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CRONACA

Recuperato e salvato a Serrara un falco di palude

Il rapace era incastrato contro un muro di recinzione, l’operazione operata da un socio Arcicaccia in collaborazione con le guardie venatorie

Nei giorni scorsi, in località Serrara, il Capitano Enrico Iacono, socio Arci Caccia, in collaborazione con il nucleo distaccato di Guardie Particolari Giurate Venatorie Volontarie della stessa associazione presente per vigilanza antibracconaggio, hanno recuperato un rapace della famiglia dei falchi di palude rimasto incastrato contro un muro di recinzione. Immediatamente è stata allertata la referente territoriale del Centro di recupero animali selvatici – CRAS di Napoli, Alessandra Punzo e volontaria L.A.A.I. che giungeva sul posto per il recupero e trasporto presso lo studio medico della dott.ssa veterinaria Lucia Cigliano per le prime visite: la radiografia, non mostrava ferite da arma da fuoco ne danni alle pareti ossee ed alle ali, evidentemente il volatile per motivi ancora da accertare ha perso l’orientamento finendo sulla nostra isola e contro una parete di un muro di recinzione. Dopo qualche ora è stato trasportato a Napoli presso il CRAS per ulteriori accertamenti come da protocollo veterinaio.

Il Falco di palude – come dice il nome – è una specie estremamente legata alle zone umide, specialmente durante la fase riproduttiva. Leggermente più grande e robusto di altre specie “sorelle” – quali l’Albanella reale o minore – un esemplare di Falco di palude può misurare fino a 55 cm in lunghezza, per 4-600 grammi di peso e un’apertura alare che può raggiungere i 125 cm. Più grande (e pesante) è in genere la femmina, che presenta anche un piumaggio abbastanza differente. Mentre il maschio ha tonalità cromatiche inconfondibili – piume marroni, mantello rossiccio, ali e coda grigio chiaro – la femmina ha un piumaggio più uniforme e con tonalità marrone, e il capo giallo, ben visibile, che si aggiunge a un caratteristico collare di piume facciali comune a entrambi i sessi.

In Italia il Falco di palude è nidificante con importanti popolazioni migratrici e svernanti. Molto irregolare e localizzata la distribuzione della popolazione nidificante, concentrata principalmente nell’Italia settentrionale – basso corso del Po e la regione dei grandi laghi lombardo-piemontesi – con importanti aree di nidificazione anche in Toscana, Sardegna e raramente di passaggio si è notato sulla nostra isola.

L’Arci Caccia, oltre alle attività a difesa dei cacciatori seri e responsabili, alla vigilanza antibracconaggio e prevenzioni incendi, da sempre collabora con le associazioni preposte al recupero delle specie protette che non sono oggetto di prelievo da parte dei cacciatori ma solo bracconieri, da non confondere con coloro che praticano l’arte nobile dell’attività venatoria i quali sono per la protezione di fauna ed ambiente.

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