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Sanità, Vivara, Albano Francescano: ecco le “bordate” di Scala

Nelle sue considerazioni di fine anno il consigliere comunale del gruppo consiliare “Procida per tutti” non risparmia accuse all’amministrazione guidata dal sindaco Ambrosino che ignorerebbe importanti questioni

Mancano poche ore per entrare nel 2022 (l’anno di “Procida capitale italiana della Cultura) e, come oramai consuetudine, l’occasione diventa propizia per fare il resoconto sull’andamento dell’anno che sta per concludersi e passare agli archivi. Per quanto riguarda la politica, dopo l’ultima seduta del 2021 del Civico Consesso tenutasi nel pomeriggio di ieri, registriamo l’intervento del consigliere del gruppo consiliare di minoranza “Procida per tutti” che in una nota scrive: “Tante paillette, frutto di un investimento complessivo in comunicazione di oltre trecentomila euro, ma sotto il vestito poco o nulla. Questa la sintesi, asciutta asciutta, dei dodici mesi appena passati, un 2021 in cui tutto è girato intorno alla prossima Capitale della Cultura, un giro vorticoso di incarichi ed affidamenti, ovviamente tutti rigorosamente a “chiamata diretta”, che se per qualcuno risulterà come una manna dal cielo per le proprie tasche, per il grosso della popolazione non porterà cambiamenti tali da rendere strutturali le auspicate, ma mancate, migliorie.

Per fare qualche esempio – continua Menico Scala – vogliamo parlare della sanità, con una struttura ospedaliera che oramai naviga verso l’abbandono assoluto che si regge a galla solo grazie al lavoro coscienzioso dei pochi operatori rimasti?Disattese promesse, disattese sentenze del Tar con il “Gaetanina Scotto di Perrotolo” (oramai non si sa più come definirlo) che è diventato un involucro vuoto con il solito milione di euro che, a secondo dell’esigenza viene evocato da oltre sei anni, diventando come le navi di Mussolini spostate di porto in porto a favore di propaganda, che dovrebbe essere speso per ampliare la struttura stessa (a questo punto non si capisce per fare cosa considerato che la voglia di farlo funzionare è prossima, se non inferiore, allo zero).

Vogliamo parlare di Vivara? Quest’anno, ahinoi, quasi quasi abbiamo rimpianto le due o tre inaugurazioni annue che ci hanno accompagnato dal 2015 ad oggi, perlomeno era l’occasione per parlane e puntare i riflettori sulla questione. Nei giorni scorsi dalle pagine di un giornale (concorrente dell’attuale stuff comunale di propaganda) abbiamo appreso del grido di allarme del Comitato di Gestione, ma è stato buio pesto, nessun commento degli organi istituzionali tutti alle prese con i selfie di convegni, presentazioni e dibattiti di dubbio interesse. Nel mentre è passato più di un anno di chiusura completa!

Vogliamo parlare dell’Albano Francescano, di certo una delle realtà associative più longeve dell’isola? Gli appelli e gli allarmi degli anni passati sono serviti a nulla, l’Ente benefico pubblico, che per decenni è stato un seppur minimo punto di rifermento per gli anziani procidani “ha chiuso bottega” ed è in procinto di passare in mano a qualche privato.

In ultimo, ma non per ultimo – conclude il consigliere Scala – un momento importante che poteva essere sfruttato per interrare le migliaia di kilometri di cavi telefonici che svolazzano sopra le nostre teste ed imbrattano miglia di facciate di immobili, anche storici, si tramuterà nell’ennesima beffa. A Procida, Capitale della cultura 2022, stante l’urgenza, i cavi della fibra non saranno interrati, come avviene normalmente dappertutto, ma andranno a sommarsi a quelli esistenti per via aerea. Un bell’affare!

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Io mi sto preparando, è questa la novità” (L’anno che verrà – Lucio Dalla)”.

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