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CRONACA

A Ischia il maltempo non ha fermato la buona sanità

 LA NOTA DELL’ASL A Ischia il maltempo non ha fermato la buona sanità

Sta bene e ringrazia i medici e tutto il personale sanitario, S.C. il quarantaquattrenne colpito da infarto nella giornata di sabato 21 dicembre ad Ischia, trasferito poi in eliambulanza all’ospedale di Pozzuoli. Il paziente era stato trasportato dal 118 al Pronto Soccorso del Rizzoli alle 11.56, nel pieno della bufera che ha colpito il Golfo di Napoli; già in ambulanza il medico aveva diagnosticato un infarto ed aveva preallertato i colleghi del Rizzoli. Giunto a Lacco Ameno, C.S. era stato trattato dai Cardiologi in servizio presso l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica del reparto di Cardiologia. A quel punto si è proceduto adottando il protocollo utilizzato centinaia di volte all’anno da cardiologi e infermieri dell’ASL Napoli 2 Nord e prescritto dalla rete IMA (Infarto Acuto del Miocardio) della Campania: attivazione del trasferimento al centro “Hub” dotato di servizio di Emodinamica – in questo caso l’ospedale di Pozzuoli – e, parallelamente, stabilizzazione del paziente. Le linee guida internazionali, infatti, prevedono che, quando non è possibile effettuare una coronografia entro i 120 minuti dalla diagnosi di infarto, occorre effettuare un trattamento farmacologico per la “trombolisi” e, successivamente, trasferire il paziente entro le 24 ore presso un centro attrezzato con un servizio di emodinamica h 24.

Dice Gerolamo Sibilio, Direttore del Dipartimento di Cardiologia e Medicina dell’ASL Napoli 2 Nord: “Questo è un classico episodio che evidenzia come funziona la rete per il trattamento per l’infarto acuto del miocardio. I colleghi cardiologi in servizio ad Ischia hanno fatto la diagnosi, avviato il trasferimento mediante eliambulanza e, allo stesso tempo, hanno trattato immediatamente il paziente farmacologicamente. Tale protocollo, utilizzato anche sulla terraferma, rappresenta la migliore terapia possibile, allorché non vi sia la possibilità di immediato trattamento presso un centro HUB nell’arco dei 120 minuti dal primo contatto medica”. La non tempestività nel trasferimento del paziente non ha rappresentato un problema, dato che era stato avviato il trattamento mediante trombolisi. Nel 2019 le nostre quattro cardiologie hanno trattato circa 1200 infarti seguendo la procedura adottata dalla rete IMA regionale; questo modello operativo ci ha permesso di salvare molte vite e di garantire una buona qualità della vita ai pazienti infartuati. In merito al caso della paziente di Ischia deceduta domenica scorsa nel corso del suo trasferimento mediante idroambulanza e diretta alla Cardiochirurgia dell’ospedale di Caserta, occorre evidenziare che alla paziente era stata diagnostica tempestivamente una severa dissezione dell’aorta; una patologia estremamente grave che risulta mortale in oltre il 95% dei pazienti.   

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