ARCHIVIOARCHIVIO 3ARCHIVIO 5POLITICA

Accoglienza ai migranti, decidano i cittadini: a Procida chiesto il referendum

La notizia, evidentemente, è di quelle destinate a fare rumore e suscitare clamore, insomma impossibile che una cosa del genere – per giunta su un argomento così attuale – riesca a passare inosservata. Insomma, pronti ad infiammare il dibattito sull’isola di Procida su un tema come quello dell’accoglienza ai migranti che certo già negli ultimi tempi non ha lasciato affatto indifferente (tutt’altro) il mondo istituzionale ma anche i semplici cittadini, che sulla materia si sono divisi a metà e ci vanno decisamente cauti, così come quando ci si avvicina ad un ordigno da disinnescare e non si hanno le idee propriamente chiare, giusto per rendere il concetto. Adesso però a rompere gli indugi ed aprire il fronte sono stati quattro consiglieri comunali, schierati tra le fila della minoranza. Si tratta di Maria Capodanno, Carmen Muro, Menico Scala e Rachele Aiello, che hanno indirizzato una scarna nota al sindaco Dino Ambrosino avente ad oggetto “sottoscrizione della proposta di referendum”. Il testo è tanto telegrafico quanto eloquente: «I sottoscritti consiglieri comunali in relazione al referendum proposto dal comitato promotore come da istanza n. 16343, sottoscrivono ai sensi delle attuali normative vigenti la richiesta di referendum il cui quesito è il seguente: “…. Volete voi che il Comune di Procida o altri enti attraverso adesione alla rete Sprar o iniziative equipollenti consenta la permanenza in maniera stabile o anche temporanea di richiedenti asilo nel territorio dell’isola di Procida?”». Il tutto, ovviamente, sarebbe accompagnato dalle due opzioni di risposta, le canoniche “no” e “sì” su cui l’elettorato dell’isola di Arturo sarebbe chiamata a pronunciarsi.

L’iniziativa del gruppo consiliare di minoranza “Per Procida” è frutto delle polemiche e delle opposte fazioni che si sono create a Procida relativamente all’ospitalità da concedere agli immigrati. E, a sentire Menico Scala, Carmen Muro, Maria Capodanno e Rachele Aiello, alla base di questa accelerazione ci sarebbero proprio le tante richieste pervenute dai cittadini di poter esprimere la loro opinione circa il progetto dell’amministrazione comunale di aderire alla rete Sprar per accogliere, al momento, trentaquattro immigrati sul territorio procidano. Gli esponenti politici, per la cronaca, hanno di fatto aderito alla richiesta di un comitato spontaneo che vede tra i promotori Antonella Battinelli, Giuseppe Giaquinto, Domenico Scotto di Perta, Salvatore Costagliola, Pasquale Sabia e Matteo Germinario,  di dar vita ad un quesito referendario. E così seguendo quelli che sono i dettami dell’art. 12 comma 1 dello Statuto Comunale (che recita testualmente “Il Referendum è uno degli strumenti che deve essere adottato per conoscere gli orientamenti dei Cittadini”), ed ai sensi dell’art. 15 “Titolari del potere di richiesta” comma 1 lettera b (“Il Referendum comunale viene indetto su iniziativa di 1/5 dei Consiglieri Comunali”)  hanno depositato al protocollo del palazzo municipale l’atto di richiesta.

Non è tutto, però, perché contestualmente – con nota indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, protocollata al n. 16346 – i quattro consiglieri di minoranza hanno richiesto la convocazione urgente del Consiglio Comunale avente ad oggetto: Nomina del Comitato dei Garanti per l’ammissibilità della proposta di Referendum ai sensi dell’art 4 del regolamento vigente, con l’elezione del presidente e dei quattro garanti”. Insomma, che ci crediate o no a Procida fanno davvero sul serio.

CHE COS’È LA RETE SPRAR. A partire dalle esperienze di accoglienza decentrata e in rete, realizzate tra il 1999 e il 2000 da associazioni e organizzazioni non governative, nel 2001 il Ministero dell’Interno e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) siglarono un protocollo d’intesa per la realizzazione di un “Programma nazionale asilo”. Nasceva, così, il primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed enti locali. La legge n.189/2002 ha successivamente istituzionalizzato queste misure di accoglienza organizzata, prevedendo la costituzione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Attraverso la stessa legge il Ministero dell’Interno ha istituito la struttura di coordinamento del sistema – il Servizio centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali – affidandone ad ANCI la gestione. ll Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Gaetano Ferrandino

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close