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Sisma e indennità, l’appello: no alle disparità

L’albergatore Mario Romano chiede di estendere anche agli imprenditori e professionisti colpiti dal terremoto il contributo una tantum previsto per le altre emergenze sismiche

Anche gli imprenditori terremotati isolani hanno diritto all’indennità “una tantum”. È questa, in sintesi, la richiesta avanzata dall’imprenditore casamicciolese Mario Romano in una nota inviata a esponenti del Governo, al commissario alla ricostruzione, ai vertici regionali e alle amministrazioni isolane. La missiva chiede appunto l’introduzione di una misura di sostegno al reddito dei lavoratori, mediante erogazione di indennità una tantum.

Il titolare dell’hotel Magnolia, rimasto danneggiato nel sisma del 2017 e tuttora inagibile, richiama il Decreto Legge 17 ottobre 2016, n.  189 avente ad oggetto Interventi urgenti a favore delle persone colpite dagli eventi sismici 2016 nelle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, convertito con modificazioni dalla L. 15 dicembre 2016, n.  229 con cui il legislatore, all’art.  45 comma 4 prevedeva “a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attività di impresa e professionali, [..] iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa degli eventi sismici una indennità una tantum pari a 5mila euro”: a tale provvedimento seguivano diverse circolari Inps”. Inoltre, Romano ricorda che “dal Decreto Legge 28 settembre 2018, n.  109 avente ad oggetti Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze, convertito con modifiche dalla L. 16 novembre, 2018 n.  130, il legislatore prevedeva all’art.  4 ter comma 2 “a favore dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attività di impresa e professionali, … iscritti a forma obbligatoria di previdenza e assistenza, che devono dover dovuto sospendere l’attività…, è riconosciuta, ai sensi del comma 3, un’indennità una tantum pari a 15.000 euro”, per poi rilevare che “tali provvedimenti e l’ indennità una tantum NON sono stati previsti anche per i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di agenzia e di rappresentanza, dei lavoratori autonomi commerciali, ivi compresi i titolari di attività di impresa e professionali sospese a causa del sisma nei Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio”, e che“gli scriventi avrebbero potuto beneficiare della indennità una tantum”.

Con la missiva, l’imprenditore, invocando l’applicazione delle seguenti norme costituzionali vigenti ed in particolare dell’art.  2 secondo cui “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;  dell’articolo 3 secondo cui “tutti i cittadini hanno pari sociale e sono e sono e loro davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”;  dell’arte.  35 secondo cui “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”, chiede ai vari organi di governo  di emettere provvedimenti a favore dei lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di agenzia e di rappresentanza, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attività di impresa e professionali sospese a causa del sisma nei Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio e di riconoscere l’indennità una tantum così come prevista per il Centro Italia dall’art.  45 DL n.  189/2016 e per la Città Metropolitana di Genova con D.L.  n.  109/2018”. L’albergatore è uno dei più attivi esponenti di quella parte di cittadinanza le cui attività produttive sono state gravemente compromesse dal terremoto. Nei mesi scorsi aveva lanciato la proposta per unaclassaction diretta aottenere la sospensione delle rate d finanziamenti e mutui nei comuni terremotati dell’isola d’ Ischia; un’altra proposta era quella relativa alla sicura ricostruzione degli immobili ammalorati o resi inagibili dal sisma, tramite il congelamento della polizza fideiussoria. In quella occasione Romano sottolineò che gli immobili gravemente danneggiati sono oggetto di condono edilizio, ma che allo stesso tempo i soggetti interessati, avendo perso l’unica fonte di rendita ed anche a seguito della Pandemia non hanno la possibilità economica di anticipare le spese relative al pagamento delle rate dovute al completamento della procedura di definizione del condono, e non possono stipulare la polizza fideiussoria, richiesta come propedeutica dal Comune per accedere al rilascio del permesso a costruire in sanatoria, in quanto non possono offrire alcuna garanzia alle banche e alle assicurazioni, e per gli stessi motivi le banche non concedono nuovi finanziamenti.

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