CRONACA

Villa Mercede, la rabbia del Cudas: «Situazione assurda, l’isola si faccia sentire»

Il comitato unitario per il diritto alla salute decisamente preoccupato per la piega che sta prendendo la situazione della RSA: da qui l’invito a non abbassare la guardia

Una rabbia che non si attenua, anzi. Il Cudas, comitato per il diritto alla salute, continua ad alzare la voce e a far sentire il proprio dissenso verso quanto sta succedendo nella sanità isolana ed ancora una volta le attenzioni sono indirizzate ad alta quota, e cioè a quanto sta accadendo in quel di Serrara Fontana. In una nota diffusa ieri e firmata dalla presidente Gianna Napoletone si legge: “Continuiamo a registrare richieste di chiarimenti sulla situazione attuale della RSA Villa Mercede da parte di ischitani preoccupati del futuro di una struttura, con i servizi collegati, indubbiamente preziosa per la nostra isola. A inquietare è il precedente della SIR, che si ha l’impressione si stia replicando con tutte le gravissime conseguenze che ne sono derivate. Ed è obiettivamente incredibile e paradossale che proprio mentre la residenza di Fontana ha tutti i posti letto occupati, gli operatori continuino da mesi a non percepire lo stipendio (anzi, gli stipendi), pur dovendo assicurare la loro opera quotidiana a tutela degli ospiti, che pagano profumatamente la retta mensile all’Asl, e per evitare una interruzione di pubblico servizio.  Senza che si intraveda alcuno spiraglio in fondo al tunnel che non possiamo permettere ingoi altri servizi sanitari fondamentali per la nostra comunità isolana”.

Un allarme, insomma, che secondo il Cudas è giustificato dai precedenti. La nota prosegue così: “Davanti alla nuova fase di stallo, che neppure la lettera inviata dai sei Sindaci al Presidente della Giunta regionale è riuscita a interrompere, ci stiamo chiedendo come Cudas se possa essere opportuno e utile rimetterci in strada, come avvenuto l’anno scorso a favore di una ex residente Sir, per raccogliere fondi a favore dei dipendenti. Che non potranno andare avanti all’infinito a lavorare senza lo stipendio che serve loro per vivere e per sostenere le loro famiglie. E ci stiamo anche chiedendo se, invece, non sia venuto piuttosto il momento di una nuova, forte protesta di massa della popolazione isolana per garantire un futuro alla RSA di Fontana e per sollecitare, al contempo, il pieno ripristino dei servizi della Salute Mentale sottratti al territorio negli ultimi anni insieme a risposte serie e concrete alle tante criticità dell’ospedale Rizzoli da noi tante volte evidenziate e denunciate, che non solo non hanno trovato alcuna soluzione, ma che continuano a peggiorare nell’intollerabile silenzio dell’Asl e della stessa Regione”.

Poi la parte finale con una serie di richieste e anche amare considerazioni: “A tale proposito, facciamo appello ai Sindaci e alle Amministrazioni isolane per valutare insieme quali possano essere le iniziative da attivare a sostegno della loro necessaria e imprescindibile opera di rappresentanza e tutela delle esigenze sanitarie e dei livelli di assistenza della popolazione residente e dei nostri ospiti forestieri, che pure hanno diritto a sentirsi tranquilli di poter contare su servizi sanitari appropriati e di qualità durante i loro soggiorni ischitani. Il quadro della sanità sull’isola è sempre più preoccupante e complesso e richiede massima vigilanza, partecipazione e mobilitazione per venire a capo delle tante problematiche irrisolte e spesso trascurate da parte di chi ha il dovere e la responsabilità di farsene carico nei centri decisionali della terraferma. Noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo alla progressiva e inesorabile decadenza della quantità e qualità dei servizi sanitari pubblici su un territorio già fortemente penalizzato dalla condizione di insularità e contiamo sul massimo impegno individuale, collettivo e coordinato di tutta la cittadinanza e dei suoi rappresentanti locali”.

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