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Sua eminenza (grigia) Sciarappa: «La maggioranza allargata? Ha placato i “bollenti spiriti”»

Parla Antonio Buono, deus ex machina del “Movimento Cristiano Lavoratori”, gruppo di punta all’interno dell’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Ferrandino. Tanti spunti interessanti conditi da un pizzico di diplomazia ma anche da frecciate e “messaggi in codice”

A Ischia una maggioranza mai così ampia, insomma tutto all’insegna del motto “e vissero insieme felici e contenti. Come matura l’asse tra Enzo Ferrandino e Gianluca Trani?

«Beh, direi che è un qualcosa che parte da lontano, non è stato un accordo repentino. Per quanto mi risulta, sapevo che già nello scorso novembre c’erano stati i primi incontri tra Enzo e Gianluca, tra l’altro alcuni dei quali in presenza di autorevoli figure che hanno provveduto anche a svolgere un ruolo che potesse mediare tra le parti. Nei giorni immediatamente precedenti, a onor del vero, erano poi arrivate da più parti voci di un accordo ormai imminente da i due e del conseguente passaggio in maggioranza anche di Giustina Mattera e Ciro Cenatiempo. E quello fu il segnale inequivocabile che era stata trovata la quadratura del cerchio»

La si può definire un’operazione virtuosa e scendendo nel pratico cosa ne guadagna la maggioranza?

«L’operazione nasce, a dirla tutta, per definire meglio e in maniera definitiva anche una serie di questioni all’interno della maggioranza. Nella quale, va ricordato, ci sono tante anime. A qualcuno, evidentemente, non ha fatto piacere questo accordo (e negarlo sarebbe da ipocriti), a qualcun altro invece sì».

«L’accordo tra Enzo Ferrandino e Gianluca Trani? Inutile nasconderlo, ha infastidito qualcuno che ama aspettare prima di decidere dove schierarsi. E poi è chiaro che quanto accaduto è uno scenario che andava comunque configurato, letta tra le righe si può dire che abbia calmato qualche bollente spirito in seno all’amministrazione»

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Puoi essere più chiaro?

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«Non c’è dubbio che l’allargamento della maggioranza ha infastidito molto qualcuno che fino alla fine ama aspettare prima di decidere e capire dove andarsi a collocare quando arriva il momento di andare alle urne. E poi è chiaro che quanto accaduto è uno scenario che andava comunque configurato, letta tra le righe si può dire che abbia calmato qualche bollente spirito in seno all’amministrazione. Adesso comunque non si muove più nessuno ma siamo tutti tranquilli e sereni».

Qualcuno sostiene, tanto per cambiare, che dietro questo connubio ci sia anche lo zampino del solito Antonio Biono. Cosa risponde il diretto interessato?

«Non scherziamo. Smentisco assolutamente di essere l’ispiratore di questo riavvicinamento politico tra Enzo Ferrandino e Gianluca Trani. Non posso però nascondere che, nel momento in cui mi sono reso conto che c’era una trattativa in corso tra i due, ho caldeggiato al primo cittadino il felice esito di questo “matrimonio” avendone subito colto quelli che sarebbero stati gli indubbi vantaggi per l’attuale amministrazione e soprattutto per un ulteriore rilancio del paese, alle prese con una problematica seria quale quella della pandemia. Unire le forze in un momento del genere non vuole essere un mero slogan o un luogo comune, ma una necessità indifferibile».

«Se guardiamo la maggioranza attuale ed anche gli scenari politici che hanno caratterizzato gli ultimi 24 mesi, non possiamo non riconoscere a Enzo Ferrandino di avere avuto la straordinaria capacità di determinare una serie di eventi, mentre in tanti presumibilmente lo hanno sottovalutato. Ha rischiato all’inizio di fare karakiri, poi come un pugile esperto ha saputo uscire dall’angolo»

Giosi Ferrandino secondo molti è il grande sconfitto di questo allargamento della maggioranza. Dove ha sbagliato a tuo avviso l’europarlamentare, in particolare nella gestione dei rapporti con un’amministrazione che comunque ha contribuito a creare al termine del suo secondo mandato?

«Il discorso potrebbe apparire complesso ma in realtà è molto più semplice di quanto si voglia credere. Il problema è che la politica per Giosi è un qualcosa di troppo personalistico. Lui è un accentratore, avoca tutto a se, non era possibile proseguire un percorso comune. Intendiamoci, io non voglio disconoscere quelli che sono stati anche i suoi meriti per la vittoria nel 2017, il fatto è che dopo si è messo a fare la guerra all’attuale amministrazione e questo credo sia davvero davanti agli occhi di tutti»

L’impossibilità a proseguire insieme lascia intendere anche Antonio Buono e il gruppo “sciarappa” sono stati tra quelli che si sono messi di traverso quando si è trattato di accogliere in maggioranza anche Ottorino Mattera e Maurizio De Luise?

«Sicuramente non posso negare che da parte nostra non c’è stata alcuna apertura verso i due consiglieri comunali. Anche se devo convenire, e il particolare mi sembra tutt’altro che trascurabile, che tutte le forze all’interno della maggioranza la pensavano alla stessa maniera. Insomma, il “no” è stato plebiscitario».

«La politica per Giosi Ferrandino è un qualcosa di troppo personalistico. Lui è un accentratore, avoca tutto a se, non era possibile proseguire un percorso comune. Non disconosco la sua quota di meriti per la vittoria nel 2017, ma dopo si è messo a fare la guerra all’amministrazione e questo credo sia davanti agli occhi di tutti»

Quanto ha inciso la ventilata costituzione di un terzo polo e l’ombra di Maria Grazia Di Scala?

«C’erano delle fibrillazioni, non posso nasconderlo. E’ ovvio che ci trovavamo in un momento storico in cui il sindaco Ferrandino e la sua maggioranza, fermo restando il volere degli elettori, sembravano avviati verso una riconferma senza alcun problema. Certo, un improvviso rimescolamento delle carte non nego che possa aver creato degli interrogativi all’interno di qualche anima della maggioranza ed allora è stato accelerato un processo che in ogni caso, terzo polo o meno, sarebbe stato portato a compimento. Insomma, in buona sostanza è stato fatto oggi quello che comunque sarebbe stato portato a compimento domani…».

Ma un paese senza minoranza non è deleterio per una comunità?

«Secondo me si arriverà a costituire una minoranza solida e mi auguro anche autorevole nella prossima tornata elettorale. Credo che un paio di liste da contrapporre all’amministrazione uscente sicuramente ci saranno e io spero siano anche di spessore e rappresentative perché un paese, come dicevi giustamente, ha bisogno di un’amministrazione in gamba ma anche di un’opposizione in grado di svolgere al meglio il proprio ruolo. Per adesso questo compito spetta a Ottorino Mattera e Maurizio De Luise, ma è chiaro che sicuramente il quadro è destinato a mutare».

Si parla di Luigi Di Vaia candidato nella vostra lista alle prossime amministrative. Una scelta dettata da quali considerazioni?

«Premesso che non c’è nulla di definito, ma sono soltanto voci e indiscrezioni, non posso negare che tra il nostro gruppo politico e il vicesindaco Luigi Di Vaia ci sia da sempre un feeling che va al di là della politica ma che si tramuta anche in rapporti personali ed amichevoli. Da qui potrebbe nascere una convergenza anche in vista delle prossime amministrative. Ma in questo momento posso assicurarti che certo non è questa una delle priorità, né per noi né tantomeno per l’amico Luigi».

«L’impianto di gpl, è un’occasione di ulteriore sviluppo per la nostra comunità. Perché tante polemiche? Evidentemente l’installazione di questa struttura devo pensare desse fastidio a chi si è contrapposto solo perché voleva difendere una posizione monopolistica in un determinato settore»

Come giudichi l’operato di Enzo Ferrandino in questi cinque anni? Immaginavi che avrebbe alla fine creato una maggioranza così ampia dopo che all’inizio ha più volte rischiato di fare karakiri?

«Non c’è dubbio che in una fase iniziale probabilmente Enzo ha pagato lo scotto del noviziato ma questo è un fatto che tutto sommato ci può stare. E’ vero, la maggioranza ha vissuto momenti difficili, in alcune occasioni non nascondo che ha addirittura scricchiolato. In quel momento, però, proprio mentre sembrava un pugile suonato, il sindaco ha avuto la forza di uscire dall’angolo, tornare al centro del ring e riprendere il cammino che rischiava di interrompersi. Se guardiamo la maggioranza attuale ed anche gli scenari politici che hanno caratterizzato gli ultimi 24 mesi, non possiamo non riconoscere a Enzo Ferrandino di avere avuto la straordinaria capacità di determinare una serie di eventi, mentre in tanti presumibilmente lo hanno sottovalutato. Il risultato è che oggi il primo cittadino si trova una maggioranza, numerosa, blindata, coesa e soprattutto dove nessuno può alzare la voce. E scusate se è poco».

Spesso amo definirti eminenza grigia della politica ischitana. E non manca chi sostiene che su determinate scelte Antonio Buono sia un po’ il consigliere di fiducia di Enzo Ferrandino, anche per consolidati rapporti di amicizia di lungo corso. Cosa rispondi a questa illazione?

«Confermo che con il sindaco c’è spesso dialogo e confronto su una serie di tematiche legate alla vita amministrativa e politica, ma questo non significa assolutamente che io abbia voglia o potere di influenzare le scelte di Enzo Ferrandino. Certo, il fatto che su qualche aspetto l’ho visto agire in sintonia con il mio pensiero, è una cosa che non può che farmi piacere. Anche perché si tratta sempre di indicazioni o suggerimenti rivolti a migliorare il paese».

La vicenda dell’impianto di gpl in via delle Ginestre ha visto il tuo gruppo politico balzare agli onori della cronaca. A posteriori quali sono le tue considerazioni su quanto accaduto?

«L’impianto di gpl, lo ribadisco ancora una volta, è un’occasione di ulteriore sviluppo per la nostra comunità e questo credo sia un dato oggettivo. Poi se mi chiedi per quale motivo siamo balzati agli onori della cronaca per un’operazione che aveva solo elementi virtuosi, non posso che risponderti in una maniera. Evidentemente l’installazione di questo impianto devo pensare desse fastidio a chi si è contrapposto solo perché voleva difendere una posizione monopolistica in un determinato settore. Ma alla fine la questione è andata a buon fine: si tratta ripeto di un qualcosa di utile alla collettività, ecco perché l’epilogo non poteva essere che questo. E tra l’altro c’era l’avallo del sindaco e dell’intera amministrazione. Concludo con un’altra sottolineatura, ricordando che in commissione la pratica è passata all’unanimità. Insomma, l’operazione era ben vista a trecentosessanta gradi, lo dicono i fatti non Antonio Buono».

«Sicuramente da parte nostra non c’è stata alcuna apertura verso Ottorino Mattera e Maurizio De Luise. Anche se devo convenire, e il particolare mi sembra tutt’altro che trascurabile, che tutte le forze all’interno della maggioranza la pensavano alla stessa maniera. Insomma, il “no” è stato plebiscitario»

In questi cinque anni, come lista, avete rinunciato alla presidenza del consiglio prima, all’assessorato maschile poi. Questo vi pone nella condizione di poter passare all’incasso nel 2022?

«Voglio fare una premessa. Noi abbiamo sempre avuto un atteggiamento serio e responsabile come gruppo politico e la storia di questi quattro anni insegna che abbiamo sempre avuto la capacità di fare un passo indietro per tenere salda la maggioranza, anche quando questa retromarcia non sarebbe toccata a noi. Se passiamo all’incasso nel 2022? Non amo questa terminologia, la trovo fuorviante, ma se in politica valori come la coerenza e la lealtà pesano ancora, è chiaro che non ci sarà nemmeno bisogno di passare all’incasso perché eventuali riconoscimenti al nostro gruppo arriveranno di conseguenza».

Sei da sempre lontano dai riflettori. Ma non ti è mai venuta la voglia di cimentarti in politica in prima persona?

«Non me lo hanno chiesto. Ma nella vita… mai dire mai».

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Avv.Luigi Boccanfuso

Devo premettere che Antonio Buono detto “la sciarappa” mi è particolarmente simpatico nonostante che il nostro modo di concepire la politica locale sia agli antipodi…e spesso medito sulle sue esternazioni.
Per esempio ho meditato molto su una sua esternazione di alcuni mesi fa, quando incrociai Sciarappa dinanzi il banco Napoli di Ischia nel mentre salutava in modo caloroso una coppia di microcefali, dopodichè si rivolse allo scrivente e commentò compiaciuto:” sono scemi ma pure votano”…
Ora rifletto sull’esternazione di questa intervista laddove recita: “ Enzo Ferrandino,sindaco d’Ischia, agisce in sintonia col mio pensiero”.
Non c’è che dire…, quello della sciarappa è un linguaggio da vero statista e mi piace anche perché dice le cose come stanno davvero.
Bravo Sciarappa!!!

L'Australiano

Ho avuto il piacere di conoscere di persona l’eminenza grigia e vorrei pubblicamente ringraziarlo per essere un Uomo di Parola. Con la sua Politica e’ vicino alla gente, alla comunita’ e soprattutto alle necessita’ di quest’ultima al di la’ di ogni preferenza politica.
Infine ha ragione: anche gli scemi votano. Pensiero condiviso da tutti i politici che bussano alla porta per un voto…

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