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CRONACA

Traffico da scuola, il car pooling per arginare il fenomeno

La proposta del Comitato “La strada del buonsenso” per ridurre il congestionamento delle strade in corrispondenza dell’entrata e uscita dagli edifici scolastici

Usare a turno l’auto di famiglia per accompagnare i ragazzi a scuola e ridurre il congestionamento del traffico. È la proposta, quella del cosiddetto “car pooling”, rilanciata dal Comitato “La strada del buonsenso” per far fronte alle esigenze di alunni, famiglie e utenti della strada. « Le scuole si sono riaperte – scrive il Comitato in una nota – e i nostri ragazzi finalmente hanno iniziano o sono ritornati in una scuola normale, senza restrizioni, senza dad, senza mascherina, senza controllo della temperatura. Tutti hanno notato però che la riapertura delle scuole ne ha fatto rimanere scontenta una buona parte degli accompagnatori. Pochi giorni di scuola e code letteralmente chilometriche in particolare con le prime piogge. Traffico oltre la normale soglia di tollerabilità, incidenti, ansia e stress nei genitori in particolare quelli che rischiano di fare tardi a lavoro, smog, nervi a fior di pelle, è evidente che si tratta di fattori che fanno della mobilità scolastica qualcosa di tutt’altro che sostenibile.

Signori che ci seguite, occorre che tutti facciamo la propria parte. Dobbiamo favorire forme di mobilità collettiva. Le auto viaggiano vuote! In presenza di un servizio di trasporto pubblico scadente, scuolabus inspiegabilmente fermi a marcire nei piazzali di qualche municipalizzata, il car pooling, potrebbe dare una mano a lenire il problema. I genitori accompagnatori, a turno (ad esempio settimanale) potrebbero riempire le proprie auto anziché con uno, con due, tre, quattro studenti residenti nei pressi della propria zona di abitazione, ovvero lungo il percorso. Facciamo un esempio: per accompagnare oggi 100 bambini/ragazzi a scuola potrebbero volerci circa 100 auto. Con la pratica del car pooling se ogni auto accompagnasse 3 bambini/ragazzi, potrebbero volercene soltanto poco più di 30. E una cosa è avere fuori alle nostre scuole 100 auto e un’altra è avercene solo 30 o poco più. Analoghi benefici potrebbero naturalmente aversi favorendo l’utilizzo di ogni altra forma di trasporto collettivo che si esso taxi, ncc, etc. Meno stress, meno usura dei veicoli, meno costi di carburante, meno traffico, meno smog = più benessere individuale, collettivo e più sostenibilità ambientale». Naturalmente sarebbe auspicabile che tale abitudine, già praticata da alcuni genitori, possa divenire a tal punto diffusa da evitare gli ingorghi che di primo mattino e all’ora della campanella finiscono per rallentare e talvolta paralizzare la circolazione in corrispondenza delle aree di ingresso dei plessi scolastici.

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