CULTURA & SOCIETA'

SANGHETURC E’ IN LIBRERIA. ESPOSITO: NEL NOIR IL TEMPO PRESENTE E IL FUTURO PROSSIMO

Lo scrittore di noir Andrea Esposito ci racconta il suo ultimo romanzo, sequel del primo “Il Paese Nasconde” a ben 10 anni di distanza. Cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale nella società e nella letteratura.

Riesci a riassumere una brevissima sinossi del tuo nuovo romanzo per chi ci legge, senza spoilerare nulla che non si debba?

Certamente. Gli eventi riprendono nello stesso microcosmo nel quale si conclusero dieci anni fa, il paesino di Forio, sulla mia isola: Ischia. Il luogo diventa, come il noir vuole, metafora e proiezioni delle contraddizioni riscontrabili nel mondo intero. Giugno 1982, serata finale della festa del patrono. Sul porto comincia lo spettacolo dei fuochi pirotecnici,due ragazzini si dondolano seduti sul molocon i piedi sull’acqua. Uno confessa all’altro il più terribile dei segreti: ha ucciso una bambina, quasi una loro coetanea, l’ha fatta fuori per gelosia. La madre, unica prostituta in paese, poteva permettersi tutto cio’ che il coetaneo non aveva. Salto temporale di oltre trent’anni: siamo ai giorni nostri e, fuori ad una delle chiese del paese, viene ritrovato il cadavere brutalizzato e orrendamente mutilato di una prostituta. È assurdo, inverosimile, eppure l’esame del DNA non lascia dubbi: sono la stessa persona, quella donna è la stessa bambinadivenuta adulta. Come è possibile? Il caso è affidato al commissario Carbone, corrotto e immorale funzionario che i lettori gia’ conoscono. Gli inquirenti si trovano a dover soppesare lemezze confessioni di vari personaggi del paese e dell’isola. Uno di loro sostiene di essere colui che nel ‘82 ha raccolto la confessione dell’assassino. Non ne ricorda il nome, ma solo l’aspetto fisico. Perché gli investigatori gli danno credito? Per via di un biglietto, un enigmatico richiamo lasciato dall’assassino che cita una frase in latino presente nella chiesa davanti alla quale non solo è stato ritrovato il corpo ma affaccia anche il balconcino coperto di geranei di Gemma, l’anziana prostituta ormaisimpatica e ingobbita vecchina. Quella frase, scolpita in eterno nella chiesa, è la stessa che compare su di uno striscione affisso sul porto, in una foto della festa del patrono edizione 1982, la stessa sera dellaconfessione del delitto. L’ispettore Carbone, dapprima esaltato dalla grande indagine, deve ammettere a malincuoredi non essere all’altezza. Chiede l’aiuto dell’UCS, l’unità speciale per i crimini seriali, guidata da Marco Ranieri, dall’anziano profiler Sir James Winterbourn e dalla patologa forense Penelope Arce. Il resto è da leggere…

Perche’ un sequel proprio adesso?

Perché negli ultimi dieci anni il nostro mondo, la società in cui viviamo, anche il nostro personale, i nostri affetti, hanno subito grandi sconvolgimenti. E’ cambiato molto, quasi tutto, ma non tutto. E insieme alla società sono cambiati anche i sodalizi criminali che fanno da sfondo, da seconda trama al racconto. C’è stati in noi una doppia forza motrice che ci ha spinto in due sensi opposti, creando attrito: evoluzione obbligata a causa delle grandi crisi che ci hanno travolto e al contempo involuzione psicologica e sociale, senso di insicurezza, desiderio di tornare ai microcosmi, ai piccoli luoghi. Nel romanzo ho cercato di rappresentare questa contraddizione, questo attrito, attraverso l’incrocio delle due trame, lo scontro tra i due rinnovati gruppi criminali del paese da un lato e l’indagine degli inquirenti che scavano nel passato, dall’altro lato.

Ottava Torre contro Mara Gang, atto secondo. I lettori sono impazziti quando hanno saputo che tornavano alcuni personaggi de IL PAESE NASCONDE, ma anche loro sono cambiati?

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Assolutamente si, non poteva essere altrimenti. Ottava Torre da grezza banda di picchiatori, si trasforma in vero e proprio clan, piramidale e affaristico. La base sono gli ormeggiatori del porto, guidati dal fratello di ‘u Toro, Amerigo detto ‘u Negus, un bestione dal cervello fino che ha fatto evolvere una marmaglia disordinata in un piccolo esercito privato.Mentre la Mara-Gang, da sacra famiglia patriarcale sotto la guida del Rey Supremo, legata a riti di affiliazione e fedeltà simbolici e violentissimi, è stata modernizzata da Juan Amaya, uomo d’affari lucidissimo e senza scrupoli che se ne frega delle regolefissate dal padre, ormai anziano. Non esita a trasformare la familia in padilla, bocca di fuoco, gruppo d’assalto, organizzato e armato fino ai denti. Non si fa remore ad abbandonare le guerre tra poveri insomma, è l’evoluzione che ha accompagnato un po’ tutti i sodalizi criminali negli ultimi anni in tutto il mondo.Niente più tatuaggi, contano solo i soldi, da fare in qualsiasi modo e alleandosi con chiunque.Il giovane leader usa una frase che spiega tutto, dice “noi siamo il tempo presente e il futuro prossimo”. In questo diventa lo stereotipo di tutti i criminali odierni, dal camorrista allo ndranghetista al narcos. Lo scontro si rinnova, ma su un piano diverso: dal nudo controllo del territorio al più complesso sfruttamento dello stesso, una metafora dei tempi che cambiano vorticosamente intorno a noi.

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Anche nel sequel paghi il doveroso tributo d’amore alla tua terra ed ai suoi personaggi: se nel “Paese Nasconde” Taki e Peperone su tutti erano facilmente riconoscibili, in questo nuovo romanzo la libreria del Capitano Vito Mattera, la bottega dei cestelli di rafia di Maria ‘e Scialò, gli storici ristorantini sul porto da “Pappone” alla “Romantica”, la tabaccheria di “Vito ‘e Giò” a Monterone, le pizzette da asporto della rosticceria di “Franchino Disturbo” o il bar di “Pietro ‘e Camillo” nel cuore del centro storico, diventano qualcosa di più che un omaggio. Sono veri e propri simbolidella tua terra che ami e che vorresti che sempre fosse. Quindi l’ultima domanda è d’obbligo, perché il Noir?

Esattamente per cio’ che hai detto tu alla fine di questa domanda. Il Noir è a mio avviso il miglior genere letterario (guai a chiamarlo sottogenere! Le contaminazioni degli ultimi decenni hanno cancellato ogni confine tra di essi) per raccontare la realtà odierna per il semplice fatto che raccontano la contemporaneita’, il tempo presente e il futuro prossimo come dice uno dei personaggi, non come vorremmo che fosse, come lo desideriamo, come lo sognamo, ma esattamente come esso è. Con le sue ambivalenze, le sue ambiguita’ e contraddizioni. Nel mondo reale il bene e il male non hanno confini netti e distinguibili, ma si mischiano, si confondono, turbandoci nel profondo. Questo è il Noir. Questo è quanto, la parola passa ai lettori. Noi che abbiamo gia’ letto il romanzo possiamo solo dirvi che è il miglior Esposito, in una forma narrativa strepitosa per un noir che torna a raccontare la sua terra: Sangheturc è a tinte forti, pieno di atmosfere cupe e un rovente ribollire di personaggi di cui ci innamoriamo subito, grandi passioni non certo tutte positive e soprattutto nessuna redenzione.

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