CRONACA

Rifiuti portuali, Cipresso chiama a raccolta i Comuni

Urge innescare l’iter istruttorio per approvare il nuovo piano, dopo il nuovo decreto legislativo che ha reso obsoleto quello adottato nel 2014

I piani di raccolta dei rifiuti vanno aggiornati. Una recente novità legislativa impone ai cinque comuni “sorgitori”, cioè quelli dotati di uno specchio di mare aperto destinato all’ancoraggio un rinnovamento dei piani. Di conseguenza il Tenente di Vascello Antonio Cipresso, comandante della locale Capitaneria di Porto intende procedere a innescare l’istruttoria per l’aggiornamento e l’approvazione del piano di raccolta e gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui di carico nei porti di rilevanza regionale, dunque nell’ambito degli scali di Ischia, Casamicciola, Forio, Lacco Ameno e Sant’Angelo.

Finora, la materia relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi era regolata dal decreto legislativo 182/2003. Adesso, il nuovo decreto legislativo 197 del novembre 2021 ha abrogato tali disposizioni, recependo la direttiva dell’Unione Europea 2019/883, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019.

Il comandante Cipresso ha quindi chiesto alle amministrazioni di avviare iniziative nell’ambito delle proprie competenze che possono essere implementate in sede di elaborazione del piano, il cui iter istruttorio peraltro era stato ampiamente condiviso tra i Comuni isolani. Tuttavia, vista la situazione epidemiologica che rende a dir poco difficoltosa l’organizzazione di tavoli di riunione, e in attesa dei prossimi incontri sul tema, la Capitaneria ha inviato insieme alla nota anche i piani rifiuti in questione, allo scopo di consentire le opportune valutazioni, osservazioni e considerazioni, anche per quel che riguarda i dati statistici su cui si era basata la prima elaborazione (sebbene, secondo i dati in possesso della Capitaneria, l’andamento dei traffici non sembra aver subìto significative variazioni negli anni intercorsi dall’approvazione del piano che, per la cronaca, risale al 2014). Adesso tocca dunque ai Comuni la prossima mossa: il nuovo decreto all’articolo 5 indica le procedure per la redazione del nuovo piano, il cui iter istruttorio dovrà concludersi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto, periodo nel quale dovrà essere assicurata la consultazione di tutte le parti interessate, tra cui, gli utenti del porto o i loro rappresentanti, incluse le associazioni di categoria, le autorità locali, gli operatori dell’impianto portuale di raccolta, le organizzazioni che attuano gli obblighi di responsabilità estesa del produttore e i rappresentanti della società civile.

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