dal Comune d’Ischia, in quanto motivo religioso che riguarda l’intera cristianità, non doveva essere installato  sulla balconata della casa comunale essendo la stessa pubblica e quindi di tutti i cittadini comprese quelle cinquanta e passa persone “senza Dio” che non credono nel presepe e nella religiosità a cui il simbolo della famiglia cristiana e universale si ispira. In parole povere, il sindaco Enzo Ferrandino, in  nome dello Stato laico, doveva negare il balcone, fregarsene dei  18 mila cittadini del suo Comune che avrebbero accettato come hanno fatto,  di Buon grado il presepe sulla balconata Comunale e accontentare una sottominoranza di miscredenti che protestano solo per la ragione che non credono in Dio e combattono la  chiesa cattolica. Altro che condizione laica con cui si fanno scudo. Enzo Ferrandino, cultore egli stesso del presepe  , non ci sta e guarda avanti. Questa purtroppo è gente che non vive la emozione del Natale, che alla base è una festa religiosa ed anche laica  se è interpretata nel modo giusto senza pregiudizi , in famiglia, a scuola, fra gli amici  dove ci si scambiano  gli auguri in nome di Gesù Bambino e della tradizione che coinvolge tutti. Gianni Vuoso sta “guerreggiando” su Facebook dove se per la sua politica natalizia anti presepe ha mirato  ad alzare il polverone, devo dire che vi è riuscito. Nel merito,  in molti hanno risposto, in massima parte contro la sua posizione. Fra i post più significativi degni di attenzione mi piace riportare integralmente quello dell’avv. Luigi Telese  già sindaco di Ischia e dell’artista Antonio Cutaneo l’autore del presepe della balconata comunale. Scrive Luigi Telese:” Il Presepe ha un messaggio assolutamente “laico” e si basa su Valori “universali” che dovrebbero essere VALIDI per ogni Donna ed Uomo di questa Terra (indipedentemente dal credo che si professa): l’ accoglienza (al di là del colore della pelle), la tolleranza (per ogni essere umano che viene al mondo e per ogni religione), l’ umiltà (per ogni giorno dell’ Anno), la speranza (in un futuro migliore ed in un domani fiducioso). San Francesco volle incarnare nel Presepe il Mistero della Creazione, del Dio che si fa Uomo, del Grande che non esita a farsi Piccolo, a nascere in una povera grotta, tra un bue e un asinello, di un Re che viene adorato dai Pastori e dalle pecore e non dai re ! E questo affinchè gli Uomini e le Donne potessero toccare con mano la Creazione e Gesù Bambino. Napoli (ed i Napoletani) hanno tradotto il Presepe in ARTE, e non solo in senso artistico, hanno elevato il Presepe in CULTURA di vita (per una Città che ha fatto della tolleranza, della pluralità e dell’ accoglienza la propria cifra IDENTITARIA) tanto da essere ormai nelle nostre corde più intime e profonde: il Presepe per ogni Napoletano è la famiglia, lo stare insieme in semplicità, condividendo quello che si ha e non si ha… Il Presepe non è solo per i Cristiani, ma è PATRIMONIO di tutti e per tutti i Credenti cioè di tutti coloro che “credono” nei Valori che Gesù Bambino testimonia con la sua nascita, è PER TUTTI… Quando poi il Presepe si sposa con l’ Arte diventa non solo “simbolo” ma sostanza ed immagine della BELLEZZA…come in questo caso ! Io lo avrei fatto nella piazzetta sottostante il Palazzo Comunale, per collocarlo tra la gente… ma – per me – va bene come è, per quello che è, per quello che rappresenta ! Ci vorrebbe un Presepe in ogni Piazza per ricordare agli Esseri Umani i Valori della nostra UMANITA’…SENZA DIO”. Ecco il post di Antonio Cutaneo autore del presepe :” Sono l’autore del presepe, la scelta di realizzarlo e collocarlo in quel luogo ha un senso profondo, poiche’ come operatore pastorale dopo un’attenta ricerca ho scoperto che il 95,2% degli ischitani e’ battezzato e professa la fede cattolica. Non intendo minoranza l’altra parte, ma sicuramente intelligenti e quindi intendo di aver rispettato le diverse professioni che non si offenderanno sicuramente di vedere in un paese cristiano una festa rappresentata con segni cristiani, personalmente ho tanti amici mussulmani con i quali condivido in maniera diversa lo stesso fine, vi assicuro che nessuno di loro si scandalizza delle nostre radizioni, ma delle nostre contraddizioni. Abbiamo sempre il coraggio di essere testimoni. Come esperto di tecnica e storia del presepe, soffermandomi sulla tradizione del presepe napoletano, dove ogni figura assume un particolare significato che va oltre la tradizione bibblica e diventa quindi laica, il bue e l’asino rappresentano la saggezza e l’ignoranza per cui la tradizione vuole che l’asino che rappresenta l’ignoranza venga collocato un passo davanti al bue poiche’ mentre la saggezza rimane sempre al suo posto, l’ignoranza corre sempre piu’ avanti perche’ crede di sapere tutto. Ho scelto nel presepe della mia vita di rimanere al posto del bue, discreto e silenzioso, saggio e prudente, lasciando che sia sempre l’asino a fare un passo avanti. Antonio Cutaneo”. Due belle testimonianze per vivere e glorificare il Presepe…sulla balconata comunale ed il Natale di tutti.  Vuoso e compagni  se non provano nessuna emozione di fronte alle parole ed alla musica di “Tu scendi dalle stelle” e di “Quand nascette Ninno”, significa che devono…rinascere.

                                                                                                                                antoniolubrano1941@gmail.com

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