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Savio tuona: «Da anni siamo contrari al progetto della geotermia»

Quando il 25 agosto 2017 lo scienziato, geofisico e vulcanologo Prof. Giuseppe Luongo, già direttore dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli e profondo conoscitore della storia sismica dell’isola d’Ischia nell’intervista a Il Mattino di Napoli dall’alto della sua autorità scientifica ha corretto i dati sul terremoto delle ore 20,57 del 21 agosto 2017, che ha colpito la parte centrale dell’isola, diffusi in precedenza dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Osservatorio Vesuviano (OV) – che valutavano di 3.6 il magnitudo della scossa sismica, poi elevato 4.0, e collocavano l’ipocentro e l’epicentro a mare a circa 3 km. dalla costa di Lacco Ameno, inizialmente ad una profondità di 10 e poi di 5 km. – individuando esattamente l’ipocentro a una profondità di 1-2 km sotto la propaggine nord del monte Epomeo e l’epicentro sotto piazza Maio a Casamicciola, non ci siamo immediatamente resi conto che la correzione di Luongo oltre a ripristinare la verità sui numeri e sui luoghi del terremoto ed evitato che i dati sbagliati dell’INGV potessero compromettere la continuità storica dei fenomeni sismici avvenuti sull’Isola dall’antichità ad oggi ha anche, indirettamente, affossato definitivamente il pericoloso progetto di costruzione di una centrale geotermica sul Monte Epomeo, cioè alla sommità di una potenziale bomba vulcanica, che può esplodere in qualunque momento, com’è avvenuto nei secoli passati e sino al terremoto del 21 agosto scorso, con danni devastanti alle persone e cose.

Luongo ha letteralmente sconfessato l’INGV, che in Italia è la massima istituzione scientifica per lo studio e la registrazione dei movimenti della Terra, un’autorevole autorità scientifica che non può permettersi errori del genere, ancor più perché non sono stati corretti sino all’intervista chiarificatrice dello stesso Luongo, che se non lo avesse fatto sarebbe rimasto un grave errore di portata storica, che avrebbe compromesso, per il futuro, l’intera conoscenza storica dei terremoti sull’Isola. Geofisici e vulcanologi di quel livello che rappresentano l’INGV e l’OV come hanno potuto commettere un errore del genere, che sicuramente ha leso l’Autorità scientifica ed anche la credibilità popolare di quella istituzione pubblica ed è per questo che il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista chiede con fermezza le dimissioni o la rimozione dai propri incarichi di tutti i responsabili dell’errore di valutazione commesso, dai vertici agli operatori. Sulla questione della sicurezza sociale, della prevenzione sismica e della corretta rilevazione dei sussulti sismici della Terra non si può sbagliare e se ciò avviene bisogna sollecitamente correggere l’errore.

Nella sciagura del terremoto del 21 agosto 2017, che ha duramente colpito le popolazioni dell’Isola, oramai è entrata prepotentemente e a buon diritto e ragione la richiesta del 2012 della società Taddei Green Power, poi IschiaGeoTermia S.r.l., di costruzione di una centrale geotermica nella zona della Falanga sul monte Epomeo, consistente nella perforazione di 3 pozzi ad una profondità di circa 1000 metri, 2 di produzione, cioè di emungimento dei fluidi geotermici, e 1 di reiniezione forzata degli stessi fluidi nel sottosuolo. Si tratta di un impianto geotermico con centrale di produzione elettrica a ciclo organico di circa 5 MW. Eminenti scienziati sostengono che le perforazioni, l’emungimento e la reimmissione forzata dei fluidi geotermici nella crosta terrestre possono generare una sismicità indotta, com’è avvenuto in altre parti, in un territorio ad alta potenzialità sismica com’è quello dell’isola d’Ischia. Evidentemente il governo, che ha autoritariamente avocato a se l’intero procedimento per lo sfruttamento geotermico in Italia togliendo agli enti locali ogni possibilità di veto, più che alla prevenzione e sicurezza sismica delle popolazioni ha pensato di garantire laudi profitti alle multinazionali che investono in questo settore.

Contro la costruzione della suddetta centrale geotermica per la produzione di energia elettrica si è subito mosso il P.C.I.M-L. recependo le preoccupazioni delle popolazioni isolane e raccogliendo il grido d’allarme di eminenti scienziati, tra cui i geologi Franco Ortolani, Romeo Mariano Toccacelli e Giuseppe Mastrolorenzo. Come Segretario generale e Consigliere comunale di Forio del P.C.I.M-L. abbiamo chiesto al Consiglio comunale di Forio di votare una delibera per chiedere ai Ministeri competenti e alla regione Campania di non autorizzare il richiesto impianto geotermico. La delibera approvata è la n. 19 del 4 agosto 2015. Sono seguite le delibere contrarie di altri Consigli comunali dell’Isola, oltre alle opposizioni presentate da singoli cittadini, associazioni imprenditoriali, ambientaliste, culturali e quella del P.C.I.M-L. il 23 luglio 2015. Già il 20 ottobre 2014 ci recammo a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche, per consultare la documentazione disponibile e chiedere fotocopia degli atti più significativi.

Il 29 maggio 2017 la Giunta Regionale della Campania ha espresso parere negativo all’impianto con varie considerazioni di natura scientifica, ambientale, geologica, sismica e sociale, tra le quali: “Il territorio dell’isola d’Ischia è connotato da notevoli rischi ambientali ed antropici: rischio sismico, rischio vulcanico, rischio frane medio ed elevato presente su una apprezzabile parte del territorio, presenza diffusa di edifici di scarso pregio strutturale anche in considerazione del fenomeno dell’abusivismo edilizio. A ciò aggiungasi il notevole flusso turistico dell’Isola, attratto dalla presenza di strutture ricettive la cui attività è fondata sull’uso delle acque minerali e termali, che determina un incremento esponenziale della popolazione dell’Isola nel periodo tra gennaio e settembre (negli ultimi anni sono stati censiti più di 500.000 avvivi e quasi 2.500.000 di presenze annuali) e la rilevanza strategica del settore turistico per l’economia dell’Isola e della Campania. Pertanto si ritiene che l’impianto, nel contesto ambientale, antropico, e socio economico che caratterizza l’isola d’Ischia, determini un notevole aggravio del già rilevante rischio naturale ed antropico attualmente connotante l’isola d’Ischia, non mitigabile in alcun modo con, conseguentemente, rilevanti impatti negativi sul sistema socio economico fondato sul turismo”.

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E’ facilmente prevedibile che dopo l’ultimo terremoto, avvenuto proprio sotto l’Epomeo a una profondità molto vicina a quella delle richieste perforazioni, giammai possa più parlarsi del rilascio di un permesso di impianto pilota geotermico per alimentare una centrale elettrica né sull’Epomeo né in nessun’altra parte dell’Isola. Il P.C.I.M-L. sostiene progetti a bassa entalpia, cioè a basso impatto ambientale e non invasivo del sottosuolo, attraverso il sistema delle sonde geotermiche, sino ad una profondità massima di 200 metri, per lo sfruttamento del calore naturale della Terra e di quello geotermico con l’utilizzo diretto di fluidi geotermici a bassa temperatura, da utilizzare nelle varie attività di acquicoltura, agricole, turistiche e sociali.

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Sin dalla presentazione del progetto di sfruttamento geotermico da parte della società Taddei Green Power S.r.l., successivamente società IschiaGeoTermia S.r.l., siamo rimasti sorpresi dal vedere sul frontespizio dello studio di impatto ambientale presentato, a sinistra in basso, un riquadro rettangolare denominato “Progettazione Specialistica e Monitoraggio” contenente il logo con sottostante l’acronimo INGV e Sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano seguito da Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con l’indirizzo di Napoli. Ora noi ci chiediamo l’INGV, Istituto pubblico, che collabora con le altre istituzioni dello Stato ed è a servizio della prevenzione e della sicurezza della popolazione dal rischio sismico, perché ha consentito a IschiaGeoTermia di presentare il proprio progetto con il suo logo e acronimo col rischio di poter generare nel cittadino il convincimento che l’INGV condivideva tale progetto, quando riteniamo che esso avrebbe potuto svolgere un ruolo di consulenza pubblica a difesa dell’incolumità dal rischio sismico delle popolazioni ischitane e non privata? Riteniamo che il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, i vertici dell’INGV e dell’Osservatorio Vesuviano debbano dare e presto una spiegazione sulla questione di non poco conto, perché è in gioco, ancora una volta, la credibilità dell’Istituzione e la fiducia popolare. Consideriamo quanto meno inopportuna tale scelta.

Negli ultimi giorni sulla stampa locale e nazionale sono apparse delle notizie secondo le quali l’Osservatorio Vesuviano nel 2012 avrebbe stipulato un primo contratto di consulenza con la società Taddei Green Power S.r.l. per €55.000,00 e nel 2016 un secondo contratto di consulenza per €30.000,00 con la società IschiaGeoTermia S.r.l., subentrata alla prima per la realizzazione del progetto.  Ci chiediamo ancora, qualora quanto appreso dovesse corrispondere a verità, se questa attività dell’Osservatorio Vesuviano risponde alla sua funzione istituzionale o meno. Noi, come Partito, riteniamo di no per non creare eventuale confusione tra attività pubbliche e affaristiche private. Apprendiamo anche sulla vicenda potrebbe esserci già un’indagine della magistratura in corso, se ciò non corrisponde al vero lo chiede il P.C.I.M-L., perché si tratta di notizie che meritano una autorevole risposta di chiarimento per garantire la massima autorevolezza e piena fiducia popolare nell’istituzione che vigila sulla nostra sicurezza sociale svolgendo un prezioso e insostituibile lavoro di prevenzione.

Domenico Savio, segretario generale e consigliere comunale di Forio del P.C.I.M-L.

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