CRONACAPRIMO PIANO

A mare e a terra, Cipresso: «Pronti ad affrontare la stagione turistica»

Lunga intervista al comandante della Guardia Costiera che nell’imminenza della Pasqua si prepara al solito e lungo tour de force: ma dal diportismo alla tutela ambientale, sono tanti altri gli argomenti toccati

Sta per iniziare una nuova stagione turistica, e con essa un nuovo tour de force. Come vi state preparando?

«Ci stiamo preparando già da diverso tempo, sin dal termine della scorsa stagione estiva. Abbiamo compiuto un’analisi di tutti gli eventi stagionali, di ciò che è andato bene e delle eventuali criticità, proprio per cercare di migliorare nella stagione che sta per cominciare. Si sono svolti vari incontri, in ogni comune, con i titolari delle strutture turistico-ricettive, con i gestori degli stabilimenti balneari: li abbiamo invitati tutti insieme alle amministrazioni comunali, per ascoltare le loro esigenze e le criticità che anch’essi hanno incontrato. Un confronto sereno e costruttivo».

Dunque il rapporto e l’interlocuzione con gli amministratori locali e le associazioni di categoria è positivo.

«Ritengo ci sia un’ottima interlocuzione con le amministrazioni locali, perché c’è un costante e reciproco interesse al miglioramento. Noi siamo molto aperti e disponibili al dialogo, anche con le associazioni di categoria, albergatori e balneari, ceto peschereccio, e in ambito portuale con chi si occupa di logistica, con i tassisti e varie altre categorie».

«In preparazione per la stagione turistica abbiamo svolto numerosi e costruttivi incontri con amministrazioni e associazioni di categoria, ascoltando le loro esigenze e le criticità incontrate»

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In che cosa opererete nel solco della continuità e in cosa invece proverete a diversificare l’attività rispetto agli altri anni?

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«Senza dubbio la continuità è fondamentale. Lavoriamo sempre con il costante coordinamento della Direzione Marittima della Campania, un meccanismo collaudato da anni. Sicuramente introdurremmo alcune piccole modifiche all’ordinanza balneare, già analizzate e concordate con le strutture turistico-ricreative. Stiamo tenendo incontri anche a carattere locale in ambito portuale, sia con i Comuni sia con gli operatori portuali, ma anche con le Compagnie di navigazione e con alcuni rappresentanti degli autotrasportatori, per riuscire a rendere il porto di Ischia più vivibile e consentire di svolgere in sicurezza tutte le operazioni di imbarco e sbarco. Siamo consapevoli che si tratta di uno dei porti più frequentati a livello nazionale, nonostante il fatto che le infrastrutture portuali non siano mai sostanzialmente cambiate dalla nascita dello scalo: si cerca sempre di migliorare tramite l’aspetto organizzativo e la sinergia tra le parti, cioè appunto tra Comune, compagnie di navigazione e tutti gli operatori portuali».

Vi aspettate una maggior prudenza in mare da parte dei diportisti, visto che negli ultimi anni spesso si sono registrati casi di indisciplina verso le regole?

«Su questo tema sono state organizzate diverse campagne di sensibilizzazione, e altre ne abbiamo già in cantiere, dirette proprio ai diportisti per far comprendere che Ischia fa parte di un’area marina protetta, dunque l’importanza della tutela dei beni ambientali. Abbiamo in corso numerosi incontri con l’Area marina protetta “Regno di Nettuno”, ma puntiamo prevalentemente sull’informazione sui corretti comportamenti che vanno tenuti in mare, per la sicurezza della navigazione e per la tutela dell’ambiente dall’azione dell’uomo. Sui campi d’ormeggio, in questi giorni si è svolto un nuovo incontro, nell’ambito della conferenza di servizi portata avanti dall’Amp: noi sposiamo appieno l’idea dei campi d’ormeggio, affinché si realizzi un sistema ancora più efficiente. Ci auguriamo che l’iter del progetto possa proseguire rapidamente e senza intoppi».

«Lavoriamo sempre con il costante coordinamento della Direzione Marittima della Campania, un meccanismo collaudato da anni. Sicuramente introdurremmo alcune piccole modifiche all’ordinanza balneare, già analizzate e concordate con le strutture turistico-ricreative»

Anche Casamicciola, come Ischia, chiede di poter spostare le proprie biglietterie dall’area portuale per evitare un traffico eccessivo in un’area presa letteralmente d’assalto. La convince come soluzione l’area del Piazzale dell’Ancora?

«So che si sta parlando di questa ipotesi, ma ancora non si è entrati nel vivo della discussione, tuttavia l’obiettivo di cercare di migliorare l’organizzazione è fondamentale, quindi bisogna provare, e poi dal vivo ci si renderà conto se la nuova soluzione può essere migliorativa, o invece peggiorativa. Da anni si conosce la situazione, e lo scopo è quello di rendere meno affollato l’ambito portuale, facendo sì che chi deve imbarcarsi debba andare direttamente all’imbarco: su questo so che c’è un impegno di tutte le compagnie di navigazione e delle amministrazioni comunali per cercare di trovare le migliori soluzioni. Il porto deve essere un’area in cui ci si dirige direttamente all’imbarcazione senza possibilità di sosta d’attesa né bigliettazione in loco. È necessario dunque che a monte ci sia un’adeguata organizzazione. Bisogna evitare “colli di bottiglia” e ingorghi nell’area portuale, ma consentire un flusso regolare: le nostre infrastrutture sono sempre le stesse, e dobbiamo adeguarci di conseguenza. A Ischia siamo anche fortunati perché ci sono due porti per i quali transitano attività commerciali importanti, più un terzo porto, quello di Forio, per i mezzi veloci. L’isola è una realtà importante, con grande movimentazione di passeggeri: l’anno scorso abbiamo registrato numeri importanti nonostante il periodo pandemico. Riteniamo che anche quest’anno ci saranno flussi turistici di rilievo, in più c’è da considerare che siamo nell’anno in cui Procida è capitale italiana della cultura: pensiamo che anche grazie a tale evento tanta gente verrà qui a Ischia, considerata la grande capienza logistica e ricettiva in grado di accogliere una notevole quantità di turisti, circostanza che si tradurrà in un ulteriore incremento di passeggeri sulla tratta verso la nostra isola».

«Per un corretto diportismo sono state organizzate diverse campagne di sensibilizzazione, e altre ne abbiamo già in cantiere, per informaresui corretti comportamenti che vanno tenuti in mare, per la sicurezza della navigazione e per la tutela dell’ambiente»

Corse che arrivano in ritardo o che a volte saltano per condizioni meteomarine giudicate negative ma che magari tali non sembrerebbero. Troppo spesso residenti e pendolari lamentano il fatto che gli armatori facciano i loro comodi, è davvero impossibile cercare di sanzionare condotte poco ortodosse?

«Guardi, io ritengo che le compagnie di navigazione siano le prime a voler mantenere le corse. Quando ci sono delle interruzioni, esse dipendono solitamente dalle condizioni meteomarine particolari, che influiscono sulle imbarcazioni in maniera differente. Non tutti i mezzi hanno le stesse caratteristiche: un’unità navale in determinate condizioni riesce a navigare in sicurezza, un’altra no, o viceversa. Può cambiare tutto a seconda delle condizioni di vento teso, oppure di mare mosso. Fino ad oggi ho sempre visto massima disponibilità e serietà da parte delle compagnie per assicurare il servizio. Nel caso in cui ci siano delle situazioni particolari che vengono poste alla nostra attenzione, noi siamo in stretto contatto con la regione per segnalare eventuali anomalie».

«Lo spostamento delle biglietterie, tema d’attualità, deve avere come scopo quello di rendere la zona portuale libera da intralci. Le infrastrutture sono sempre quelle e dobbiamo saperci adeguare: ogni soluzione va comunque studiata e sperimentata prima di giudicare»

La tutela ambientale a terra e in mare è un tema che vi vede da sempre particolarmente impegnati. A suo avviso si registrano miglioramenti o la situazione è sempre da allarme?

«Ci sono dei miglioramenti. Lavoriamo molto, come le ho detto, sulla sensibilizzazione, a partire dalle scuole, perché ritengo che sia fondamentale iniziare dai più piccoli per far sì che i temi ambientali entrino all’interno della nostra coscienza, del nostro modo di essere e del nostro comportamento. A settembre si è svolta una bellissima iniziativa, arrivata agli onori della cronaca nazionale, “Lessons on the beach” in collaborazione con l’Area marina protetta, con il Comune e con il primo circolo didattico: abbiamo parlato di ambiente, di mare, di sicurezza della navigazione. Abbiamo avuto circa duecento bambini per quindici giorni in spiaggia, portandoli a diretto contatto con la natura: una manifestazione bellissima. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato in quell’occasione. Adesso ci stiamo avvicinando all’11 aprile, lunedì (domani per chi legge, ndr) si celebra la giornata del mare: anche in questo caso abbiamo in serbo tantissime iniziative, oltre che con l’Amp e i Comuni, anche con la Lega navale e tante associazioni che ci supporteranno per continuare questo percorso di educazione ambientale, partendo sempre dai più piccoli. Credo che passo dopo passo i miglioramenti, che già stiamo iniziando a vedere, saranno sempre più evidenti. In ultima analisi, però, tutto dipende dalla nostra coscienza: credo che ognuno di noi debba fare la propria parte, cercando di migliorare e di lasciare alle prossime generazioni un ambiente sempre più tutelato».

«L’isola è una realtà importante, con grande movimentazione di passeggeri: l’anno scorso abbiamo registrato numeri importanti nonostante la pandemia. Riteniamo che anche quest’anno ci saranno flussi turistici di rilievo: inoltre, con Procida capitale italiana della cultura, la grande ricettività di Ischia avrà un ruolo importante»

Il dispositivo del divieto di sbarco varato dalle sei amministrazioni la convince, o a suo avviso lo sbarco dei veicoli nel periodo estivo dovrebbe essere ancor più limitato?

«Sul problema dello sbarco delle automobili private, si sono svolte delle riunioni: credo che le auto incidano fino a un certo punto, tenuto conto del numero elevato di turisti che sbarcano sull’isola. Per quanto riguarda i mezzi pesanti, Ischia rispetto alle altre isole ha una maggiore esigenza di rifornimenti di merce. Su questo c’è stato pochi giorni fa un incontro al Comune, con l’amministrazione comunale di Ischia, la polizia municipale, e un rappresentante degli autotrasportatori, per cercare di trovare alcuni accorgimenti migliorativi per delle fasce orarie particolarmente critiche. Comunque, in questi giorni dovrebbe arrivare il provvedimento del Ministero».

Ormai è un po’ che svolge il suo ruolo a Ischia. Posso chiederle cosa le piace dell’isola e in cosa a suo avviso andrebbe invece migliorata?

«Dal punto di vista naturalistico, l’isola è un luogo bellissimo. Le bellezze naturali di Ischia credo che abbiano pochissimi riscontri al mondo, forse proprio al fatto di essere un’isola. Ho trovato grande disponibilità da parte di tutti gli ischitani, in particolare un grande amore nei confronti della Guardia Costiera: c’è davvero una stretta connessione tra questa e i cittadini, ed è una cosa che mi piace tantissimo. Dall’altra parte, credo che si debba sempre cercare di migliorare per individuare nuove soluzioni per una crescita generale, e offrire così servizi ancora migliori: credo che l’isola abbia tantissime potenzialità da esprimere. Proprio per questo durante l’anno cerchiamo di essere costantemente a contatto con le strutture turistico-ricettive: vogliamo consolidare questo messaggio, accompagnandolo da una sempre maggiore sicurezza per i bagnanti, per la navigazione, tramite campi-boe, sistemi di salvataggio. È questo che intendiamo quando parliamo di crescita generale, e Ischia come ho detto ha le potenzialità per farlo».

«La tutela ambientale ci vede sempre in prima linea. Ricordo la bellissima iniziativa “Lessons on the beach” con cui abbiamo avvicinato tanti bambini alla natura, e tra poco celebreremo la giornata del mare con molte altre iniziative. Ringrazio le numerose associazioni che collaborano attivamente a questo nobile scopo»

I depuratori sono davvero la salvezza turistica del nostro territorio? O come suggerisce qualcuno sono troppo invasivi e vista la profondità dei nostri fondali basterebbero condotte di ultima generazione?

«Sul fronte della depurazione, la cosa importante è che vi sia un sistema che funzioni efficacemente. Al di là della tipologia di sistema, dal punto di vista tecnico-scientifico, non è mia competenza dire quale di tali sistemi possa essere migliore degli altri».

Negli scorsi anni si sono verificati diversi episodi nell’ambito del fenomeno dell’occupazione abusiva di tratti di spiaggia libera. I sequestri operati dal suo personale serviranno da deterrente?

«Ritengo di sì, perché negli anni il fenomeno è andato progressivamente diminuendo. L’estate scorsa non abbiamo registrato casi particolarmente problematici, e abbiamo messo in campo una costante attività di monitoraggio, con interventi mirati, diretti a perseguire i singoli episodi. Dunque credo che col tempo il fenomeno sia sempre più riducendosi. I controlli sono proseguiti anche durante il resto dell’anno, dunque anche a livello di strutture turistico-ricreative, per eventuali difformità rispetto alle concessioni demaniali».

Una domanda un po’ “romantica”: quando lascerà Ischia, cosa le mancherà di più della nostra isola?

«Oggi forse non so rispondere adeguatamente, perché c’è ancora tanta strada, anzi tanta navigazione davanti, in questo percorso. Di Ischia apprezzo particolarmente la possibilità di compiere lunghe passeggiate durante le quali è possibile ammirare le tante bellezze paesaggistiche, architettoniche e naturali: in certi luoghi c’è ancora un rapporto simbiotico con la natura, e allo stesso modo è stupendo poter ammirare ad esempio il Castello Aragonese oppure passeggiare a Sant’Angelo. Ci sono mille motivi per amare Ischia».

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