CRONACAPRIMO PIANO

“Abbattuta” la colonna dello storico ingresso di Villa Arbusto

Incredibile e spettacolare incidente da cantiere a Lacco Ameno, intaccata durante alcuni lavori un’area preziosa dal punto di vista storico e archeologico. Tutta colpa di un mezzo meccanico e di una manovra evidentemente imprudente

Cantiere che vai, danno che fai. E’ la triste storia dei cantieri Pubblici. Su tutti il caso della CPL Concordia ad Ischia. Dopo le strade colabrodo e i danni ai sottoservizi ischitani, ieri mattina è toccato alla storica colonna d’ingresso del Museo di Villa Arbusto a Lacco Ameno. Un bene storico, archeologico, per giunta vincolato, è stato letteralmente abbattuto nel corso delle attività di cantiere all’ingresso della rinomata struttura. Da chiarire la dinamica e le cause dell’accaduto in quello che di fatto è delimitata come un’area di cantiere per la metanizzazione. Fatto sta che, pare, con un sol colpo di mezzo meccanico, l’alta colonna di piperno misto ad altri materiali è stata praticamente ridotta in pezzi. Sul posto è immediatamente intervenuto l’Ufficio Tecnico Comunale e i vigili Urbani. Alla fine la colonna è stata rattoppata e messa su incastrandola con i soliti tubi in enti arrugginiti, inattesa di un possibile e auspica le recupero del preziose bene. Un bene che aveva resistito ai secoli e che ieri ha rischiato di perire sotto l’effetto die cantieri autorizzati dal governo di Giacomo Pascale.

A pezzi la colonna di Piperno mista ad altri materiali, sul posto ufficio tecnico comunale e vigili urbani: alla fine si è proceduto con “rattoppo” temporaneo in attesa di opere minuziose

Il Piperno è una roccia molto litificata e pertanto di non facile estraibilità, basta consultare i manuali del settore per scoprire che l’estrazione non può avvenire se non attraverso la separazione in sotterraneo di grossi blocchi che venivano successivamente lavorati, probabilmente all’aperto.Mettiamoci anche che si tratta di materiali che hanno fatto la storia urbanistica dell’area flegrea con i suoi mastri pipernieri terminata nel secondo dopoguerra dopo una attività lunga secoli ed il quadro del disastro è fatto. Il Piperno ha svolto un ruolo di assoluta preminenza come pietra da costruzione e ornamentale nell’architettura dei nostri luoghi ed in particolareVilla Arbusto, avviata ai suoi fasti nel 1785 da Don Carlo Aquaviva, Duca di Atri, di antica famiglia nobile abruzzese, che vi costruì un Casino di campagna, l’attuale villa con un grande giardino retrostante. Nel 1952 il cavaliere del lavoro Angelo Rizzoli,divenendone propietario ha avviato il restauro dopo che vari passaggi di proprietà ne avevano compromesso l’originario splendore. A quanto pare dopo decenni l’antico splendore resta più che minacciato.  

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