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Riecco le truffe agli anziani, in due denunciati dalla polizia

Sabato infuocato per gli agenti guidati dal vicequestore Ciro Re, che hanno deferito all’autorità giudiziaria due giovani napoletani (classe 2002 e 2003) entrambi incensurati e sbarcati sull’isola col chiaro intento di mettere a segno qualche colpo

L’estate è finita, ma questo fenomeno delinquenziale che sull’isola negli ultimi mesi si è trasformato in un vero e proprio incubo purtroppo è ancora ben presente. E continua a manifestarsi in tutta la sua drammaticità rischiando di mietere vittime a raffica. Ma relativamente alle truffe agli anziani le cose sembrano iniziare ad andare in maniera diversa: le forze dell’ordine presenti sul territorio, già attivissime e con gli occhi bene aperti, hanno ancora di più alzato il livello di guardia ma anche la gente comincia ad avere una “difesa” ancora maggiore cadendo con meno facilità nella rete di personaggi senza scrupoli che intendono approfittarsene di persone spesso in là con gli anni. La conferma che il pericolo esiste ed è palpabile e presente arriva da una nuova doppia operazione eseguita sul territorio ischitano dagli agenti del commissariato di polizia di Ischia, diretto dal vicequestore Ciro Re. Che proprio nella giornata di ieri sono intervenuti su due fronti, per altrettanti tentativi di truffa che sono stati consumati ad Ischia, il primo in via Morgioni ed il secondo non molto distante. Protagonisti due giovani napoletani rispettivamente di 20 e 19 anni, peraltro incensurati ma che evidentemente sono stati reclutati dai vertici di queste organizzazione ben radicata ed addirittura scientifica quando si tratta di colpire.

L’arrivo dei poliziotti ha impedito che ad una anziana donna fossero portati via 4.800 euro in contanti e diversi oggetti d’oro: il ragazzo, fermato, ha provato a opporsi ma è stato bloccato. Il suo complice acciuffato a poca distanza dal porto d’Ischia: le accuse sono di tentata truffa in concorso e resistenza a pubblico ufficiale

Ma andiamo con ordine. In una circostanza un giovane ha provato a mettere in atto la classica truffa del finto nipote con la consegna dell’annesso pacco postale, un rituale ormai consolidato ma che evidentemente continua a funzionare visto che viene reiteratamente orchestrato. Una anziana donna, però ha chiamato la figlia chiedendo spiegazioni sul fatto che il nipote fosse uscito prima da scuola ma dall’altra parte del telefono gli è stato fatto subito capire che la “storia” non quadrava affatto. A quel punto il delinquente, capita l’aria che tirava, ha preferito allontanarsi frettolosamente anche se il tentativo di frutta era palese e dell’accaduto veniva comunque messa al corrente la polizia. Nel frattempo, il “collega” del napoletano era quasi riuscito a fare “bingo” dal momento che aveva convinto una donna a farsi consegnare la somma di denaro contante di 4.800 euro più alcuni oggetti d’oro. Anche stavolta però la signora ha telefonato a un parente che tempestivamente ha chiamato la polizia. Il risultato anche stavolta è stato quello che il truffatore ha capito che era il caso di allontanarsi ma è stato fermato proprio dagli agenti in borghese che lo attendevano al varco ed erano giunti sul posto a tempo di record. Il giovane ha provato anche ad opporsi ma è stato bloccato e condotto negli uffici di via delle Terme. Con uno stratagemma (è stato individuato grazie alla posizione del suo telefono cellulare) è stato di lì a poco – nei pressi dell’Hotel Re Ferdinando, anche il secondo napoletano che ignorava di avere il fiato sul collo delle forze dell’ordine.

Il vicequestore Ciro Re

Alla fine entrambi, classe 2002 e 2003, sono stati denunciati per tentata truffa in concorso e l’artefice della colluttazione con la ps anche di resistenza a pubblico ufficiale. Nei loro confronti è stata avanzata anche richiesta di emissione di foglio di via obbligatoria dall’isola d’Ischia, che è al vaglio del Questore di Napoli. La raccomandazione, in ogni caso, rimane sempre la stessa, quella di non fidarsi mai di telefonate anomale e di avvertire – il messaggio è indirizzato soprattutto agli anziani – sempre parenti e forze dell’ordine, anche quando c’è il minimo sospetto che dietro determinate richieste possa esserci qualcosa di losco. In casi del genere, non ci stancheremo mai di ripeterlo, la prudenza non è mai troppa.

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