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Stalking, Angela Sposato ai domiciliari

ISCHIA. È stata scarcerata Angela Sposato, la giovane accusata di atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzato. Il giudice della sezione penale del Tribunale di Ischia, dottor Alberto Capuano ha emesso un provvedimento che attenua la misura restrittiva, in quanto ha ritenuto affievolite le esigenze cautelari che a suo tempo indussero a disporre la custodia in carcere. Il magistrato ha stabilito la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, che la ragazza trascorrerà presso l’abitazione della madre. Sotto il profilo cautelare la difesa dell’imputata, sostenuta dall’avvocato Giuseppe Musella, ottiene dunque un primo risultato certamente positivo, che consente alla Sposato di lasciarsi alle spalle le mura della Casa circondariale femminile di Pozzuoli e tornare a casa. Il provvedimento del giudice arriva a una settimana di distanza dall’ultima udienza del processo di merito, che continuerà a luglio. Come si ricorderà, lo scorso dicembre ebbe inizio il giudizio immediato nei confronti della ragazza  accusata di molteplici episodi di atti persecutori verso l’ex fidanzato. Atti dai quali si sono originati diversi procedimenti giudiziari.  A ottobre l’imputata, già costretta da alcune ore ai domiciliari per l’ennesima accusa di stalking, era stata nuovamente arrestata dalla Polizia. Gli uomini del vicequestore Mannelli intervennero per presunti maltrattamenti della giovane nei confronti della madre, a cui si aggiunsero episodi di violenza nei confronti degli agenti di Polizia. Nel procedimento in corso alla ragazza sono rivolti diversi capi d’imputazione: resistenza a pubblico ufficiale perché, come si legge nel decreto di giudizio immediato, ella «usava violenza e minaccia – consistite nel proferire all’indirizzo dell’assistente capo di Polizia Massimo Gravina e dell’agente scelto Alessandro Ciccarone le seguenti parole: “Che volete, sono in casa mia, voi siete dei pezzi di merda, mi state rovinando la vita”, nonché nel colpire i pubblici ufficiali con calci e schiaffi, facendo cadere al suolo l’agente scelto Ciccarone – per opporsi ai medesimi, mentre questi stavano compiendo un atto del loro ufficio, a seguito della segnalazione dell’aggressione» della ragazza ai danni della madre. Inoltre, la Sposato risponde di lesioni aggravate, perché «al fine di commettere il reato di resistenza a pubblico ufficiale, cagionava all’agente Ciccarone, lesioni personali giudicate guaribili in tre giorni». Il terzo capo d’accusa è quello di maltrattamenti contro familiari e conviventi, perché «sottoponendo la madre a continue violenze fisiche e morali, e, segnatamente, malmenandola (anche colpendola alla testa con un bicchiere di vetro e attingendola alla mano destra con un paio di forbici), minacciandola di morte e ingiuriandola – maltrattava la medesima persona offesa». Collegata a questa è anche l’ultima accusa, quella di lesioni aggravate nei confronti della madre stessa, a cui erano state provocate ferite con una prognosi di sette giorni.

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